Tesla e Alphabet al test del Q2 2026: consegne record e spesa AI sotto i riflettori
Tesla e Alphabet al test del Q2: consegne record, capex AI e margini sotto la lente dei mercati.
Oggi, dopo la chiusura dei mercati americani, Tesla e Alphabet pubblicheranno i risultati del secondo trimestre. Due aziende che insieme capitalizzano oltre 3.000 miliardi di dollari e che oggi rispondono alle due domande centrali di questa stagione degli utili: la crescita dei volumi produce margini o solo fatturato? E i miliardi spesi per l’AI stanno generando valore?
Tesla ci arriva con numeri forti sulla carta: 480.126 veicoli consegnati nel Q2, il miglior secondo trimestre della sua storia. La prima crescita anno su anno delle consegne dopo due anni di flessione. Gli analisti prevedono 26,4 miliardi di dollari di ricavi e 0,53 dollari di utile per azione. Il punto debole, però, sono i margini: nel trimestre precedente il margine lordo auto (senza crediti regolamentari) era sceso al 12,5%. Qui si gioca la partita vera.
Alphabet deve confermare i risultati del primo trimestre: 109,9 miliardi di dollari di ricavi (+22% anno su anno), Google Cloud a 20 miliardi (+63%) con margini operativi del 32,9%. Per il Q2 gli analisti aspettano 116,9 miliardi di ricavi e 3,04 dollari di EPS. Poi c’è il capitolo spesa: 175-180 miliardi di dollari di capex programmati per il 2026, quasi tutti destinati a data center e infrastruttura AI. È la scommessa più grande che un’azienda tech abbia mai fatto in un singolo anno. Queste trimestrali daranno il tono all’intera stagione dei Magnificent Seven.
Tesla: 480.000 consegne record, ma i margini restano il vero test
Le consegne parlano chiaro. Tesla ha messo su strada 480.126 veicoli nel Q2, il 25% in più dello stesso periodo del 2025 e circa 74.000 unità sopra il consensus. La produzione si è fermata a 451.758 unità: l’azienda ha ridotto le scorte di 28.000 veicoli, dopo l’accumulo di 50.000 unità del Q1.
Le stime di Wall Street indicano 26,4 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 15-17% rispetto ai 22,5 miliardi del Q2 2025, e 0,53 dollari di utile per azione (+33% anno su anno dai 0,40 dollari del trimestre comparabile). La dispersione delle stime racconta l’incertezza: la forbice va da 0,27 a 0,74 dollari per azione. Deutsche Bank si ferma a 0,36 dollari, segnalando dubbi sulla tenuta dei margini.

Il margine lordo auto, esclusi i crediti regolamentari, nel Q1 era al 12,5% circa. I crediti, che un anno fa nel Q2 valevano 439 milioni di dollari, si sono dimezzati. Un cuscinetto in meno. Il mercato delle opzioni prezza un movimento del titolo del 7,6% dopo i risultati: gli operatori si preparano a una reazione forte, in una direzione o nell’altra.
L’energia come secondo motore di crescita
Tesla ha installato 13,5 GWh di capacità di accumulo energetico nel Q2, il 40% in più rispetto ai 9,6 GWh del Q2 2025 e in accelerazione dai 8,8 GWh del primo trimestre.
Il dato è appena sotto le attese degli analisti (13,8 GWh), ma la traiettoria è in salita. Per diversi analisti, la divisione energy storage è la vera leva di valore a lungo termine per il titolo, oltre la narrativa sulle auto.

Confronto tra le principali metriche attese per Tesla e Alphabet nel Q2 2026: ricavi, crescita anno su anno e investimenti in conto capitale.
Alphabet: Google Cloud a +63% e il mega-investimento AI da 180 miliardi
Alphabet parte da numeri solidi. Nel primo trimestre ha fatturato 109,9 miliardi di dollari, il 22% in più rispetto a un anno prima. La crescita l’ha trainata Google Cloud: 20 miliardi di ricavi nel Q1, +63% anno su anno, il tasso più alto tra i grandi provider. Il margine operativo della divisione è salito al 32,9% dal 17,8% di dodici mesi prima.
Per il Q2, il consensus indica 116,9 miliardi di ricavi e 3,04 dollari di utile per azione. BofA Securities, con un rating Buy, ha alzato la previsione di crescita del cloud al 70%. Se confermato, sarebbe un’ulteriore accelerazione. Wedbush ha avviato la copertura con giudizio Outperform. Alphabet ha battuto le stime sugli utili per otto trimestri consecutivi, mancando quelle sui ricavi una sola volta.
Il capitolo più discusso è la spesa. Alphabet ha confermato 175-180 miliardi di dollari di capex per il 2026, quasi interamente dedicati ai data center.
L’azienda ha iniziato a vendere capacità di calcolo delle Tensor Processing Unit (TPU), i suoi chip AI proprietari, a provider cloud esterni. Il management ha indicato che i ricavi da hardware cominceranno a pesare nella seconda metà dell’anno.
Gemini e le partnership strategiche
Alphabet ha stretto accordi con Accenture e Cognizant per distribuire la piattaforma Gemini nelle grandi aziende.
L’obiettivo: trasformare il vantaggio tecnologico in ricavi ricorrenti nel cloud enterprise. Microsoft con Azure e Amazon con AWS restano concorrenti temibili. Gli investitori vorranno sapere dal management quanto velocemente Gemini sta acquisendo nuovi clienti e se i tassi di conversione giustificano la spesa.
L’impatto sui mercati e le aspettative degli analisti
Le trimestrali cadono in un momento di mercato particolare. L’S&P 500 è a 7.509 punti, il Nasdaq a 25.862. L’87% delle aziende dell’S&P 500 ha superato le stime sugli utili finora, ma il nervosismo per il conflitto Iran-USA e il petrolio sopra i 90 dollari al barile frena l’entusiasmo.
La domanda che tutti si fanno: i colossi tech stanno spendendo troppo per l’AI, o questi investimenti produrranno margini nei prossimi trimestri? La risposta arriverà dai numeri di stasera
I futures dopo la chiusura di martedì erano piatti: S&P 500 a 7.541 (-0,06%), Nasdaq 100 a 29.282 (-0,1%). Wall Street ha preferito aspettare. Mercoledì ci saranno anche i dati di anche Philip Morris International, GE Vernova e AT&T.
Giovedì sarà il turno di Texas Instruments e Intel, due test diretti per il settore semiconduttori.
Approfondimento Azioni Semiconduttori: migliori titoli su cui investireConclusioni
Oggi è un giorno importante per Tesla e Alphabet sotto la lente. Tesla deve dimostrare che i volumi record portano margini sostenibili, non solo fatturato gonfiato dai tagli di prezzo. Alphabet deve mostrare che i 178 miliardi di capex producono ricavi e margini, non solo data center vuoti.
Margini auto in ripresa sarebbero un segnale atteso da tempo per Tesla. Google Cloud al 70% di crescita e i primi ritorni economici di Gemini darebbero ragione alla strategia di Alphabet. Il mercato, dopo la giornata brillante dei semiconduttori, ha alzato le aspettative. Chi porta numeri sarà premiato. Chi porta solo promesse, no.
Per iniziare è fondamentale partire a fare pratica con le demo. Vi lasciamo con i link ufficiali che sono mediati dal server di WebEconomia in modo da garantire l’accesso sicuro:
- Accedi al conto demo di eToro facendo click qui.
- Apri il tuo conto demo su XTB Broker da qui.
- Accedi al conto di trading demo proposto da AvaTrade qui.
Sono le migliori piattaforme con conti demo illimitati e sopratutto gratuiti per sempre.