Telegram lancia il wallet Gram per oltre un miliardo di utenti: crypto non-custodial a zero commissioni
Telegram lancia il wallet Gram non-custodial per oltre un miliardo di utenti: zero commissioni, integrazione nativa e sfida ai regolatori.
Pavel Durov ha messo le carte in tavola: Telegram avrà un wallet Gram nativo integrato in tutte le sue app entro l’estate 2026. Il fondatore della piattaforma di messaggistica l’ha chiamato “il più grande rollout di un wallet crypto non-custodial nella storia”, e il traguardo è portare transazioni in criptovaluta istantanee e gratuite a più di un miliardo di utenti attivi al mese.
Telegram ha già un servizio wallet, il bot @wallet, con 150 milioni di utenti registrati, ma il wallet Gram è un prodotto diverso. Sarà integrato direttamente nelle app, non come bot esterno. Funzionerà in modalità non-custodial dal primo utilizzo: le chiavi private restano sul dispositivo dell’utente, e Telegram non le tocca. Il token si chiama GRAM, dopo il rebranding da Toncoin approvato dalla comunità con l’81% dei voti il 15 giugno 2026.
Il mercato ha risposto nelle ore successive: GRAM +8%, a $1,53 con una capitalizzazione di $4,18 miliardi. Ma il token ha perso l’88% dal picco di maggio 2026 ($2,89) e l’81% dal massimo storico di $8,25 toccato a giugno 2024, quando si chiamava ancora Toncoin. I numeri di Telegram, però, non hanno paragoni nel settore: nessuna app di messaggistica ha mai tentato un’operazione del genere.
Come funziona il wallet Gram nativo
Il bot @wallet attuale opera in modalità custodial: puoi usare le crypto senza occuparti delle chiavi private, perché a conservarle ci pensa Telegram. Il wallet nativo ribalta il modello.
Ogni utente terrà le proprie chiavi sul dispositivo, e Telegram non avrà accesso ai fondi. Anche nel caso di un attacco ai server dell’azienda, i soldi resterebbero intatti. Il meccanismo è simile a MetaMask o Trust Wallet, con una differenza di scala che non ha precedenti: nessun wallet non-custodial ha mai avuto davanti una platea potenziale di un miliardo di persone.
Le transazioni gireranno sulla rete The Open Network (TON), la blockchain nata nel 2018 proprio in casa Telegram. I pagamenti in-app via TON sono già operativi, ma il wallet nativo alzerà il livello di integrazione in modo sensibile. Durov ha promesso trasferimenti istantanei e gratuiti, senza spiegare però come Telegram intenda coprire i costi delle transazioni on-chain. Considerando il volume potenziale di operazioni, non è un punto secondario.
Il bot @wallet è disponibile soltanto per gli 87 milioni di utenti statunitensi, dal luglio 2025. Il wallet Gram nativo sarà globale, aperto all’intera base utenti che ha superato il miliardo di attivi mensili nel 2025.
Approfondimento Toncoin (TON): come funziona la criptovaluta di TelegramDa Toncoin a GRAM: la storia travagliata del token di Telegram
Pochi token hanno avuto una vita così complicata. L’inizio risale al 2018, quando Durov ha presentato il progetto TON raccogliendo $1,7 miliardi dalla vendita di token chiamati GRAM. La SEC americana ha bloccato la distribuzione, sostenendo che la vendita violava le leggi sui titoli finanziari. Un giudice federale ha dato ragione al regolatore, e Telegram nel 2020 ha chiuso il progetto restituendo $1,2 miliardi agli investitori.
Gli sviluppatori della comunità hanno mantenuto in vita la rete, ribattezzando il token Toncoin. A gennaio 2025 Telegram è rientrata, assumendo il ruolo di steward e diventando il più grande validatore. Il 15 giugno 2026, con l’81% dei voti, la comunità ha approvato il ritorno al nome originale: GRAM.
Il prezzo ha seguito una traiettoria discendente. Il massimo storico di $8,25 risale a giugno 2024 (quando il token era Toncoin), poi un calo progressivo con un rimbalzo a $2,89 a maggio 2026 e un successivo crollo dell’88% fino ai livelli attuali attorno a $1,53. La capitalizzazione di $4,18 miliardi tiene GRAM fuori dalla top 20 delle crypto.
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L’impatto sul mercato e i numeri del token GRAM
Dopo le parole di Durov, GRAM ha messo a segno un rialzo di circa l’8,5% in 24 ore, portandosi a $1,53 secondo CoinMarketCap. L’entusiasmo si spiega con i numeri: un wallet integrato in un’app con più di un miliardo di utenti attivi potrebbe avvicinare alle criptovalute più persone di qualsiasi altro evento nella storia del settore.
I motivi per la cautela, però, ci sono. Il prezzo resta lontano dai massimi e il trend di fondo è negativo, stando all’analisi tecnica. L’integrazione del wallet non garantisce in automatico che la domanda di GRAM salga: dipenderà da quanti utenti lo useranno davvero, da quali funzioni saranno disponibili e dal fatto che il wallet supporti o meno anche altre criptovalute oltre a GRAM.
Qualche numero da tenere d’occhio. I 150 milioni di iscritti al bot @wallet corrispondono a circa il 15% della base utenti totale di Telegram. Se il wallet nativo raggiungesse una penetrazione analoga, parliamo di oltre 150 milioni di wallet non-custodial attivi, un ordine di grandezza sopra qualsiasi concorrente. MetaMask, oggi il wallet non-custodial più diffuso al mondo, si ferma a circa 30 milioni di utenti attivi al mese.
Le domande ancora aperte e i rischi regolamentari
Durov ha annunciato molto, ma ha lasciato parecchie caselle vuote. Come si pagano i trasferimenti a zero commissioni quando un miliardo di persone inizia a usarli? Le transazioni su TON costano poco, ma non zero, e qualcuno dovrà coprire il conto. Le opzioni spaziano dai ricavi pubblicitari a un sistema freemium con un tetto di operazioni gratuite.
C’è poi la convivenza con il bot @wallet. Durov non ha spiegato se il wallet nativo lo rimpiazzerà o se i due servizi funzioneranno fianco a fianco. Non ha detto nemmeno se il wallet gestirà solo GRAM o anche altre crypto e stablecoin, un dettaglio che potrebbe fare la differenza tra un prodotto di nicchia e uno strumento finanziario più ampio.
Il precedente della SEC nel 2020 incombe. La situazione legale è cambiata. Telegram ha ripreso le redini del progetto e il token ha operato per anni come iniziativa comunitaria, ma un wallet crypto dentro un’app da un miliardo di utenti potrebbe attirare l’attenzione dei regolatori in più paesi. In Europa, il regolamento MiCA impone requisiti specifici ai fornitori di servizi crypto, e non è chiaro come Telegram si adeguerà.
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Gestire le chiavi private di un miliardo di persone, molte senza esperienza nel mondo crypto, è una sfida tecnica importante. Un errore nella generazione o nel backup delle chiavi può significare la perdita irreversibile dei fondi.
Cosa aspettarsi adesso
L’integrazione di un wallet crypto nativo in Telegram è la scommessa di adozione più grossa che il settore abbia mai visto. Il wallet Gram potrebbe portare le transazioni non-custodial a un pubblico che non ha mai toccato una criptovaluta. GRAM ha reagito con un +8%, ma resta in forte calo dai massimi e il trend è ribassista.
Le risposte su sostenibilità economica, regolamentazione e gestione delle chiavi per utenti inesperti decideranno se Durov riuscirà a trasformare i numeri di Telegram in adozione concreta. Il lancio è previsto entro l’estate 2026.
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