Telecom: accordo con i sindacati su produttività ed esuberi

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Telecom Italia e le principali organizzazioni sindacali hanno siglato un accordo finalizzato a garantire un incremento della produttività interna, mediante una efficienza più elevata nell’organizzazione del lavoro, e attraverso la riconduzione interna di lavorazioni esternalizzate. Per quanto concerne le eccedenze occupazionali, gli esuberi verranno concretizzati attraverso sistemi alternativi al licenziamento, come il prepensionamento e i contratti di solidarietà.

Soddisfatte le parti principali in causa, con Telecom Italia che in una nota afferma come “l’intesa sia fortemente innovativa dal punto della riqualificazione del lavoro e del suo valore, consente di rispettare le indicazioni del Piano triennale aziendale che prevede una prosecuzione del processo di riduzione dei costi, compreso quello del lavoro“.

Attraverso l’intesa raggiunta, l’azienda riuscirà così a gestire gli esuberi già individuati per il prossimo biennio mediante ammortizzatori sociali come i contratti di solidarietà che – come già anticipato – permetteranno di evitare i licenziamenti. In maggior dettaglio, dei 3 mila esuberi che sono stati individuati dalla società, 2,5 mila saranno gestiti mediante i contratti di solidarietà “spalmati” su 32 mila addetti, mentre 500 lavoratori riusciranno ad abbandonare la società perchè in possesso dei requisiti utili per poter accedere alla pensione. Altri 350 esuberi saranno invece individuati dal gruppo nella divisione information technology nel biennio, e saranno gestiti mediante gli stessi ammortizzatori sociali.

L’intesa raggiunta dimostra la nostra disponibilità a un confronto positivo con le organizzazioni sindacali” – ha affermato l’amministratore delegato Marco Patuano – “volto a garantire il rispetto e la tutela dei lavoratori, che rappresentano un importante capitale per il gruppo. In questo contesto, ritengo particolarmente importante sottolineare l’atteggiamento costruttivo e responsabile dei sindacati, che non si sono limitati a condividere una soluzione non traumatica per la gestione degli esuberi ma hanno contribuito, d’intesa con l’azienda, a realizzare un progetto di ampio respiro per aumentare la produttività a tutela del mantenimento dei livelli occupazionali nei prossimi anni“.

“L’accordo siglato oggi” – ha poi concluso l’amministratore delegato – “permettendoci di rispettare gil obiettivi di efficienza previsti nel piano triennale, ci consente di proseguire con maggiore serenità il percorso degli investimenti necessari per un’azione di rilancio di Telecom Italia“.

Il raggiungimento di tale accordo non sarà tuttavia in grado di rassenerare gli animi intorno alla società. In concomitanza con la formalizzazione dell’intesa, infatti, la stampa ribaltava la notizia secondo cui Marco Fossati, socio al 4,9 per cento della compagine, avrebbe presentato una mozione di sfiducia contro il management attualmente guidato dal presidente Franco Bernabè.

Pochi giorni fa, invece, Bank of America Merrill Lynch e Barclays, avevano declassato il titolo, con una riduzione del giudizio a underperform per quanto attiene la posizione di BoA, e a equal weight per Barclays. La motivazione sottostante il declassamento è dovuto al timore che il debito del gruppo si renda ingestibile, soprattutto dopo l’emissione del bond ibrido, alternativo al più opportuno aumento di capitale.