Tecniche Forex: differenze tra Swing e Scalping

Uno dei punti di forza del forex è l’incredibile offerta di tecniche che “mette a disposizione” dei trader, qualsiasi siano i suoi gusti e gli “stili di vita”. Sì, perché molti investitori, più che la tecnica profittevole in assoluto, cercano quella che più si adatta alla propria personalità. Il forex, infatti, è soprattutto una questione di mentalità. A essere profuse non sono solo le energie intellettuali, ma anche quelli mentali.

Ci sono in particolari due tecniche che si abbinano alle possibili caratteristiche personali degli individui: lo swing forex e lo scalping forex. Chi pratica la prima, raramente riesce a praticare la seconda. Contemplano due approcci completamente diversi, e infatti sono opposte tanto nelle finalità quanto nelle modalità di esecuzione.

Ecco una panoramica su entrambi le strategie, con pregi e difetti.

Swing Forex

Swing vuol dire letteralmente “oscillare”. Di default, non è un’informazione sufficiente per comprendere, anche solo alla lontana, cosa questa tecnica offre. Ciononostante, un particolare tipo di “oscillazione” gioca un ruolo da protagonista: quella delle coppie di valute, ma solo a lungo termine. Se potessimo associare allo swing forex una espressione, sarebbe proprio questa: “lungo termine”.

Si definisce swing forex, quindi, quella tecnica che consiste nell’aprire posizioni a lungo termine, che puntano a guadagni non frequenti ma molto ingenti. E per molto ingenti si intende decine di pip, se non centinaia. Tutto, infatti, dipende dal timeframe. Questo può essere più o meno ampio, ma in genere non scende al di sotto dei sette giorni. Può però arrivare anche ai due mesi, e in quei casi il guadagno atteso è giocoforza molto grande.

Lo strumento principale dello swing forex sono prezzi specifici, come massimi, minimi, supporti e resistenze (queste ultime meglio che dinamiche). Permettono infatti di prevedere – almeno in linea teorica – il comportamento dell’asset oltre il breve termine.

E’ evidente come, in questa prospettiva, assumano un’importanza cruciale tanto lo stop loss quanto il take profit. Questi rappresentano in genere “il tetto e il pavimento” a cui il trader vincola il suo ordine. Dal momento che il termine può essere anche molto lungo, e il guadagno anche molto ingente, è bene ci si preoccupi della possibile perdita.

Scalping Forex

Anche in questo caso l’esatta traduzione dall’inglese non offre opportunità di comprensione sufficiente. “To scalp” vuol dire “fare lo scalpo”, che è una tecnica di tortura abbastanza cruenta. Però, proprio come lo swing, alla lontana un collegamento c’è. Infatti, lo scalping forex prevede “movimenti” rapidi e incisivi, dal momento che si basa non sul medio, non sul breve, ma sul brevissimo termine.

Si definisce scalping forex, quindi, quella tecnica che consiste nell’aprire posizioni molto veloci, dalla durata di pochi minuti o addirittura di trenta secondi. Lo scopo è acquisire dei guadagnai per nulla ingenti, ma frequentissimi. A volte basta solo un pip ad operazione.

Lo strumento principale del forex non sono gli indicatori di medio e lungo periodo, resistenze e supporti sono pressoché inutili. Ciò che conta è l’osservazione pedissequa dei grafici. Occorre stare incollati allo schermo e sfruttare le minime oscillazioni di prezzo. Nella pratica, uscire dalla posizione prima che l’asset compia un movimento non congeniale alla nostra situazione, e aprirne una proprio nel momento giusto.

I pregi e i difetti delle due tecniche

Swing e scalping sono praticamente complementari. E’ curioso, ma ai pregi di uno corrispondono i difetti dell’altro e viceversa.

Il punto di forza dello swing è la possibilità di “staccare la spina” di frequente. Dal momento che le posizioni sono a lungo termine, il trader è chiamato semplicemente a redigere la sua strategia e impostare l’ordine. E aspettare che i guadagni fiocchino.

Ne consegue che l’approccio allo swing è molto più calmo e rilassato di quanto non accada per altre tecniche. Non c’è frenesia, non c’è ansia (se non nella quantità giusta). C’è solamente la riflessione, alla quale segue l’azione.

Il rovescio della medaglia è facilmente intuibile. Affinché lo swing renda, è necessario produrre un lavoro di analisi veramente puntuale e preciso. Se prevedere cosa succederà tra un’ora è difficile, prevedere il futuro di un asset da qui a un mese lo è ancora di più. E’ necessaria una certa competenza soprattutto quando si interpretano le resistenze e i supporti – e nella decisione del timeframe.

Discorso inverso per quanto riguarda lo scalping. Il suo punto di forza è, paradossalmente, la sua frenesia. Da un lato può provocare ansia, stress e logoramento fisico/mentale. Dall’altro, però, è molto più eccitante dello swing. Per questo è spesso preferito dai trader più giovani (in fatto di esperienza).

Se lo swing è riflessione e azione, lo scalping è prevalentemente azione. Ovviamente non si agisce di istinto, ma il tempo concesso al pensiero è veramente minimo. Occorre decidere, sì, ma in fretta. Ne consegue che la skill fondamentale non è la capacità di analisi (comunque importantissima) ma quella di sopportare lo stress, sia fisico che mentale, e l’abilità nel mantenersi lucidi anche nelle situazioni critiche.

Per quanto riguarda i guadagni, siamo di fronti a un pregio-difetto. Questi possono essere ingenti, ma solo a costo di produrre tanti “risultati utili”, se possibile consecutivi.

Un altro vantaggio riguarda la relativa utilità dell’analisi tecnica. O meglio, è utile, ma non strettamente necessaria come nello swing.

Dunque, quale delle due tecniche è la migliore? Come anticipato in apertura di articolo, non c’è una vera risposta. Dipende tutto dal proprio carattere. Se siete delle persone riflessive, che preferiscono ponderare le decisioni e studiare, lo swing fa per voi. Se siete persone dedite all’azione, amanti dell’adrenalina, lo scalping è la scelta più adatta.