Tav Napoli-Bari: tempi, costi e benefici

L'opera è stata ufficialmente avviata il 30 ottobre 2015

In data 30 ottobre 2015 sono iniziati ufficialmente i lavori per la realizzazione del Treno alta velocità che collegherà Napoli e Bari. A sbloccare i lavori il decreto, di nome e di fatto, ”Sblocca Italia”. I primi cantieri stanno riguardando il Comune di Acerra (Na), lavori di ammodernamento per la viabilità stradale in località Gaudello e Dugenta (entrambi località in provincia di Benevento). I tempi previsti per la realizzazione dell’intera opera sono di sette anni, come enunciato dall’ormai ex commissario straordinario di Governo e amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Michele Mario Elia. Di seguito cerchiamo di capirne di più sul progetto del Tav Napoli-Bari, sui suoi costi e benefici attesi per la collettività.

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Inaugurazione del Tav Napoli-Bari

Tav da Napoli a Bari: il progetto e la difficile gestazione

Tecnicamente, il Tav Napoli-Bari è definito una direttrice ferroviaria ad alta capacità realizzata con lo scopo di collegare l’Asse ferroviario 1 della Rete ferroviaria convenzionale cosiddetta trans-europea TEN-T, con il già esistente Corridoio paneuropeo VIII. Pertanto, sarà un’estensione in direzione ovest del secondo. L’itinerario arriva fino a Taranto e consentirà di integrare l’infrastruttura ferroviaria del Sud-Est (Campania e Puglia) con altre direttrici importanti del Paese. Si pensi al fatto che da Milano si potrà arrivare a Bari senza più riscontrare le problematiche odierne una volta giunti a Napoli, dove il percorso subisce notevoli rallentamenti dato che poggia su treni regionali. Per realizzarli sono previsti, in Campania, lavori di ammodernamento sull’attuale linea Cancello-Napoli e Cancello-Benevento. Mentre in Puglia la realizzazione di una nuova linea, la Apice-Orsara, e il raddoppio di due linee: la Orsara-Bovino e la Bovino-Cervaro, bretella di collegamento Cervaro-Bari.

Dell’opera si parla concretamente da anni, e la prima tappa è stata la firma del protocollo d’intesa da parte degli enti coinvolti nel 2006. Ben dieci anni fa. Poi è rimasta per anni nel cassetto, per essere rimessa in discussione nel 2013 col Governo Letta, che ha trovato i fondi mediante la Legge di Stabilità. Lo stesso Governo ha altresì creato una Task force che garantisse che l’opera si realizzasse concretamente. Un’ulteriore accelerata si è avuta poi col subentrante Governo Renzi che ha superato anche la bocciatura iniziale della Corte dei Conti, la quale ha evidenziato come mancassero i fondi per realizzarla. La soluzione è stata la frammentazione dell’opera in tanti mini cantieri, ognuno portatore di costi specifici sostenibili.

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La mappa del progetto vista da Google Maps

Tav da Napoli a Bari: i costi

Ma quanto costerà siffatta opera? Il costo complessivo è stimato in circa 6,2 miliardi di euro, per 146,6 km di linea e 15 stazioni. Un costo ritenuto esorbitante per molti, dato che parliamo di circa 40 milioni di euro a chilometro, in confronto ai 16,6 spesi per l’alta velocità in Francia. Andando nel dettaglio, i costi stimati nel 2014 erano invece di un miliardo in meno, così suddivisi: Napoli (Afragola)-Cancello 670 mln; Cancello-Benevento 970 mln; Apice-Orsara 2.010 milioni; Cervaro-Bovino 550 milioni; 520 mln per la bretella di Foggia. L’aumento di un miliardo è probabilmente dovuto ad altri cantieri inseriti successivamente. Particolarmente criticata è la voce di spesa relativa al tratto tra Apice ed Orsara (47 chilometri di cui 25 previsti tramite un nuovo traforo appenninico) dal costo, come detto, di un terzo di tutto il progetto. La critica viene mossa dal fatto che verrebbe realizzata una stazione a Grottaminarda, area industriale e commerciale già servita da linea ferroviaria e dall’autostrada Napoli-Bari.

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Un cantiere del Tav

Tav Napoli-Bari: benefici reali o solo spot?

Veniamo infine ai benefici attesi. Secondo uno studio realizzato da Rete ferroviaria Italiana (collegata sempre ad Fs, quindi di parte) l’opera avrebbe nel tempo un beneficio netto per la collettività di quasi settecento milioni di euro. Numeri però completamente sconfessati dal Politecnico di Milano, che invece parla di una perdita netta di -837 milioni. Dunque saremmo dinanzi a un caso lampante di spreco di denaro pubblico. Quanto ai dati strettamente relativi al trasporto, secondo le stime di FS il Tav Napoli-Bari farebbe risparmiare un’ora e un quarto ai treni passeggeri (mentre nulla si dice dei treni merci). Per fare qualche esempio, sempre diramato dalle Ferrovie dello Stato, ci vorrebbero solo tre ore fra Roma e Bari, contro le attuali quattro, e due ore fra Napoli e Bari, rispetto alle attuali tre ore e 40 minuti.

L’esperienza di settore e la letteratura internazionale evidenziano altresì che se il tempo di viaggio dimezza, il traffico può aumentare in modo consistente fino a raddoppiare. Il traffico previsto dallo studio FS arriva però addirittura persino a quadruplicarsi con il nuovo treno ad alta velocità, senza però che siano forniti dati specifici per giustificare ciò. Non è detto poi che la realizzazione di una linea alta velocità porti ad un aumento di domanda delle corse. Un caso studio è quello della linea AV Milano-Torino, costata 8 miliardi, con una capacità di 330 treni al giorno. Orbene, dopo quattro anni dalla sua apertura, di treni ne passano “solo” 22.

Quanto all’occupazione, altro aspetto utilizzato per giustificare l’opera pubblica, le Ferrovie dello Stato prevedono già solo per i primi interventi un impiego medio di oltre duemila operai al mese, così ripartiti: duemila per realizzare le opere all’interno dei cantieri e duecento impiegati invece nell’indotto. Ma anche qui i dati sembrano smentiti dai fatti. Infatti, sempre per la Milano-Torino, i dati occupazionali che si sono poi verificati, si sono mostrati più negativi rispetto alle più rosee previsioni. Anzi, per questo progetto nel settentrione d’Italia, l’unica voce ad aumentare realmente sono stati proprio i costi previsti, che sono passati dai quattro iniziali ai sette miliardi finali. Infine, non mancano critiche da parte degli ambientalisti, che non hanno mancato di sottolineare come esponenti quali Vendola (ex Governatore della Puglia) ed Emiliano (ex Sindaco di Bari, oggi Governatore pugliese), siano stati contro il Tav Torino-Lione per poi approvare questo progetto.

  • Valerio Lembo

    Dispiace dover notare che presumibilmente chi scrive non ha avuto la sfortuna di dover fare avanti e indietro tra Roma e Lecce via treno con una certa frequenza… E quindi di conoscere le meraviglie del tratto appenninico della ferrovia Foggia-Caserta. Il congestionamento dei tre (e sottolineo tre) treni giornalieri che collegano la Capitale con la Puglia e l’esorbitante e ingiustificato costo del biglietto a tariffa base di seconda classe (69 euro per un treno classificato come “Frecciargento” ma che percorre unicamente il tratto Roma-Caserta a velocità di “Freccia”).

  • De Lauro Enrico

    RIBADISCO CHE, Il raddoppio del tratto Cancello – Orsara, della ferrovia Napoli –Bari, così come politicamente stabilito, è, a mio non modesto parere, salvo dimostrazione contraria, un inutile e colossale sperpero di pubblico denaro! E’ sufficiente osservare attentamente il disegno per capire che è tecnicamente possibile quasi dimezzare il tracciato, il costo, i tempi di realizzazione ed i tempi di percorrenza futuri! Perché i nostri politici vogliono spendere molto di più del necessario e costruire una ferrovia a zig zag, allungata e rallentata? Perché dovremmo permettere quest’ inutile e dannoso sperpero di nostro pubblico denaro, visto che i soldini saremo costretti a sborsarli noi cittadini anziché loro? Perché non facciamo sentire la nostra opinione, visto che è ancora possibile correre ai ripari, dato che per il tratto in questione siamo ancora agli studi di fattibilità? Per meglio conoscere il problema aprire i seguenti link: (http://www.ntr24.tv/…/alta-velocita-un-cittadino-scrive-al-… ) (http://www.ntr24.tv/…/benevento-e-la-fiera-delle-infrastrut… ) A conferma di quanto affermo si è espresso anche il politecnico di Milano: ( https://www.webeconomia.it/tav-da-napoli-a-bari/8628/ ).
    In qualità di ex dirigente tecnico dell’esercizio ferroviario e libero cittadino, gran pagatore di tasse e tributi in cambio del sempre peggio, ESIGO una convincente risposta dai politici favorevoli a questo sperpero ed un’ energica presa di posizione da quelli contrari. E voi cittadini, che come me, dovrete pagare cosa ne pensate? enricodelauro@vitgilio.it