Tasso di disoccupazione USA delude le aspettative

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Uno degli avvenimenti più importanti della giornata sul calendario economico di oggi, dopo le sorprese avute questa notte con il crollo della sterlina, era il dato sul tasso di disoccupazione degli USA, che misura la percentuale di manodopera non occupata, ma in cerca di un impiego. Ad un valore basso, più tendente allo zero, corrisponde una crescita del dollaro nei mercati finanziari, mentre ad un valore alto, corrisponde un calo del valore USD.
Oggi secondi il calendar economic di del sito “investing”, ci si aspettava un dato pari al 4,9%, ma alle 14.30 è risultato peggiore della previsione e pari a circa il 5%.

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Quali sono le conseguenze di un inatteso tasso di disoccupazione USA?

Oltre al crollo del dollaro contro tutte le altre valute nel forex, si è assistito da subito a un frenetico nervosismo nelle borse e una discesa dei futures statunitensi.
Traducendo la percentuale del tasso di disoccupazione USA in un numero quantitativamente identificabile possiamo notare come invece dei 170.000 nuovi posti di lavoro attesa ne siano stati creati 159.000. Questo cambiamento sulla previsione ha portato gli analisti a rivedere anche i numeri sul tasso di disoccupazione USA dei mesi di luglio e di agosto.

Un’altra delle conseguenze, in questo caso, parzialmente e discretamente favorevole è l’accelerazione, almeno momentanea, della ripresa della sterlina, dovuta a questo momento di volatilità provocato dai mercati dal dato inatteso.

Sul fronte europeo invece sembra tutto più sereno: Draghi conferma di voler mantenere il Qe invariato anche ben oltre marzo 2017 se necessario e si allontanano anche i timori legati al “tapering” da parte della Bce, ossia la diminuzione d’acquisto di un determinato asset da parte di una banca che rappresenterebbe poi in termini economicamente validi il cosiddetto “quantitative easing”. Le paure sono state immesse sui mercati da Bloomberg nei primi giorni del mese di settembre, ipotizzando un rallentamento nell’acquisto di obbligazioni da parte della BCE.

Il tasso di disoccupazione USA: eur/usd e petrolio.

Il crollo del dollaro statunitense non ha fatto altro che portare un incremento del valore dell’euro, facendolo schizzare da 1.113 a 1120 in circa un’ora, nonostante questo netto rialzo, possibilmente momentaneo, il petrolio è rimasto fermo sul livello dei 50$ su cui sembra esserci una buona resistenza psicologica. Vedremo se ci saranno ulteriori oscillazioni nei prossimi giorni o se il prezzo tornerà a livelli precedenti.

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