Tassazione sul risparmio, cosa accadrà dal 1 luglio

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Dal 1 luglio 2014 la tassazione sul risparmio subirà un corposo aumento (relativo), con aliquota maggiorata dal 20 al 26%. Secondo quanto affermano le più recenti stime indipendenti, l’incremento della tassazione sul patrimonio produrrà effetti su circa un decimo dei risparmi delle famiglie italiane, per un ammontare che supera i 3 mila miliardi di euro. Insomma, una patrimoniale vera e propria che, negli auspici del governo Renzi, dovrebbe tuttavia essere compensata dalla riduzione sulla tassazione del lavoro e delle imprese.

Come più volte ribadito dal primo ministro Matteo Renzi e dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, infatti, l’intenzione dell’attuale esecutivo sarebbe quella di ridurre le disparità sociali ampliate nel corso degli ultimi anni, con penalizzazione delle rendite finanziarie, e “premio” (così si spera) sul lavoro e sull’impresa.

Per il momento, però, la conseguenza è una sola: milioni di risparmiatori dovranno sedersi a tavolino con i loro consulenti e affrontare la nuova situazione, scegliendo tra tre diverse e principali opzioni. La prima sarà – presumibilmente – quella adottata dalla maggior parte dei risparmiatori: non fare nulla e subire i cambiamenti di aliquota.

La seconda è una opzione di affrancamento, ovvero la vendita figurativa a carico di intermediari, contemplata nei cambi di regime fiscale, con applicazione all’interno portafoglio titoli: trattandosi di un’operazione massiva, toccherà al consulente cercare di ipotizzare quali possano essere gli eventuali benefici. La terza via è vendere determinati titoli, fare i conti con il fisco all’attuale standard del 20%, e ricomprarli poi dopo il 1 luglio: un’operazione conveniente, a patto che i costi di transazione non siano superiori al differenziale del 6% delle minusvalenze tecniche.

Insomma, alla luce di quanto precede, ne deriva che le opzioni a carico del contribuente potrebbero essere ben ardue da decifrare, con la conseguenza di rendere altrettanto in salita una interpretazione della norma e dei precisi effetti sul proprio deposito titoli. Il tutto, con il rischio che le disparità, anzichè ridursi, possano essere addirittura incrementate: “E’ necessario rivedere il quadro complessivo della tassazione sui proventi del risparmio” – ha affermato recentemente il presidente di Assogestioni, Giordano Lombardo – “Da luglio purtroppo aumenteranno le disparità’ di trattamento tra gli strumenti, con un allargamento importante della forchetta già oggi esistente tra titoli di Stato e altri investimenti, e rischi di arbitraggio fiscale che non garantisce una corretta allocazione dello stock di ricchezza”.