Tassazione atti giudiziari: come funziona l’imposta di registro

Ogni atto giudiziario che riguardi i tribunali di primo grado, di corti d’appello o del mero giudice di pace comportano un costo: il pagamento dell’imposta di registro.

Il sistema giudiziario italiano è estremamente oneroso: decreti ingiuntivi, sentenze, provvedimenti di esecuzione immobiliare comportano un dispendio di oneri da corrispondere allo Stato.

La tassazione degli atti giudiziari incide negativamente sull’intero sistema giudiziario e processuale italiano: si pensi, ad esempio, all‘imposta di registro che viene applicata sulla registrazione della sentenza o della stessa pronuncia di un giudice.

L’Agenzia delle Entrate per entrambe le parti in causa inoltra una missiva, di colore verde, anche se le spese processuali e l’imposta di registro rimangono a carico della parte che ha perso la causa, eccetto determinati casi ed eccezioni.

Vediamo in questa guida di capire meglio come funziona l’imposta di registro e qual è il regime di tassazione degli atti giudiziari.

Emissione sentenza e comunicazione all’Agenzia delle Entrate

Come sancito dall’Agenzia delle Entrate, per snellire la registrazione dei provvedimenti giudiziari (sentenze, decreti ingiuntivi, esecuzioni immobiliari, ecc.), è stata realizzata una procedura che determina, dopo aver inserito i dati dei provvedimenti giudiziari, gli importi da pagare.

Tuttavia, prima è necessario che la stessa Agenzia delle Entrate venga avvisata dell’emissione della sentenza ad opera del cancelliere e dal segretario del Tribunale.

Contestualmente alla comunicazione dell’emissione della sentenza, gli stessi devono richiederne la registrazione e, per quanto concerne le tempistiche necessarie per comunicare l’emissione della sentenza, variano a seconda del tipo di sentenza emessa.

Per le cause civili la richiesta deve partire entro 5 giorni dalla pubblicazione o dall’emanazione della sentenza; i decreti ingiuntivi richiedono un termine di 5 giorni che decorre dal momento in cui la sentenza.

Per le cause penali si può procedere entro 5 giorni dal momento in cui la sentenza è ritenuta passata in giudicato.

Per i decreti di trasferimento delle procedure esecutive, la registrazione deve essere richiesta entro 20 giorni dall’emanazione del provvedimento o dalla sua pubblicazione.

Una volta che l’Agenzia delle Entrate riceve la documentazione necessaria da parte del cancelliere del Tribunale viene emesso un avviso di liquidazione, che intima il pagamento entro 60 giorni dall’emissione della stessa.

Versamento dell’imposta di registro: modulo F23

Il pagamento avviene tramite il modulo F23 e può essere effettuato anche prima che arrivi la notifica di liquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

A pagare deve essere il cliente o, meglio, l’avvocato suo rappresentante legale che mediante accesso al sito Internet deve procedere alla registrazione dei seguenti dati del provvedimento:

  • ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per la registrazione
  • anno del provvedimento
  • ente emittente
  • tipo di provvedimento
  • numero del provvedimento.

Questa procedura telematizzata di registrazione degli atti giudiziari consente di individuare la somma da corrispondere: bastano poche informazioni, come la tipologia di atto per portare a termine il procedimento.

Una volta che viene effettuato il pagamento, rigorosamente utilizzando il Modulo F23, deve essere presentata la ricevuta all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Il modello di pagamento F23, già compilato con i dati anagrafici, deve essere ulteriormente completato con i seguenti dati forniti in risposta dalla stessa applicazione:

Cod. ufficioRiportare il codice ufficio che l’utente ha indicato per la ricerca dei dati della tassazione.
CausaleRG
La causale è valida per qualsiasi provvedimento giudiziario.
Estremi dell’attoGli estremi che identificano il provvedimento sono quattro e devono essere tutti indicati di seguito non separati da altri caratteri o da spazi:

·      anno (quattro cifre)

·      codice ente emittente (tre cifre)

·      sigla tipologia del provvedimento (due caratteri)

·      numero dell’atto (sempre sei cifre)

Cod. tributoRiportare i valori indicati nello schermo
Importo dei tributiRiportare i valori indicati nello schermo

Si ricorda che i provvedimenti emessi dalla Suprema Corte di Cassazione sono esenti da registrazione dato che l’imposta di registro è stata sostituita dal versamento del contributo integrativo al momento del deposito del ricorso.

Il pagamento del Modulo F23 può avvenire in tutte le banche, uffici postali e concessionari della riscossione. I convenuti in giudizio sono obbligati a pagare solidalmente l’imposta di registro: ciò significa che se la parte perdente non dovesse provvedere al pagamento, sarà l’altra parte a dover pagare, salvo poi esercitare azione di rivalsa nei confronti dell’altra parte.

In buona sostanza, Lo Stato pretende l’imposta di registro a prescindere dall’esito della causa, e nei confronti dell’Agenzia delle Entrate tutte le parti sono tenute al pagamento.

Nel rapporto interno tra le parti vige il principio della soccombenza, la parte perdente paga le spese legali e l’imposta di registro.

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