Tassa sui condizionatori: costi, tempi e come funzionerà

La notizia è arrivata come una doccia fredda: gli italiani dovranno pagare una tassa sui condizionatori. Il caldo torrido di questi ultimi giorni sembra non darci tregua,  ma a gelare gli animi ci ha pensato questa ennesima stangata. Ma sarà davvero così? E, nel caso, come funzionerà? Proviamo a fare un po’ d’ordine.

Prima di tutto possiamo tirare un sospiro di sollievo: la maggior parte degli italiani non la dovrà pagare…a meno che non abiti in un capannone industriale. Già, perchè questa tassa è stata istituita nel 2014 e non riguarda certo le percone “comuni”! In sostanza, la normativa prevede l’obbligo di dotarsi di un libretto di impianto (e quindi di effettuare i controlli periodici quadriennali richiesti) per gli impianti di aria condizionata, ma solo per quelli superiori ai 12 Kw.

Una breve frase che, però, fa sicuramente la differenza. Già, perchè i 12 Kw vengono utilizzati soloa livello industriale. Di conseguenza, la maggior parte degli italiani non può certo utilizzare questo tipo di portata! La conferma è arrivata direttamente dal Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), il quale spiega anche le ragioni di questa normativa.

L’obiettivo per la quale è stata istituita, infatti, è da ricercare nella voglia di migliorare l’efficienza energetica del condizionatore, e di tuttelare di conseguenza l’ecosistema incentivando il risparmio.

La normativa del 2014 è stata quasi imposta dall’Unione Europea: in sostanza, i condizionatori vengono paragonati agli impianti di riscaldamento. Per chi evita di pagare la somma dovuta sono previste multe molto salate che vanno dai 500 ai 3 mila euro.

Inoltre, per il rilascio del libretto e del primo bollino sono state stimate spese vicine ai 180-220 euro. Il prezzo arriva a 300 euro per coloro i quali hanno in casa più di un condizionatore. A questo proposito, Federconsumatori e Adusbef  hanno annunciato battaglia: si tratta, in fondo, di una spesa eccessiva. Anche per i centri commerciali. Il rischio, infatti, è che il pagamento del controllo richiesto ricada in modo indiretto sui cittadini che vanno a fare la spesa.

Tuttavia, c’è un ultimo aspetto da analizzare: non stiamo parlando di una tassa, ma del “recepimento di una direttiva Ue”. A spiegarne la differenza è Davide Bonori, referente della Cna impianti di Bologna, il quale ha chiarito che questo “controllo” ha una sua importanza.

In sostanza, serve per evitare quei black out estivi dovuti al sovraccarico di energia che, diciamoci la verità, tanto fanno infuriare la cittadinanza. Ovviamente, la spesa a cui si riferisce Bonori riguarda il controllo periodico dei condizionatori, ma questo dettaglio ci riporta al quesito iniziale: i centri commerciali si rifaranno sui clienti, aumentando i prezzi esposti?

Insomma, una situazione piuttosto allarmante da un lato, e rasserenante dall’altro. C’è da dire che la maggior parte delle persone potrà finalmente tirare il fiato, e continuare ad accendere indisturbato il proprio condizionatore.