Tassa Patrimoniale: le posizioni dei Partiti

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La patrimoniale è uno dei temi caldi di questa campagna elettorale, agitato da questo o quel leader per stigmatizzare l’avversario o per cercare visibilità. I partiti che concorrono a guidare il Paese hanno idee molto diverse circa la patrimoniale, almeno a parole.

Innanzitutto bisogna ben inquadrare il significato della parola. Essa è, nei fatti, una tassa sul patrimonio. Il nome in sé non specifica però se tale tassa comporti un prelievo “una tantum” oppure un prelievo periodico, e non specifica nemmeno la natura del patrimonio oggetto di tassazione, finanziario o immobiliare. I partiti, dal canto loro, raramente si fermano a specificare cosa intendano loro per patrimoniale, brandendola semplicemente come strumento per attaccare l’avversario. Di seguito, le posizioni circa la patrimoniale dei principali partiti.

Pdl. La patrimoniale è un tabù. Silvio Berlusconi, presidente del partito e a capo della coalizione di centrodestra , ha più volte ribadito il suo no alla patrimoniale. La motivazione ufficiale risiede nella volontà di abbassare le tasse, non di alzarle, e la patrimoniale è – ovviamente – una tassa.

Lega. Il Carroccio condivide la crociata fiscale del Cavaliere. Con la sola differenza che alla Lega, per sua esplicita ammissione, non interessano le politiche nazionali, ma solo quelle regionali. L’accordo con il Pdl ruota attorno ad alcune garanzie di natura strettamente locale.

Scelte Civica di Monti, Udc, Fli. Nessun cenno alla patrimoniale. Ciò non deve destare stupore: lo schieramento che fa capo al presidente del Consiglio è indaffarato a scrollarsi di dosso l’immagine di “coalizione delle tasse”. Schierarsi a favore della patrimoniale significherebbe dare adito a tale percezione, schierarsi contro potrebbe fare apparire Monti come un politico debole con i forti.

Partito Democratico e Sel. Dopo alcune dichiarazioni ambigue, il Partito Democratico, per bocca di Bersani, ha proclamato il suo no alla patrimoniale. La motivazione ufficiale risiede nel fatto che una patrimoniale già c’è – secondo il segretario Pd – e si chiama IMU. Si tratta solo di renderla più progressiva e alleggerirla a chi ha un reddito basso. Una patrimoniale diversa, e quindi sul patrimonio finanziario, non è auspicabile per la mobilità dell’oggetto di tassazione e quindi per le alte probabilità di evasione o di elusione. Sel, principale alleato del Pd, ha però recentemente dichiarato di essere d’accordo con l’introduzione della patrimoniale.

Rivoluzione Civile. Il movimento di Ingroia, che sicuramente rappresenta il soggetto politico più sinistrorso di questa campagna elettorale, è invece d’accordo con l’introduzione della patrimoniale. Anzi, essa rappresenta un punto cardine del suo programma di governo. Di recente il candidato ha dichiarato: “Occorre eliminare l’IMU e introdurre la patrimoniale, se no pagano i soliti fessi”.

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Giuseppe Briganti, 1987. Nato a Reggio Calabria, blogger, laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Istituzionale e d’Impresa, sempre con il massimo dei voti. Appassionato di politica, economia, narrativa, ho cominciato a scrivere quando ho realizzato che pensare non mi bastava. Concepisco la scrittura come dialogo, battaglia tra idee e visioni del mondo. Consapevole che una verità unica ed eterna non esiste, mi piace persuadere il prossimo e, quando un’idea altrui mi conquista, farmi persuadere. Nella mia vita professionale ho scritto di qualsiasi argomento, ma trovo particolare piacere a scrivere di economia. Sono un attivista politico e ho collaborato durante la campagna elettorale con il candidato sindaco di Reggio Calabria per il centrosinistra.

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