TASI, tutto quello che c’è da sapere

La TASI, la nuova tassa sulla casa, si è svelata nella sua interezza (o quasi). Ma chi pagherà la TASI? E quando? E a quanto ammonta? Cerchiamo di chiarire tutti gli aspetti principali attraverso questa guida di riferimento.

Chi paga la TASI

La TASI viene pagata dai proprietari di prima e di seconda casa. Gli affittuari pagheranno invece una quota tra il 10% e il 30%, a seconda di quanto deliberato dai sindaci.

Quando pagare la TASI

Non vi è grande omogeneità di pagamento sulla TASI, visto e considerato che i Comuni hanno agito in maniera pressoché indipendente: alcuni hanno fatto pagare l’acconto a giugno, altri a settembre, altri a ottobre, altri ancora, in un’unica soluzione, a dicembre.

Quanto si paga

L’aliquota TASI sulla prima casa viene scelta dal Comune tra l’1 e il 2,5 per mille, contro l’IMU del 4 – 6 per mille. Tuttavia l’IMU poteva vantare una detrazione fissa di 200 euro per tutti e 50 euro per i figli sotto i 26 anni, mentre per la TASI le detrazioni sono molto più basse. In caso di detrazioni, i Comuni possono inoltre finanziarle mediante aumento dell’aliquota sulla prima casa dello 0,8 per mille, o sulla seconda casa dello 0,8 per mille, o con una via di mezzo tra le diverse soluzioni.

Qualche esempio

Secondo quanto affermano le simulazioni effettuate dalla UIL – Servizio politiche territoriali, vivendo in una casa economica (A3), con un figlio e con rendita catastale di 450 euro, si finirebbe per pagare più TASI che IMU nel 71% dei casi.

In linea di massima, affermano i dati relativi alla CGIA di Mestre, l’aliquota media per la TASI è stata del 2,46%, molto vicina ai massimi previsti del 2,5 per mille: il “merito”, se così si può dire, è stato relativo alla scelta di numerosi Comuni di finanziare le detrazioni attraverso l’addizionale dello 0,8 per mille, di cui si è già detto sopra. A Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Torino, Venezia, Bari, Catania, ad esempio, l’aliquota TASI è schizzata ai massimi del 3,3 per mille, frutto della somma del tetto di 2,5 per mille e dell’addizionale dello 0,8 per mille.

Per quanto attiene le detrazioni, il panorama è estremamente diversificato. A Roma, ad esempio, è prevista una detrazione di 110 euro per rendite catastali fino a 450 euro, e detrazioni di 60 euro per rendite tra 451 e 650 euro, che scendono a 30 euro in caso di rendite da 651 a 1.500 euro.