Tasi: le novità dopo il decreto Enti Locali

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Con l’approvazione del decreto Enti Locali, la Tasi diventa “ufficiale“, proponendosi nell’ordinamento italiano con un’aliquota del 3,3 per mille, una integrazione all’IMU, e scadenze fissate tra giugno (per i proprietari di seconde case) e dicembre (per quelli che posseggono solo la prima casa). I comuni hanno comunque ancora un mese di tempo (la scadenza è fissata al 31 maggio) per poter deliberare nuove aliquote: se così non fosse, si pagherà un acconto con l’imposta pari all’1 per mille.

Ma vediamo più nel dettaglio alcuni aspetti fondamentali della nuova tassa.

Cosa è la Tasi. La Tasi prende il posto della componente Tares relativa ai servizi indivisibili, prendendo il posto della maggiorazione che è prevista per queste causali sulla tassa rifiuti.

Tasi: meglio o peggio del passato? La struttura della Tasi è tale che per la sola imposta relativa ai servizi indivisibili si dovrebbe pagare un pò di meno rispetto al passato. Tuttavia, la base imponibile per la Tasi è la stessa dell’Imu (e non più i metri quadri, come previsto per la tassa rifiuti): ne deriva il rischio di un effetto controproducente. Si tenga altresì conto che l’imposta sarà dovuta anche dagli inquilini, pur in una quota inferiore rispetto a quella del proprietario “abitante” (la percentuale oscillerà tra il 10 e il 30 per cento).

Conto salato tra Imu e Tasi. Considerando che la Tasi si aggiungerà all’Imu, ne consegue che per i proprietari di casa il conto relativo alle imposte immobiliari sarà comunque piuttosto salato. L’unica “nota positiva” è che la legge stessa prevede che la sommatoria delle aliquote Tasi e IMU non potrà essere superiore al tetto massimo stabilito per la sola IMU, che per il 2013 era stabilito al 10,5 per mille.

Quando pagare. Per quanto concerne le date, coloro i quali posseggono più di una casa dovranno effettuare il pagamento di Imu e Tasi entro il 16 giugno. Identica scadenza anche per coloro che sono proprietari di case di lusso (purchè prima casa), ovvero quelle che rientrano nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Per coloro i quali sono proprietari esclusivamente della prima casa, se ne riparlerà invece con la scadenza del 16 dicembre.

Come pagare. L’imposta potrà essere pagata con il modello F24, eventualmente anche in compensazione (sarà ad esempio possibile utilizzare il credito di imposta maturato in sede di dichiarazione dei redditi Irpef per poter pagare Tasi e imu).