TASI 2017: scadenze, cos’è, come si calcola

tasi e imu

Il 16 giugno si avvicina. E non per un evento piacevole. Ricorre infatti in quella data il termine ultimo per pagare, insieme all’IMU, anche la Tasi. Acronimo di Tributo per i Servizi Indivisibili, il quale, assieme alla succitata IMU e alla TARI, è una delle tre componenti dell’Imposta unica comunale. E’ stata introdotta nel sistema tributario italiano mediante legge di stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013). Per cosa si paga la Tasi? Chi ne è esentato? Chi è tenuto a pagare la Tasi? Come si calcola? Vediamolo di seguito (abbiamo utilizzato sia l’articolo “il” che “la” in quanto Tasi può essere considerata sia un tributo che un’imposta).

Perché si paga la Tasi

Il nome di questo tributo deriva dal fatto che mediante esso si reperiscono i fondi per finanziare tutti quei servizi offerti al cittadino e ritenuti “indivisibili”. Ossia destinati a una collettività in maniera indiscriminata, senza poter commisurare quanto ne beneficiano singolarmente i cittadini. Si pensi alla riparazione del manto stradale, alle luci pubbliche, alla gestione di parchi e giardini pubblici, alla polizia municipale, per l’anagrafe, ecc. La legge 27 dicembre 2013, n. 147 (chiamata Legge di stabilità per l’anno 2014) con la quale è stata introdotta, sancisce che deve essere ogni comune italiano ad individuare quali sono i servizi indivisibili da offrire alla cittadinanza e quanto costano. Così da calcolare bene cosa la TASI va a finanziare. E’ lo stesso Comune a stabilire le aliquote del TASI da imporre ai cittadini.

Chi deve pagare la TASI

L’esenzione principale relativa alla TASI è la prima abitazione. Poi vedremo meglio gli altri casi. Partendo da chi è tenuto invece a pagare la TASI, essa in pratica grava su tutte le altre tipologie di immobili. Ovvero:

  • seconde case;
  • locali commerciali;
  • uffici;
  • immobili ad uso aziendale;
  • aree edificabili;
  • fabbricati rurali ad uso strumentale.

In realtà l’elenco potrebbe ancora di più allungarsi nell’enunciare su cosa si applica la TASI. Questi sono i casi più diffusi.

Chi non deve pagare la TASI

Sulla Tasi 2017 sono previste le stesse esenzioni introdotte l’anno scorso riguardo gli immobili adibiti ad abitazione principale. Dunque utilizzati stabilmente come residenza o domicilio. Sono esentate dalla TASI 2017 anche le pertinenze della prima casa, indicate dalla legge con i seguenti codici:

  • C/2 (magazzini e locali di deposito);
  • C/6 (stalle, scuderie, rimesse, autorimesse senza fine di lucro);
  • C/7 (tettoie chiuse o aperte).

Ancora, esentati sono anche coloro che hanno la propria abitazione principale in affitto o in comodato d’uso gratuito. Per esse vale sempre la regola delle abitazioni principali. Tuttavia, i proprietari di tali abitazioni sono al contrario soggetti a tassazione.

Rientrano nella esenzione della TASI pure tutti questi casi:

  • proprietà indivise di cooperative edilizie che costituiscono l’abitazione principale dei soci;
  • abitazioni classificate quali alloggi sociali;
  • fungono da dimora coniugale qualora assegnati da una sentenza del giudice nei casi di divorzii o separazioni;
  • rientrano nelle proprietà delle forze armate senza essere però locati;
  • gli edifici adibiti a rifugio per alpini non custoditi, nonché punti d’appoggio e bivacchi;
  • i terreni agricoli;
  • le proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero, non essendo locati;
  • gli immobili di proprietà statale (anche regionali e comunali), delle comunità montane, ad uso militare, del servizio sanitario nazionale;
  • Stazioni per servizi di trasporto, che siano terrestri, marittimi ed aerei;
  • Fabbricati destinati all’esercizio pubblico dei culti;
  • Fabbricati e costruzioni nei cimiteri, fatta eccezione per colombari, sepolcri e tombe di famiglia.
  • Fabbricati per uso culturale
  • Edifici appartenenti ad istituzioni internazionali (si pensi alle ambasciate o alle sedi Onu e Nato su territorio nazionale);
  • Agli edifici della Santa Sede.
  • Gli edifici che non sono agibili o abitabili.
  • Casi particolari non rientranti nei precedenti.

Un Comune può anche decidere di esentare la TASI pure in questi casi:

  • in caso nell’abitazione vi sia un unico occupante;
  • abitazioni utilizzate solo stagionalmente o comunque utilizzate in maniera limitata e discontinua;
  • per i locali non ad uso abitativo, ed aree scoperte anche in questo caso destinate ad un utilizzo stagionale o non continuativo ma comunque ricorrente (non abbandonate del tutto per intenderci);
  • abitazioni occupate da soggetti che però risiedono o domiciliano all’estero per più di sei mesi;
  • fabbricati rurali destinati ad uso abitativo.

Per quanto concerne l’abitazione principale, però, non sono considerate esonerate le abitazioni principali di lusso. Così classificate:

  • A/1 (le abitazioni di tipo signorile);
  • A/8 (le ville);
  • A/9 (i castelli o i palazzi di valore artistico o storico).

TASI, come comportarsi in caso di fitto

Un caso particolare riguardante la TASI è quando il proprietario dell’immobile è differente rispetto all’occupante effettivo. Si pensi ai casi di affitto di un’abitazione. In questo caso chi paga la TASI? Chi ci vive abitualmente ed è in affitto o il proprietario stesso?

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