Tariffe in calo e veicoli fantasma in crescita: la fotografia dell’Ania

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L’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici ha sviluppato la propria consueta fotografia annuale sul mercato assicurativo nazionale. Nel proprio report periodico, l’istituto ha fornito diversi interessanti spunti di riflessione, sottolineando – ad esempio – come non corrisponda a verità quanto affermato dall’Ivass (l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), che qualche giorno fa aveva denunciato le compagnie assicurative italiane come quelle in grado di applicare le tariffe più elevate del vecchio Continente.

Stando a quanto affermato dal presidente Ania, Aldo Minucci, le accuse dell’Istituto sarebbero “infondate”. Anzi, stando all’Associazione, le tariffe sarebbero addirittura in calo: a partire dal settembre 2012 al maggio 2013, infatti, il prezzo medio delle coperture sarebbe diminuito del 6 per cento, con un premio medio che è passato da 560 euro a 525 euro, tasse incluse.

La raccolta premi – anche e soprattutto a causa del minor numero di veicoli in circolazione – è poi calata del 4,6 per cento passando a quota 108 miliardi di euro, e prolungando il grave decremento già riscontrato nel corso del 2011, quando la raccolta franò dell’11,9 per cento. In ogni caso, il passo indietro della raccolta non sembra aver influito sull’utile, cresciuto a quota 5,8 miliardi di euro dopo il rosso di 4,4 miliardi di euro conseguito nel corso del biennio precedente. Per il prossimo anno, l’Associazione stima premi in rialzo dell’8,8 per cento a quota 114 miliardi di euro.

Di grande interesse è anche riscontrare come – per la prima volta nella sua storia – l’Ania abbia fornito dei dati puntuali sul numero dei veicoli “fantasma”, ovvero di quelli che circolano senza una regolare copertura assicurativa. Secondo il report annuale dell’Associazione, il numero di auto senza contrassegno sarebbe pari a circa 3,1 milioni di unità, equivalente al 7 per cento del totale: nel Napoletano, tuttavia, la media schizza al 30 per cento, ergendo il capoluogo campano a maglia nera nazionale.

Stabilito quanto sopra, l’Associazione ammette che nonostante i cali i prezzi delle polizze auto stanno rimanendo su livelli abbastanza elevati. La colpa, tuttavia, non sarebbe delle stesse compagnie quanto – precisa l’Ania – del peso fiscale, con il carico impositivo che si conferma tra i più elevati d’Europa (sull’Rc auto sarebbe verificabile un’aliquota media del 25,5 per cento).

Infine, conclude l’Ania, le compagnie assicurative avrebbero contribuito a sorreggere il bilancio statale, andando a incrementare nei propri portafogli la quota di titoli governativi italiani, passata dal 33 al 50 per cento tra il 2008 e il 2012, pur in un periodo di profonda crisi.