Il Tapering è iniziato: ora che cosa succede?

Dove accadere ed è accaduto. La Fed ha dato il via al tapering. Si inizierà da gennaio 2014 con una riduzione di qualche miliardo al mese. Quali sono le conseguenze?

E’ innanzitutto necessario spiegare cosa sia il tapering. Per tapering si intende il processo di alleggerimento del Quantitative Easing, con lo scopo di giungere, gradualmente e senza scossoni, alla fine dell’emissione di denaro nell’economia. In parole povere, la Fed tra qualche settimana comincerà ad acquistare una quantità minore di titoli di Stato americani.

Si vocifera del tapering da un anno. Questa misura è tradizionalmente legata al miglioramento dei parametri economici – eventualità che è effettivamente, almeno negli Stati Uniti, si sta registrando. E’ come quando il medico prescrive un numero minore di farmaci al paziente che sta guarendo.

Ad agosto le voci sull’imminente tapering si erano intensificate e fissavano a novembre l’inizio “della fine” (del Quantitative Easing). La data giusta, abbastanza inaspettatamente, si è rivelata essere gennaio 2014. Si sono dimostrate sbagliate anche le previsioni sulla consistenza. Si pensava a un decremento del QE di 20-25 miliardi e invece è stato deciso un decremento di “soli” 10 miliardi. Tutto molto graduale, dunque. Non rimane da chiederci quali saranno le conseguenze.

E’ da specificare, innanzitutto, che il tapering è cosa buona e giusta perché i parametri statunitensi giustificano e anzi richiedono la riduzione del Quantitative Easing. Il paese di Obama crescerà nel 2014 del 3,2%, percentuali che l’Europa si sogna e che, soprattutto, sono superiori alle stime precedenti (2,8%). Anche le performance lavorative migliorano: la disoccupazione è scesa al 6,6% (a dispetto della precedente stima del 6,4%).

Dati, questi, che rivelano un miglioramento delle condizioni economiche, come per altro affermato dal board della Fed a margine del comunicato che annuncia il tapering: “”Alla luce dei progressi cumulativi verso la massima occupazione e il miglioramento dell’outlook delle condizioni del mercato del lavoro, il comitato ha deciso di ridurre in modo modesto il passo dei suoi acquisti di bond”.

Va detto che il Quantitative Easing, nei numeri e nei modi in cui è stato condotto, è inserito da almeno un biennio all’interno di un ecosistema che coinvolge, e influenza pesantemente, anche l’Europa. Un ecosistema che si regge sul concetto di “fiducia”. In breve, gli investitori, almeno fino a questo momento, hanno agito sull’onda di una certa propensione al rischio. I passaggi logici collettivi che fanno capo all’espansionismo della Fed sono i seguenti: Quantitative Easing, miglioramento dell’economia americana, miglioramento dell’economia globale, previsioni favorevoli sul ritorno degli investimenti. E’ la versione assai semplificata della Teoria delle Stanze, conosciuta negli Stati Uniti e diffusa in Italia dal professore Francesco Caruso.

Non è un caso che all’apice del QE la crisi dei debiti sovrani in Europa si sia diluita fino a scomparire, quasi, dall’agenda mediatica del Continente. Non è un caso, inoltre, che la recessione si sia fermata un po’ dappertutto.

Con il tapering dobbiamo quindi temere il ritorno alla situazione critica di uno-due anni fa? La risposta è no perché, semplicemente, la Fed ha programmato una fine del Quantitative Easing incredibilmente graduale, in modo che sia percepita dagli investitori come innocua e, sulla scorta dei parametri americani, pienamente giustificata. E’ facilmente prevedibile, quindi, che il tapering non provocherà scossoni o distorsioni rilevanti.

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