Tagli alle pensioni: reversibilità e altre prestazioni a rischio

Il Piano povertà varato dal Governo punta a mettere fine all'assistenza passiva

Stop all’assistenza passiva e via all’inclusione attiva. Questa sembra essere la parola d’ordine alla base del Piano povertà varato dal Consiglio dei Ministri, che punta così a porre fine a quelle prestazioni pubbliche di mera assistenza economica in favore di politiche che integrino le persone nel mondo del lavoro. Trattasi di un disegno di legge delega recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali. E’ scattato però un vero e proprio allarme, soprattutto perché si temono drastici tagli alle pensioni e a varie prestazioni sociali. Ma è davvero così? Entriamo nel merito del progetto del Governo in ambito welfare.

pensione reversibilità
Una coppia di anziani

Il progetto del Governo

Il riordino del welfare state verrà fatto nei limiti delle risorse disponibili nel cosiddetto Fondo per la lotta alla povertà e all’inclusione sociale. Così si parla esplicitamente di razionalizzare le prestazioni assistenziali e previdenziali. In particolare, ad essere rivoluzionato sarà l’ISEE, come noto, autentica radiografia della situazione economico-patrimoniale del contribuente. Viene così introdotto il principio di “universalismo selettivo” per accedere alle prestazioni sociali, basato proprio sulla valutazione ISEE. Ciò però ha creato polemiche perché verrebbe inclusa nel calcolo anche la prima casa, il patrimonio mobiliare e immobiliare di tutta la famiglia facente parte del nucelo, ma anche i conti correnti bancari e postali di tutti i componenti del nucleo. Altro obiettivo è quello di creare un unico organismo che coordini il sistema degli interventi e dei servizi sociali, data l’attuale e infruttuosa eccessiva frammentazione. Si vuole altresì creare una migliore sinergia con gli enti locali.

Tagli alle pensioni in vista? Le prestazioni sociali a rischio

La legge delega varata dal Consiglio dei Ministri ha dunque creato allarmismi. In particolare, si è parlato del rischio inerente alla cancellazione delle pensioni di reversibilità, data la trasformazione dell’assegno ai superstiti da prestazione previdenziale a prestazione assistenziale. In virtù di ciò, in tanti non la percepirebbero più o la vedrebbero drasticamente ridotta. Ma i rischi non riguardano solo le pensioni di reversibilità. Ecco le altre prestazioni sociali a rischio se il disegno di legge diverrebbe legge: gli assegni sociali; le cosiddette integrazioni ai trattamenti al minimo; le maggiorazioni sociali sempre del trattamento minimo; i cosiddetti incrementi al milione; le quattordicesime; le somme aggiuntive; le pensioni indirette; l’assegno familiare ove previsto dagli enti locali che li varano.

tagli alle pensioni
Anziani e loro risparmi

Tagli alle pensioni: le rassicurazioni del Ministro Padoan

Dato il polverone creatosi, con le opposizioni che hanno parlato di interventi che colpiscono le vedove, il ministro dell’Economia Padoan ha voluto rassicurare i cittadini. Affermando che  le prestazioni già esistenti non saranno modificate, mentre le novità riguarderanno le prestazioni che emergeranno dopo l’entrata in vigore della legge. Quanto alle prestazioni, tornando su quella che preoccupa di più, ovvero le pensioni di reversibilità, se davvero saranno collegate al reddito Isee e non più soltanto al reddito personale, non saranno più al 60% dell’importo percepito dal defunto, bensì molto più inferiori. Vedremo cosa prevederà la legge definitiva che punta a una maggiore razionalizzazione delle prestazioni e non di cancellazione di diritti acquisiti. Si punta pertanto ad eliminare quei casi di doppia o tripla entrata per taluni soggetti e, di contro, di una sola entrata e molto bassa per altri.