TAEG finanziamenti: cosa indica e come funziona il tasso effettivo globale

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Cos’è il TAEG? Come funziona il TAEG? Cosa indica il TAEG? Se stai cercando informazioni sul TAEG, evidentemente stai per affrontare un prestito o un finanziamento. E nella proposta hai letto appunto questo valore.

In questa guida vogliamo dunque parlarti del TAEG e dei suoi vari aspetti.

TAEG cosa significa

Cosa significa TAEG? Si tratta di un acronimo, che sta per Tasso Annuo Effettivo Globale.

TAEG cos’è

Cos’è il TAEG? Stabilito cosa significa TAEG, vediamo cos’è. Si tratta di un tasso puramente virtuale. Non viene usato per calcolare le rate, ma è un indicatore, che esprime il costo globale del prestito.

L’obiettivo del TAEG è quello di rappresentare nel modo più completo ed esatto possibile il costo di un finanziamento. Il TAEG è molto utile per scopi comparativi. Cioè capire quale proposta di finanziamento sia più vantaggiosa. Infatti, dalla comparazione tra due o più TAEG di due finanziamenti o prestiti diversi, abbiamo una immediata idea di quale costi di più e anche di quanto.

Il suo calcolo include il Tasso Annuo Nominale (T.A.N.), le spese di istruttoria e documentazione della pratica, le spese di gestione della pratica, le eventuali assicurazioni obbligatorie, e i bolli statali.

Ecco perché rende fedelmente l’idea di quale sia il costo totale

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TAEG e TAN differenze

Qual è la differenza tra TAEG e TAN? Quest’ultimo sta per Tasso Annuo Nominale.

Nel considerare i tassi, è consuetudine misurare la spesa annua in interessi. Ad esempio, un costo di 50 Euro su un finanziamento di 1.000 Euro rimborsato dopo un anno, vuol dire pagare il 5% di TAN.

È importante capire che cosa differenzia il T.A.N. dal T.A.E.G.: il primo misura semplicemente la spesa annua in interessi.

Nel caso delle spese accessorie relative all’operazione di finanziamento, a differenza del T.A.N., l’obiettivo del T.A.E.G. è quello di considerare l’effetto di tutte le spese obbligatorie ai fini dell’apertura e del pagamento del finanziamento. Dunque, per il calcolo si ipotizza che i costi iniziali riducano il capitale finanziato e che le spese periodiche aumentino la rata. Il calcolo del Tasso Effettivo viene effettuato a seguito di tali misure correttive. A questo punto, con un capitale prestato inferiore e rate mensili più alte, il tasso di interesse risulterà, quindi, maggiore rispetto al T.A.N.

Tuttavia, occorre anche considerare due fattori:

Il tipo di rimborso

Il metodo di ammortamento usato abitualmente per mutui e prestiti (francese a rata costante) prevede che il pagamento dell’interesse non avvenga una volta sola a fine anno, ma risulti caricato su ogni rata.

Con pagamenti frazionati nell’anno, in genere a cadenza mensile, ciò rappresenta un piccolo vantaggio per il finanziatore, dato che inizia ad ottenere gli interessi in maniera anticipata.

Il che non va ad intaccare il Tasso Nominale mentre il Tasso Effettivo sì.

La differenza tra questi due tassi aumenta in proporzione all’aumento del tasso e con l’incremento del numero di rate annue.

Supponiamo che un prestito abbia il Tasso Nominale del 5% annuo. Se il pagamento avviene tramite due rate annuali, il Tasso Effettivo sarà pari al 5,06%. Con il pagamento mensile (ossia su 12 rate annuali) aumenterà del 5,12%.

Un Tasso Nominale del 20%, regolato con pagamento mensile, incrementerà fino al 21,9%. Quindi di quasi 2 punti

Dato che il TAEG rappresentare fedelmente il costo del finanziamento, snobba il Tasso Nominale e considera il Tasso Effettivo.

Le spese dell’operazione

Come detto, il TAEG ha l’obiettivo di includere gli effetti di tutte le spese obbligatorie così da aprire e pagare il finanziamento.

Per conseguirlo, si ipotizza che i costi iniziali riducano il capitale prestato e che le spese periodiche aumentino la rata. Il TAEG si calcola dopo avere apportato queste correzioni ai numeri dell’operazione.

Mettiamo il caso di un mutuo a 10 anni di surroga dell’importo di 100mila Euro al 3% (rata mensile 966 Euro) senza spese di apertura o di gestione, con un TAEG che coincide con il suo Tasso Effettivo del 3,04%.

In caso di mutuo per cui la banca richieda 800 Euro di istruttoria + 300 per la perizia, e il mutuo fosse soggetto all’imposta dello 0,25% (250 Euro) ciò corrisponderà a ricevere un finanziamento ridotto a 98.650 Euro.

Occorre poi aggiungere che, nel caso in cui tutti i mesi dovrò pagare 3 Euro per la polizza incendio e 2 Euro di spese di incasso, dovrò calcolare una rata in più di 5 Euro.

Il TAEG risulterà al 3,45%, vale a dire il tasso effettivo di un mutuo decennale di 98.650 Euro, rimborsato con una rata mensile di 971Euro.

Il TAN, invece, continuerà ad ammontare al 3%, non avendo subito influenze da spese iniziali o periodiche. Corrisponderà ad azzerare tutti i costi del finanziamento avendoli in realtà convertiti in interessi.

Non è ancora chiara la differenza tra TAN e TAEG? Il TAN è il tasso di interesse effettivo che si utilizza per calcolare gli interessi pagati sul capitale prestato. Se dovete alla banca una certa cifra, la quota interessi della rata sarà uguale al capitale residuo moltiplicato per il TAN.

Gli interessi però, non sono l’unico costo che si sostiene quando si chiede un prestito. Si pensi anche al costo di apertura della pratica o alle spese di incasso rata. Fattori che possono perfino rendere meno conveniente un prestito con un TAN inferiore rispetto ad un altro.

Inoltre il TAN è espresso su base annua, mentre la periodicità delle rate solitamente può essere mensile, trimestrale, semestrale. E ciò rende il Tasso Effettivo Annuale (TAE) pagato diverso dal Tasso Annuale Nominale (TAN) riportato nelle condizioni del finanziamento.

Ecco quindi che subentra il TAEG. Detto anche ISC, acronimo di Indicatore sintetico di costo. Vale a dire un tasso fittizio che includa tutti i costi di un finanziamento e che tenga conto del tasso annuale effettivo.

Ecco perché, come già detto in precedenza, il TAEG è molto utile per confrontare due o più proposte di prestiti. La proposta che risulterà migliore sarà quella con il TAEG inferiore. Non bisogna quindi soffermarsi solo al TAN.

TAEG storia

Il T.A.E.G. è stato introdotto in Italia nel 2003, sebbene il suo calcolo sia stato di recente modificato col provvedimento di Banca d’Italia sulla “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari – Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti del 29 luglio 2009”. In questo modo il quadro legislativo italiano ha recepito la direttiva europea numero 2011/90/UE.

La direttiva 87/102/CE ha reso obbligatorio indicare il TAEG nei contratti di credito. Questa direttiva ha lasciato carta bianca agli Stati membri dell’Unione europea di decidere il da farsi rispetto al calcolo di questo indicatore (art. 1). infatti i paesi Ue hanno indicato una loro formula.

Nel caso dell’Italia, il TAEG è un indice ex post che viene misurato in modo del tutto diverso ad esempio dal francese Taux Effectif Général, che è invece un tasso ex ante, che viene reso noto quando si stipula il contratto.

Il TAEG utilizzato invece nei mutui, dove è previsto un piano di ammortamento, è sicuramente un tasso ex ante. Non va confuso con il tasso effettivo globale, che viene calcolato solo a posteriori: esprime il costo totale del credito a sua volta espresso in percentuale annua.

Si differenzia inoltre dal TAEG poiché non contempla gli oneri finanziari ma include le spese per assicurazioni o garanzie anche quando queste non siano necessarie per ottenere il credito.

TAEG come si calcola

Come si calcola il TAEG? Viene calcolato in base a modalità predefinite valide per tutti gli intermediari.

TAEG = ((utilizzato+interessi+oneri)/utilizzato)t -1

Legenda:

  • utilizzato: importo del credito erogato al cliente per un determinato periodo di riferimento
  • interessi ottenuti applicando il tasso di interesse contrattuale all’utilizzato, secondo quanto prevede il contratto
  • oneri, ossia tutte le spese diverse da quelle per interessi, sostenute nel periodo di riferimento connesse con l’affidamento. Si pensi ai canoni periodici e alle altre spese fisse relative ai conti e pertinenti al finanziamento
  • t corrisponde a 12/3. Se però questo valore è noto esplicitamente, t sarebbe pari al rapporto tra 12 e il periodo di riferimento espresso in mesi o frazioni di mesi dal contratto. Vale a dire 365, rapportato al periodo di riferimento espresso in giorni

Dove confrontare TAEG

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In rete ci sono vari portali che propongono modi di calcolare il TAEG. Così potrete comodamente capire quale prestito vi conviene di più.

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