Rimane il superbollo: smentite le voci di un’eliminazione

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Il superbollo non sparirà. Tra le (poche) certezze del mese di gennaio, vi è infatti la conferma del maxi bollo sulle auto di grossa cilindrata, con il Ministero dell’economia e delle finanze che si è affrettato a smentire le indiscrezioni comparse sui media negli ultimi giorni, ribadendo come al momento non vi sarebbe, allo studio, alcuna ipotesi di abolizione della tassa.

A diffondere la notizia, appena due giorni fa, era stata l’agenzia di stampa Adnkronos, che citando fonti di settore aveva elaborato una possibile retromarcia circa la supertassa per le macchine di lusso. Nel comunicato si arrivava addirittura a citare un incontro tra gli esponenti del settore auto e il governo al fine di risolvere la questione, probabilmente sulla scia delle precedenti dichiarazioni del vice ministro dell’Economia, Luigi Casero, che qualche mese fa aveva evidenziato come il superbollo andasse tolto, considerato anche il suo scarso contributo alle casse statali.

Ma cosa è il superbollo auto? E a quanto ammonta questa tassa, destinata a rimanere nel ricco panorama fiscale italiano?

Introdotto dal governo Monti, il superbollo viene applicato dal 1 gennaio 2012 a tutte le vetture con potenza superiore ai 185 kW, con pagamento di 20 euro per ogni kW superiore a tale soglia. Nelle previsioni dello scorso esecutivo, il superbollo avrebbe dovuto apportare dei benefici effetti al bilancio statale, quanto mai alla ricerca di nuovi introiti. Peccato che, in realtà, il contributo proattivo di tale balzello sia stato molto inferiore alle attese, e che abbia avuto come effetto collaterale quello di spingere le auto di lusso verso altri mercati, e in particolar modo verso l’Europa dell’Est, dove l’immatricolazione sarebbe stata più economica.

Coloro che sono forniti di una migliore memoria, ricorderanno altresì che l’idea di elaborare il superbollo sulle auto di grossa cilindrata, non è stata un’esclusiva del governo Monti, quanto di quello precedente, con a capo Silvio Berlusconi. Fu l’esecutivo di centro destra a ideare il superbollo nell’oramai lontano luglio 2011, prevedendo tuttavia che la sovrattassa fosse pari a 10 euro (e non 20, come applicato dal governo Monti) per ogni kW eccedente i 225 kW (e non 185 kW, come ora in vigore).

L’idea (poi ampiamente smentita) di abolire il superbollo aveva rinnovato l’attenzione sull’inefficace tassa: è giusto mantenerla, al fine di fornire un idoneo segnale di equità sociale, o è preferibile scendere su un piano più pragmatico, e fare a meno di questa ininfluente (o quasi) tassa?