Studi di settore anche nel 2018: tutte le novità

come funzioano Studi di settore

Anche per il prossimo anno 2018 ormai alle porte sono stati individuati i primi 70 nuovi Studi di settore, o meglio, i primi 70 indicatori di affidabilità ISA. Già prevista la loro applicazione nel periodo d’imposta 2017, gli Indici sintetici di affidabilità sono stati introdotti, in sostituzione degli Studi di settore, per incentivare l’emersione spontanea del reddito imponibile.

Cosa sono gli indicatori ISA? Quali sono le novità fiscali per il prossimo anno venturo? Come ogni anno le novità che pervadono il settore tributario non finiscono mai e pongono la costante attenzione degli operatori professionali, dei Commercialisti e dei Tributaristi che sono chiamati ad aggiornarsi e ad adeguarsi ai dictat dell’Amministrazione fiscale.

Questa guida fiscale si propone di analizzare le ultimissime novità che entreranno in vigore con lo scattare del 1˚ gennaio 2018 ed interesseranno gli Studi di Settore.

Sommario

Studi di Settore 2018: cosa cambierà? Quali le novità?

La legge di stabilità 2017 ha previsto che a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, con decreto del MEF, siano individuati indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), connessi a specifici benefici premiali.

Gli ISA, acronimo di Indicatori di Affidabilità 2018 sono il novello strumento fiscale previsto e disciplinato dall’Agenzia delle Entrate che permette di monitorare e fare un controllo ad hoc sulla congruenza tra ricavi e compensi dichiarati dai contribuenti.

L’entrata in vigore degli Indici sintetici di affidabilità risponde meglio alle seguenti finalità:

  • favorire l’assolvimento degli obblighi tributari,
  • incentivare l’emersione spontanea di redditi imponibili per gli esercenti di attività di impresa, arti o professioni,
  • rappresentano un ruolo di efficace forma di assistenza nei confronti dei contribuenti,
  • mirano ad aumentare la collaborazione fra contribuenti e Amministrazione finanziaria.

Ben si può comprendere dalle finalità sopra riportate come gli ISA siano nuovi strumenti tributari che, misurando attraverso un metodo statistico- economico, dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, forniscono una sintesi di valori.

Questi valori consentono all’Amministrazione fiscale di controllare in modo trasparente la correttezza dei comportamenti fiscali e di individuare i contribuenti che, risultando “affidabili”, hanno accesso a benefici premiali.

Già a partire dal mese di settembre 2017, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto i primi 70 Indici sintetici di affidabilità (ISA), che interesseranno ben 1,4 milioni di contribuenti. Si prevede che, a seguito dell’introduzione di tutti gli altri indici, il numero dei contribuenti crescerà di altri 2,6 milioni di soggetti.

I primi 70 nuovi Studi di settore -ISA 2018 già introdotti interessano i contribuenti dei seguenti comparti:

  • 29 per il settore del commercio,
  • 17 per il comparto dei servizi,
  • 15 per il manifatturiero;
  • 9 per i professionisti.

Per chi risulta essere affidabile a partire dal corrente anno è possibile fruire a proprio vantaggio dei benefici premiali che spettano ai seguenti soggetti:

  • intermediari del commercio (12%);
  • consulenti legali (10%);
  • installatori di impianti (9%);
  • ristoratori (7%);
  • parrucchieri (5%).

Si ricorda che i benefici fiscali consistono nell’esclusione o nella riduzione dei termini di alcune tipologie di accertamento fiscale, nell’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta e per i rimborsi IVA per un ammontare non superiore ai 50.000 euro.

Nel frattempo, sono attesi i nuovi Studi di Settore 2018 che saranno approvati entro il prossimo mese di gennaio.

Nuovi Studi di Settore 2018: a chi si rivolgono?

Gli ISA e i Nuovi Studi di Settore 2018 si rivolgono a tutti i soggetti titolari di attività d’impresa o di lavoro autonomo che espletano un’attività sottoposta all’applicazione di un apposito Studio di settore e che non presentano cause di esclusione o di inapplicabilità.

Dunque, gli stessi Studi di Settore – ISA si rivolgono:

  • ai soggetti contribuenti che svolgono diverse attività sotto forma d’impresa e di lavoro autonomo,
  • ai soggetti contribuenti entro sei mesi dalla data di cessazione dell’attività;
  • ai casi in cui l’attività costituisce una mera prosecuzione di attività svolte da altri soggetti;
  • ai soggetti con periodo d’imposta diverso dai dodici mesi;
  • ai casi in cui si svolge un’attività stagionale o solo per una parte del periodo di imposta.

Casi di esclusione ISA 2018

Per quanto concerne i casi di esclusione dall’applicazione degli ISA 2018 occorre considerare quelle analoghe a quelle attualmente in vigore.

Infatti, costituiscono casi di esclusione:

  • i soggetti che hanno iniziato la loro attività nel corso del periodo d’imposta;
  • i contribuenti fiscali che hanno cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta;
  • i soggetti con un ammontare di ricavi o compensi dichiarati superiore a 5.164.569 euro;
  • tutti coloro che si trovano in una fase di liquidazione ordinaria, coatta amministrativa o fallimentare;
  • tutti coloro che non ha ancora iniziato l’attività produttiva perché l’impianto non è ancora pronto etc.);
  • se è stata ceduta in affitto l’unica impresa dell’imprenditore individuale o della società;
  • se è stata apportata una modifica all’attività di business in corso dell’anno fiscale;
  • se il contribuente ha sospeso l’attività per motivi amministrativi dandone comunicazione alla Camera di Commercio;
  • se il libero professionista ha interrotto la sua attività per provvedimenti disciplinari;
  • sono venditori a domicilio;
  • sono soggetti che rientrano nel regime forfetario;
  • hanno una categoria reddituale diversa da quella prevista dallo studio di settore approvato per l’attività espletata.
Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY