Strategy vende 3.588 Bitcoin per 216 milioni di dollari

Strategy vende 3.588 Bitcoin per 216 milioni: crolla MSTR, BTC torna sotto 62.000. Cosa cambia per il tesoro di Saylor.

Lunedì 6 luglio 2026 Strategy, la creatura di Michael Saylor, ha depositato alla SEC un modulo 8-K con dentro una notizia pesante: nell’ultima settimana la società ha venduto 3.588 Bitcoin, incassando circa 216 milioni di dollari.

Un mese fa aveva ceduto appena 32 BTC, una briciola, eppure quella vendita simbolica era bastata a far scivolare i prezzi e a regalare al titolo la peggiore settimana in borsa dal 2022. Stavolta parliamo dello 0,42% dell’intero tesoro aziendale. Ma perchè ha venduto? Per una necessità: pagare i dividendi sulle azioni privilegiate e rimpinguare la riserva in dollari che serve proprio a quei pagamenti.

La notizia non è da sottovalutare. Strategy ha in cassa 843.775 BTC, più del 4% dei 21 milioni di Bitcoin che esisteranno mai. Li ha pagati in media 75.476 dollari l’uno, per un esborso totale di circa 63,69 miliardi di dollari. Co Bitcoin che oggi gira intorno ai 62.000 dollari, il conto è presto fatto: la posizione è in perdita circa 11,4 miliardi di dollari, almeno sulla carta.

E l titolo MSTR? Anch’essp giù del 2% nel pre-market, a 98,88 dollari.

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I dettagli del filling: due tranche di vendita e una riserva da 2,55 miliardi

Il documento 8-K evidenzia due vendite distinte. Prima tranche: tra il 29 e il 30 giugno se ne sono andati 1.363 BTC per 80,8 milioni di dollari, a un prezzo medio di 59.256 dollari. Seconda tranche: tra il 1° e il 5 luglio altri 2.225 BTC per 135,2 milioni, a una media di 60.773 dollari. Nota il divario con il prezzo medio di carico, 75.476 dollari: Strategy sta vendendo parecchio sotto il costo storico di acquisto.

Strategy: vendita BTC rispetto al prezzo di carico

Confronto tra il prezzo medio di acquisto dei Bitcoin di Strategy e i prezzi medi delle due tranche di vendita di fine giugno e inizio luglio 2026.

A cosa servono quei soldi? Innanzitutto i proventi vanno a pagare le distribuzioni sulle azioni privilegiate e a ricostituire la parte di riserva in dollari già usata per quei versamenti. Al 5 luglio la riserva valeva 2,55 miliardi di dollari, contro gli 1,4 miliardi di appena una settimana prima. C’è anche una regola precisa dietro: la politica approvata dal consiglio con il nuovo Digital Credit Capital Framework impone che la riserva copra almeno 12 mesi di dividendi e interessi.

Tutte queste mosse rientrano nel BTC Monetization Program, annunciato il 29 giugno, che autorizza vendite di Bitcoin fino a 1,25 miliardi di dollari per alimentare la riserva, pagare i dividendi o finanziare i riacquisti di titoli. E al 5 luglio, precisa la società, quella capacità è ancora tutta lì, intatta.

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Un bilancio sotto pressione: perdita trimestrale da 8,32 miliardi

Nel filing c’è anche un aggiornamento sul secondo trimestre: perdita di 8,32 miliardi di dollari sui digital asset, quasi tutta non realizzata (8,31 miliardi, più 0,9 milioni di perdita effettiva). E siccome a fine trimestre il valore di mercato dei Bitcoin era sceso sotto il costo di acquisto, la società azzererà il relativo beneficio fiscale differito con una valuation allowance.

Il patrimonio resta comunque rilevato. Le 843.775 monete valgono oggi circa 52,3 miliardi di dollari, a fronte di 63,7 miliardi spesi. Solo nel 2026 la società ha comprato circa 175.000 BTC per quasi 14 miliardi. E il titolo? La scorsa settimana ha guadagnato il 21,1% dopo l’annuncio del nuovo framework di capitale, chiudendo giovedì a 100,77 dollari. Nell’ultimo mese MSTR perde ancora il 26%, mentre Bitcoin nello stesso periodo è salito del 3,7%.

MSTR
MSTR NMS
$92,10 USD
-2,68% oggi
Market Cap
Volume
13 M
P/E Ratio
Variazione
$2,54
Oggi
-2,7%
3M
-33,0%
1 Sett.
-8,6%
Andamento prezzo

C’è poi il capitolo azioni privilegiate. STRC, il titolo che quest’anno era diventato il principale motore degli acquisti di Bitcoin, paga una cedola annualizzata del 12% ma non riesce a tornare al valore nominale di 100 dollari: dopo il crollo a 71,25, giovedì ha chiuso a 87,87 dollari.

Intanto la società ha autorizzato un riacquisto da 1 miliardo di dollari sui titoli di credito digitale (STRC, STRF, STRD e STRK) e un altro miliardo per le azioni ordinarie di classe A.

La reazione del mercato: Bitcoin torna sotto i 62.000 dollari

Il mercato ha risposto con un movimento piccolo ma negativo. Nel weeken Bitcoin era salito fino a circa 63.700 dollari; lunedì mattina, prima dell’apertura americana, si era assestato intorno ai 62.900. Poi è arrivato il filing e la quotazione ha perso circa il 2%. Nel pomeriggio europeo scambia a circa 61.741 dollari, in calo dell’1,5% sulle 24 ore, con Ether a 1.739 dollari (-1,4%).

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Il calo arriva comunque dentro una settimana positiva. Bitcoin viene dal miglior recupero settimanale da marzo, dopo il minimo di 58.000 dollari toccato il 1° luglio, che era il livello più basso da oltre 21 mesi.

Con la vendita di 3.588 BTC, Strategy cambia fase: dal puro accumulo alla gestione attiva di un tesoro in perdita, piegata alle esigenze degli azionisti privilegiati.

Nelle prossime settimane conviene seguire la capacità residua del BTC Monetization Program (1,25 miliardi di dollari, ancora intatti al 5 luglio), il livello della riserva in dollari, oggi a 2,55 miliardi, e l’andamento di STRC rispetto al valore nominale di 100 dollari: da quel titolo dipende la possibilità di tornare a comprare Bitcoin.

Se Strategy dovrà vendere ancora, potremmo assistere a nuovi cali.

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Domenico Sacchi

Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute da oltre 15 anni.