Strategy acquista 34.164 Bitcoin per 2,54 miliardi di dollari: holdings totali sfiorano 815.000 BTC
Ci risiamo. Strategy ha aperto il lunedì con un annuncio che, a questo punto, sta diventando quasi rituale: un altro acquisto massiccio di Bitcoin.
Stavolta parliamo di 34.164 BTC, comprati per 2,54 miliardi di dollari a un prezzo medio di 74.395 dollari per BTC. Non un dettaglio da poco: è il terzo acquisto singolo più grande nella storia della società, dall’ex MicroStrategy che nel 2020 decise di puntare Bitcoin.
Con questa mossa, le partecipazioni totali di Strategy salgono a 815.061 BTC, accumulati per un costo aggregato di 61,56 miliardi di dollari.
Se ti stai chiedendo quanto sia il 3,9% dell’offerta circolante di Bitcoin, ti basti sapere che nessun’altra società quotata in borsa è mai arrivata a questi livelli. Un record che è insieme un traguardo e, per qualcuno, un segnale d’allarme.
La notizia arriva in uno dei lunedì più turbolenti dell’anno: Bitcoin apriva a meno di 74.000 dollari, sotto pressione per le tensioni tra USA e Iran, e Strategy sceglieva di comprare.
Come Strategy ha trovato 2,54 miliardi in una settimana
La domanda che ti stai probabilmente ponendo è questa: da dove vengono tutti questi soldi?

La risposta, che orma è diventata un format consolidato, sta nell’ingegneria finanziaria di cui Strategy si è fatta maestra. Questa volta i fondi sono arrivati da due canali: 2,2 miliardi dalla vendita di azioni privilegiate (preferred stock) e 366 milioni dall’emissione di azioni ordinarie (common stock).
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Tradotto in parole semplici: la società emette nuove azioni, raccoglie liquidità, e la usa per comprare Bitcoin.
Un ciclo che si autoalimenta, almeno finché il mercato continua a sostenere le valutazioni di Strategy e BTC rimane attraente.
Ne ho parlato varie volte anche nell’articolo dedicato a Strategy che ti ho menzionato prima.
Perchè si, c’è un lato meno brillante di questa storia: nonostante il mega-acquisto, le azioni della società hanno ceduto più del 2,5% in pre-market. Qualcuno, su Wall Street, inizia a porsi domande sulla sostenibilità del modello.
E poi c’e’ la questione dividendi. Pochi giorni fa, Saylor aveva annunciato la distribuzione di dividendi semi-mensili legati agli strumenti preferenziali con un messaggio enigmatico.
Adesso sappiamo cosa voleva dire. La domanda e’ se il mercato, dopo anni di sorprese al rialzo, stia iniziando a scontare una certa prevedibilità nelle mosse del CEO.
Il contesto: la corsa all’accumulo istituzionale di Bitcoin
BitMine e la strategia Ethereum
Strategy non è sola in questa corsa all’accumulo. La settimana si apre con un altro segnale istituzionale importante: BitMine, presieduta dal noto analista Tom Lee, ha comunicato di aver acquistato 101.627 Ether, il più grande acquisto ETH dell’anno per la società, e il maggiore dal dicembre scorso.

Le partecipazioni totali di BitMine in Ethereum salgono a 4.976.485 ETH, circa il 4,12% dell’offerta circolante totale. L’obiettivo e’ raggiungere il 5%.
Due società, due asset diversi, stessa logica: accumulare criptovalute a livello corporate, usando la leva dei mercati azionari per farlo.
Un fenomeno che fino a qualche anno fa sembrava impossibile, e che oggi è diventato una delle narrative più seguite di tutto il settore.
La conferenza di Las Vegas si avvicina
Altra notizia interessante. La Bitcoin Conference di Las Vegas è prevista per la settimana prossima.
E storicamente, la settimana prima di questo evento tende a essere movimentata. I prezzi salgono sulle aspettative, poi scendono quando gli annunci non corrispondono alle fantasie del mercato, o a volte continuano a salire se gli annunci sono davvero dirompenti.
Qualcuno a Wall Street si chiede se l’acquisto di Strategy di oggi faccia parte di questa dinamica: un segnale al mercato prima della Conference, per alimentare le attese.
O forse p semplicemente la conferma che, per Saylor, non c’è mai un momento sbagliato per comprare Bitcoin. Difficile dirlo con certezza.
Quel che è certo, è che con 815.000 BTC in portafoglio, Strategy ha tutto l’interesse a mantenere alta l’attenzione sull’ecosistema.
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Analisi e prospettive
Per capire dove si inserisce l’acquisto di Strategy nel quadro complessivo, occorre guardare anche ai dati degli ETF spot.
La settimana terminata il 18 aprile ha registrato circa 996 milioni di dollari di afflussi netti negli ETF spot, con BlackRock che ha assorbito da sola 906 milioni tramite il suo IBIT. In totale, i prodotti di investimento crypto hanno attirato 1,4 miliardi di dollari, secondo risultato migliore da gennaio 2026.
Sommando i flussi ETF agli acquisti corporate di Strategy e BitMine, emerge un quadro chiaro: la domanda strutturale di Bitcoin ed Ethereum da parte degli investitori istituzionali non si è esaurita, nonostante la correzione dai massimi storici.
Anzi, sembra che molti grandi player stiano usando la debolezza di prezzo come opportunità per aumentare le posizioni.
Certo, rimane aperta la questione della sostenibilità. Il modello di Strategy, emetti azioni, compra BTC, ripeti, unziona bene quando i mercati azionari sono positivi e Bitcoin è in trend rialzista. Se una delle due condizioni viene meno, le cose potrebbero complicarsi rapidamente.
Ma per ora, la macchina gira.Nei prossimi mesi capiremo se la visione di Saylor è giusta o se porterà Strategy a vendere qualche dotazione per finanziarsi.