Strategie di trading: guida alle migliori

trading

Quali sono le migliori strategie di trading? Come scegliere le migliori strategie di trading? Ecco una guida sulle migliori strategie di trading. Il trading online sta attirando sempre più utenti, grazie a due fattori: da un lato, la più facile accessibilità tramite i dispositivi mobili che permettono di fare trading mediante applicazioni accattivanti ed estremamente user friendly.

Dall’altro, il successo delle criptovalute, col Bitcoin in testa, che lo scorso anno ha messo a segno una cavalcata che l’ha portata a sfiorare quota 20mila dollari. Portando comunque un beneficio per tutte le altre criptovalute. Dando così l’impressione che col trading, di criptovalute e non solo, ci si possa arricchire.

Tuttavia, maggiore accessibilità non significa che tutto sia semplice. Il trading necessita di tanta formazione e informazione. Sia teorica, mediante ebook, libri cartacei, webinar, corsi di formazione. Sia pratica, attraverso un Conto demo che consenta di fare pratica con soldi virtuali, senza rischiare quelli reali. Il Conto demo va però preso seriamente, mettendoci tutta l’emotività che ci mettereste come si trattasse di soldi veri. Altrimenti, quando inizierete a fare sul serio, vi accorgerete amaramente di non aver imparato nulla. Continuando a prendere scelte azzardate e con estrema leggerezza.

L’importante è comunque scegliere sempre un Broker che abbia regolare licenza CONSOB o di altre autorità di vigilanza sui mercati finanziari di livello internazionale.

Evitate dunque quelle piattaforme che millantano facili guadagni, tramite fantomatici software automatici, che vi promettono di farvi guadagnare mentre voi siete a spasso. Quando in realtà scoprirete che non solo non vi ha fatto guadagnare un euro, ma avrete perso pure i vostri soldi. Anche sporgendo regolare denuncia, in quanto queste piattaforme hanno alle spalle società con sedi in Paradisi fiscali che si perdono dietro mille rivoli organizzativi.

Fatta questa premessa, vediamo cos’è il trading prima di passare alle migliori strategie di trading.

Trading online cos’è

Cos’è il trading online? Il Trading online, conosciuto anche con l’acronimo TOL, è un processo attraverso il quale singoli investitori e commercianti acquistano e vendono titoli su una rete elettronica, in genere con una società di brokeraggio. Questo tipo di trading e investimento è diventato la norma per i singoli investitori e trader dalla fine degli anni ’90 con molti broker che offrono servizi tramite un’ampia varietà di piattaforme di trading online.

Prima di Internet, gli investitori dovevano effettuare un ordine tramite un agente di cambio, di persona o per telefono. La società di brokeraggio ha quindi inserito l’ordine nel loro sistema, che era collegato al trading floor e exchange. Nel 1985, Trade Plus offriva una piattaforma di trading al dettaglio su America Online e Compuserve, e nel 1991 uno dei suoi fondatori, William Porter, creò un nuova società controllata denominata E Trade Securities, Inc. Nell’agosto 1994, K. Aufhauser & Company, Inc. (successivamente acquisita da TD Ameritrade) è diventata la prima società di brokeraggio a offrire trading online tramite il suo “WealthWEB”.

L’investimento online ha registrato una crescita significativa da quel momento. Gli investitori potevano ora inserire ordini direttamente online o addirittura negoziare con altri investitori tramite reti di comunicazione elettronica (ECN). Alcuni ordini inseriti online sono ancora instradati attraverso il broker, consentendo agli agenti di approvare o monitorare le operazioni. Questo passaggio aiuta a proteggere sia il cliente che la società di brokeraggio da operazioni illecite o non corrette che potrebbero influenzare il portafoglio del cliente o la licenza del broker. I broker online negli Stati Uniti sono spesso definiti broker di sconto, ma in Europa e Asia molti cosiddetti broker online lavorano con individui di alto valore netto.

La loro popolarità è attribuibile alla velocità e facilità del loro ordine di ordini online e alle commissioni e commissioni notevolmente inferiori a quelle delle società di brokeraggio a servizio completo negli Stati Uniti. A metà degli anni 2000 sono emersi due tipi di brokeraggio online negli Stati Uniti: quelli che offrono scambi di accesso diretto in borsa e quelli che indirizzano gli ordini a società di market maker per far riempire gli ordini.

Trading online come funziona

Gli investitori che commerciano attraverso una società di brokeraggio online sono dotati di una piattaforma di trading online. La piattaforma di trading online agisce da hub, consentendo agli investitori di acquistare e vendere titoli come reddito fisso, azioni / azioni, opzioni e fondi comuni di investimento. La piattaforma include strumenti per monitorare e monitorare titoli, portafogli e indici, nonché strumenti di ricerca, quotazioni in streaming in tempo reale e notizie aggiornate aggiornate, tutte necessarie per operare proficuamente.

Spesso sono disponibili strumenti di ricerca più robusti, come analisi e analisi complete e approfondite degli analisti e test retrospettivi e screening personalizzati per vedere come sarebbero state realizzate particolari strategie di investimento durante periodi storici diversi.

Oltre ad una regolare licenza e un Conto, i Broker da scegliere devono offrire i seguenti servizi:

  • Assistenza clienti in italiano, H24, 7 giorni su 7, raggiungibile facilmente tramite chat integrata al sito, numero di telefono e e-mail.
  • Grafici che esprimano con immagini l’andamento degli asset in modo chiaro.
  • Segnali di trading inviati tramite sms alert o via mail o tramite chiamata diretta, per segnalare al trader iscritto la possibilità di aprire una posizione interessante.
  • Commissioni e spread convenienti
  • Leva finanziaria, che offra la possibilità di guadagnare di più rispetto a quanto si possieda
  • App ben fatte per fare trading su smartphone e tablet

Quali Broker scegliere per trading

Quali sono i Broker migliori per fare trading online? A nostro avviso, i Broker che rispondono alle caratteristiche prima viste sono:

BROKER
CARATTERISTICHEVANTAGGI 
itraderRegolamentato e autorizzatoGuide per fare tradingPROVA >>
24optionSpread bassi, CFDRendimenti elevatiPROVA >>
plus500Servizio CFDDemoPROVA >>
Xm.comBonus 25€Conti Zero spread!PROVA >>
eToro social tradingSocial trading, copy tradingCopy fundsPROVA >>
AvaTradeForex, azioni, criptovaluteWebinar ed ebookPROVA >>
Markets.comTrading CFD, tanti strumentiConto demoPROVA >>

Trading rischi

Quali sono i rischi di fare trading? In tutti gli investimenti, vi è il rischio di frodi. Questo rischio può aumentare per i broker online in cui l’investitore non ha una relazione personale e il broker può trovarsi in una giurisdizione diversa. Per questo motivo alcuni regolatori finanziari avvertono i potenziali investitori di effettuare ricerche sui broker online che intendono assumere, assicurando che tali società siano autorizzate all’interno della propria giurisdizione statale, provinciale o nazionale.

Gli investitori informati hanno meno probabilità di cadere vittima di sistemi di titoli illegali, come la cosiddetta truffa “locale caldaia”. Il governo federale degli Stati Uniti fornisce suggerimenti pratici per evitare truffe sugli investimenti tramite il loro sito Web OnGuard Online. Questo sito avverte gli investitori di diffidare delle newsletter su Internet, degli investimenti sui blog o delle bacheche elettroniche. I manipolatori di azioni spesso diffondono informazioni false e “suggerimenti” su questi siti, nel tentativo di incidere sul prezzo delle azioni di un determinato titolo. Si consiglia inoltre agli investitori di rivolgersi a fonti imparziali per la ricerca di investimenti. Negli Stati Uniti, la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti (tramite il loro database EDGAR) è un esempio.

Gli investitori online in genere investono senza l’aiuto di un agente di borsa specializzato o consulente per gli investimenti e potrebbero non comprendere appieno i potenziali rischi di investire in un particolare sicurezza. Gli investitori inesperti sono facili prede per manipolatori di azioni e come si dicono in gergo “schemi di pompe e discariche” spesso associati a scorte di penny. Per questo motivo, molti broker online offrono una serie di strumenti di investimento per educare e informare i nuovi investitori.

Molti broker online offrono strumenti per aiutare gli investitori a ricercare e selezionare potenziali investimenti. Ci sono anche numerosi fornitori di informazioni di terze parti, come Yahoo! Finanza e ADVFN. Altri siti affidabili forniscono informazioni su settori di attività, notizie e bilanci di singole società e tutorial di base su argomenti quali la diversificazione, la teoria di base del portafoglio e la mitigazione del rischio associato alla volatilità nel mercato azionario. Tra questi portali, ovviamente, c’è anche il nostro.

Come scegliere migliore strategia di trading

Come scegliere migliore strategia di trading? Non esiste la migliore strategia di trading in assoluto. In quanto dobbiamo prima capire quali siano le nostre ambizioni, le nostre possibilità economiche, il nostro carattere. Ci sono strategie che portano livelli di stress più elevati in quanto si svolgono nell’arco di una giornata o addirittura di un minuto. E ci sono strategie che invece, dato che si protraggono per mesi se non addirittura anni, consentono un maggiore relax ed una attesa più calma.

Una prima cosa che dobbiamo fare è tutelarci da eventi sfavorevoli che possono prendere di mira i mercati internazionali. Nel caso del Forex, ad esempio, il trader può aspettare solo l’esito degli eventi. O può acquistare ugualmente la valuta che aveva pianificato e sperare che vada tutto bene. O prendere anche una opzione.

Tuttavia, ognuna di queste opzioni comporta delle conseguenze: nel primo caso, deve sperare che non facendo nulla il cambio non si rafforzi a proprio sfavore; nel secondo caso deve invece augurarsi che la valuta straniera si rafforzi visto che ormai abbiamo investito e abbiamo l’esigenza di tornare in attivo. Nella terza ipotesi, il vantaggio lo avremo solo nel caso in cui lo strike price venisse superato dalla valuta straniera, così da darci un esercizio dell’opzione.

Tipi di strategie di trading

Quali sono i tipi di strategie di trading? Quelli più in voga sono 4:

  • Position Trading: è caratterizzato da un periodo temporale piuttosto lungo. In questo lasso di tempo le posizioni vengono aperte e mantenute in vita per mesi o addirittura anni.
  • Swing Trading: in questo caso il periodo va diminuendo di durata, tanto che nello swing trading le posizioni hanno una validità che può variare da alcuni giorni a qualche settimana.
  • Day Trading: come dice il nome stesso (“day“), questo metodo impone al trader di aprire posizioni tese a chiudersi nell’arco della stessa giornata in cui sono state aperte.
  • Scalp Trading: questo stile, infine, è caratterizzato da un periodo di tempo davvero molto breve che non va oltre una manciata di minuti.

Strategie di trading più popolari

Quali sono le strategie di trading più popolari? Molto diffuse sono poi altre strategie di trading, che definiremo più popolari. Ecco quali sono:

1. Media mobile: indicatore di trading più utilizzato, che permette di ottenere sia segnali di acquisto sia segnali di vendita. Il primo si ha quando il prezzo supera, dal basso verso l’alto, la sua media mobile. Il secondo, invece, si ha quando il prezzo supera dall’alto verso il basso la sua media mobile.

2. Bande di bollinger: sono particolari medie mobili che vengono calcolate aggiungendo un fattore chiamato F. Grazie a queste medie possiamo stabilire le fasi di iper-comprato ed iper-venduto del mercato. Il prezzo di qualsiasi bene oggetto di scambio si comporta sempre allo stesso modo:

a) Fasi di iper-comprato

Quando il prezzo tocca la banda superiore abbiamo una fase di iper-comprato ed il prezzo tende a scendere.

b) Fasi di iper-venduto

Quando il prezzo del bene osservato tocca la banda inferiore siamo in fase di iper-venduto e le quotazioni tendono a scendere.

Migliori strategie di trading, diversificare il portafoglio

Una parola d’ordine nel trading è diversificare il proprio portafoglio. non bisogna concentrarsi ed intestardirsi su un solo asset, anche quando abbiamo la pretesa di sapere tutto su di esso. Infatti, non è detto che la conoscenza e l’esperienza porti ad un profitto certo. I mercati finanziari spesso sfuggono da ogni logica e basta un evento per portare ad una catastrofe.

Ritorniamo sempre al Forex. Basta un golpe, dati pessimi sulla occupazione, la caduta di un governo, esiti elettorali sgraditi all’establishment, recessioni economiche, una guerra e così via, per far crollare il valore di una valuta. Se puntassimo tutto sul Forex, al verificarsi di uno di questi eventi resteremo fregati. Ecco dunque che bisogna diversificare il portafoglio, cosicché potremmo controbilanciare le perdite incassate su un asset con il profitto su altri.

Ma cosa significa precisamente diversificare il portafoglio? Significa ripartire il proprio capitale tra obbligazioni, azioni, valute, materie prime, indici azionari, criptovalute e così via. Gli esperti fissano più o meno all’unanimità il tetto massimo da investire su una unica tipologia di asset sul 20%. Mentre il singol trade deve pesare il 5% sul proprio portafoglio.

Come diversificare il proprio portafoglio

Come diversificare il proprio portafoglio? Al fine di attuare la migliore strategia di trading? Attraverso 2 metodi:

  • Prendere in esame differenti classi di attività, vale a dire posizioni che abbiano una bassissima correlazione tra loro e che in quanto tali facciano da garanzia in materia di diversificazione
  • Concentrarsi sulla stessa classe di attività ma su settori che siano però differenti

Nel primo caso, quindi, parliamo di asset di natura del tutto diversa tra loro. Senza che ci siano correlazioni né diretta né indiretta, in quanto nel primo caso se crolla un asset, crolla anche l’altro. Nel secondo, invece, significa che al crollare di un asset va meglio l’altro. La correlazione, tuttavia, è quasi inevitabile tra gli asset. Dunque scegliere la più bassa possibile su entrambe le tipologie.

Alcuni casi di correlazioni evidenti (dirette o indirette) sono:

Nel secondo caso, invece, significa scegliere anche asset della stessa tipologia, ma che appartengano a settori diametralmente opposti. Pensiamo al caso delle azioni: possono scegliere le azioni di una società che opera nel settore estrattivo del petrolio e una che opera nell’estrazione dell’oro.

Strategie trading, Trading System cos’è

Cos’è il trading system. Si tratta di un sistema automatizzato che sulla base di un algoritmo molto complesso aiuta il trader ad effettuare le scelte giuste. Ma anche ad effettuare le scelte per suo conto in maniera autonoma. Quest’ultima possibilità può risultare molto utile per i trader neofiti alle prime armi.

Il trading system lavora in 3 modalità diverse:

  1. Adotta strategie del trader nell’istante in cui lo spread tende ad allargarsi
  2. Monitora le medie mobili, con la possibilità di aprire posizioni proprio nel momento in cui i prezzi sforano le cosiddette bande di normalità. Tali condizioni possono verificarsi anche più volte nella stessa giornata, specie quando il momento è caratterizzato, per svariati motivi, da una elevata volatilità
  3. Misura i livelli di supporto e di resistenza, aprendo posizioni non appena questi tetti di limite vengono rotti

L’automaticità ha però un suo prezzo e dei suoi limiti. Dato che la finanza ad alto rischio si basa anche e soprattutto sulle emozioni dei mercati,occorre essere consapevoli del fatto che nella gran parte dei casi questi software, non riescono a percepire la componente emozionale che influenza il trading. Finendo per consigliare dei movimenti che poi non si rivelano quelli giusti. E’ pur sempre una macchina che lavora in base a dei calcoli e non prevede alcuni imprevisti o appunto il sentiment di mercato.

Strategia di trading scalping conviene davvero?

Cos’è lo scalping? Una strategia di trading che punta a trarre profitto dai lievi movimenti di prezzo e farlo mediante l’uso della leva finanziaria. Tramite lo scalping si possono ottenere normalmente profitti di gran lunga inferiori rispetto ad altre strategie. Tuttavia, considerando il fatto che vengono svolte molte operazioni e a ritmo alquanto serrato, nel complesso possiamo affermare che lo scalping può portare comunque a conseguire degli ottimi profitti.

Come fare scalping nel modo migliore? Dobbiamo dapprima individuare le condizioni di mercato a noi favorevoli, individuandole tramite un trend di prezzo in crescita o in seguito ad eventi economici che riteniamo di tipo propositivo. Dopo di che attendiamo che arrivi una brusca fluttuazione di prezzo e agiamo non appena questo evento si possa verificare.

Facciamo un esempio con la coppia più tradata sul Forex: il cambio EUR/USD. Tutto procede stabile fino a che una notizia importante fa sì che la liquidità venga letteralmente prosciugata e quindi si venga a creare un grosso spread. Succederà che pochi secondi dopo, lo spread tenderà a ridursi e il prezzo deciderà di andare o da una parte o dall’altra. In questo caso, quello che possiamo fare è che non appena il prezzo si muove verso i 1.2080 punti, possiamoaprire una posizione di vendita. Mentre se il cambio ritorna su livelli per così dire normali, mettiamo il caso di 1.2000 punti, possiamo chiudere la posizione di vendita e aprire una in acquisto.

Ciò prova quanto detto prima: lo scalping è una strategia mediante la quale è possibile guadagnare attraverso minime oscillazioni di prezzo, sfruttando i sentiments che si prendono gioco dei traders.

Lo scalping può però dar vita a guadagni importanti sfruttando la leva finanziaria. La quale, però, è bene ricordarlo, è una arma a doppio taglio. Come può moltiplicare i nostri guadagni ben oltre le nostre potenzialità, così può far moltiplicare le nostre perdite. Anche per la leva finanziaria vale lo stesso discorso per i neofiti: nei primi mesi usiamo la minima offerta dal Broker prescelto, per poi alzarla man mano. Vedremo nel prossimo paragrafo come funziona la Leva finanziaria.

Altro strumento interessante ed importante è quello degli stop-loss, impostandoli prima che la posizione venga aperta. Lo stop loss è quel limite raggiunto il quale il Broker deve chiudere la posizione, in quanto riteniamo che andando oltre rischiamo solo di incassare perdite più pesanti. Opposto agli stop loss sono i take profit, impostati in modo che, una volta raggiunto un livello, conseguiamo un profitto senza rischiare che sia inferiore.

Strategie trading migliori, cos’è leva finanziaria

Cos’è la leva finanziaria? Nel settore finanziario, la leva finanziaria (a volte indicata come “gearing” nel Regno Unito e in Australia) è una tecnica che prevede l’uso di fondi presi a prestito nell’acquisto di un bene, con l’aspettativa che il reddito derivante dall’attività e dall’aumento del prezzo delle attività superi il costo del prestito. Normalmente, il fornitore di finanziamenti fisserebbe un limite a quanto rischio è disposto a prendere e fisserà un limite a quanto consentirà la leva finanziaria e richiederebbe che l’attività acquisita sia fornita come garanzia collaterale per il prestito.

Ad esempio, per un immobile residenziale il finanziatore può prestare fino a 80% del valore di mercato della proprietà, per una proprietà commerciale può essere del 70%, mentre su azioni può prestare fino a 60% o nessuna su alcune azioni.

La leva finanziaria consente di moltiplicare guadagni e perdite. D’altra parte, vi è il rischio che il leveraging comporti una perdita – cioè, in realtà risulta che i costi di finanziamento superano il reddito derivante dall’attività o perché il valore dell’attività è diminuito.

La leva può essere utilizzata in più situazioni diverse, come:

  1. le persone sfruttano i loro risparmi acquistando una casa finanziando una parte del prezzo di acquisto con un debito ipotecario.
  2. Gli individui sfruttano la loro esposizione agli investimenti finanziari prendendo in prestito dal proprio broker.
  3. Titoli come opzioni e futures i contratti sono scommesse tra le parti in cui il capitale è implicitamente preso in prestito / dato in prestito a brevissimi tassi del T-bill.
  4. i proprietari di azioni delle imprese sfruttano il loro investimento facendo in modo che l’azienda prenda in prestito una parte del finanziamento necessario.
  5. Più prende in prestito, minore è l’equità di cui ha bisogno, quindi eventuali profitti o perdite sono condivisi tra una base più piccola e proporzionalmente più grandi di conseguenza le imprese sfruttano le loro operazioni utilizzando i costi fissi quando le entrate sono prevedibili. Un aumento delle entrate si tradurrà in un aumento maggiore del reddito operativo.
  6. gli hedge fund possono sfruttare le loro attività finanziando una parte dei loro portafogli con i proventi derivanti dalla vendita allo scoperto di altre posizioni.

Quali sono i rischi della Leva finanziaria? Abbiamo detto che questo strumento è da considerarsi una arma a doppio taglio.

Una società che prende in prestito troppi soldi potrebbe trovarsi di fronte a bancarotta o insolvenza durante una crisi economica, mentre una società con un indebitamento inferiore potrebbe sopravvivere. Un investitore che acquista uno stock con un margine del 50% perderà il 40% se lo stock diminuirà del 20%. Il rischio può essere attribuito a una perdita di valore delle attività del collaterale. I broker possono richiedere l’aggiunta di fondi quando il valore dei titoli si riduce.

Le banche potrebbero non riuscire a rinnovare i mutui quando il valore dei beni immobili declina al di sotto del capitale del debito. Anche se i flussi di cassa e gli utili sono sufficienti per mantenere i costi di finanziamento in corso, si possono chiamare prestiti. Ciò può accadere esattamente quando c’è poca liquidità di mercato e le vendite di altri stanno deprimendo i prezzi. Significa che quando le cose vanno male, la leva aumenta, moltiplicando le perdite mentre le cose continuano a scendere. Ciò può portare a una rapida rovina, anche se il calo del valore patrimoniale sottostante è lieve o temporaneo.

Il rischio può essere mitigato negoziando i termini della leva finanziaria, mantenendo spazio inutilizzato per ulteriori prestiti, e sfruttando solo le attività liquide. D’altra parte, l’estremo livello di leva offerto nel forex trading presenta un rischio relativamente basso per unità grazie alla sua relativa stabilità rispetto ad altri mercati. Rispetto ad altri mercati di negoziazione, i commercianti di forex devono scambiare un volume molto più elevato di unità al fine di realizzare un profitto considerevole.

Ad esempio, molti broker offrono una leva 100: 1 per gli investitori, il che significa che qualcuno che porta $ 1.000 può controllare $ 100.000, assumendosi la responsabilità di eventuali perdite o guadagni dei propri investimenti. Questo livello intenso di leva finanziaria presenta un rischio e una ricompensa delle parti uguali. Tuttavia, in tale conto vi è un’ipotesi implicita, ossia che il sottostante asset con leva è lo stesso di quello senza leva. Se una società prende in prestito denaro per modernizzare, o aggiungere alla propria linea di prodotti, o espandersi a livello internazionale, la diversificazione aggiuntiva potrebbe più che compensare il rischio aggiuntivo derivante dalla leva finanziaria.

O se un investitore utilizza una frazione del proprio portafoglio per ridurre i futures sugli indici azionari e mette il resto in un fondo del mercato monetario, potrebbe avere la stessa volatilità e il rendimento atteso di un investitore in un fondo azionario unlevered, con un ribasso limitato.

Oppure, se entrambe le posizioni long e short sono detenute da una strategia azionaria a coppie, la leva economica di matching e off-setting può abbassare i livelli di rischio complessivi. Quindi, aggiungendo leva a un dato asset si aggiunge sempre un rischio, non è il caso la compagnia o l’investimento è sempre più rischioso di uno senza un liceo.

In effetti, molti hedge fund altamente indebitati hanno una minore volatilità di rendimento rispetto ai fondi obbligazionari non coperti, e le società di servizi pubblici con un sacco di debito sono solitamente titoli meno rischiosi rispetto alle società tecnologiche prime di leva.

Quali sono i tipi di Leva finanziaria offerti dai Broker? I rapporti di leva più utilizzati sono i seguenti:

  • 1:5
  • 1:10
  • 1:20
  • 1:50
  • 1:100
  • 1:200
  • 1:400

Quindi, come è facile intuire, se utilizziamo una leva 1:5, significa che per ogni euro in realtà muoveremo cinque euro. Mentre se utilizziamo una leva 1:200, per ogni euro muoveremo ben €200. A seconda del broker, possono variare le leve finanziarie disponibili.

Strategie trading consigli

Quali sono i consigli migliori per attuare una buona strategia di trading? Si possono riassumere nei seguenti punti:

  1. Controllare le proprie emozioni
  2. Stare attenti alle perdite e non insistere troppo su una posizione
  3. Fissare un massimo di perdita giornaliera
  4. Stabilire in anticipo quante perdite consecutive siamo disposti ad accettare
  5. Proteggere i profitti, senza bruciarli insistendo in posizioni perdenti. Rischiare massimo il 50% del profitto conseguito
  6. Non individuare per forza la tendenza di fondo
  7. Non essere mai troppo sicuri di sé, anche quando si è conseguita una certa esperienza e bravura
  8. Ridurre le quantità di posizioni aperte nel tempo
  9. Ridurre le quantità di posizioni aperte in base alle perdite
  10. Formarsi continuamente in quanto i mercati finanziari sono una materia in continua trasformazione. Ciò che andava bene 5 anni fa potrebbe non esserlo più
Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY