Pillole di storia del Forex: il cambio Euro – Dollaro

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Il cambio euro-dollaro (EUR/USD) è il più importante del Forex. Il dollaro rappresenta l’economia più forte del mondo, quella statunitense (16mila miliardi di Pil). L’euro rappresenta invece la seconda, se si considera come un unico paese l’intera Eurozona (12mila miliardi di Pil). La coppia, poi, copre più di un quarto di tutto il traffico del Foreign Exchange Market, qualcosa come 3mila miliardi di dollari.

L’EUR/USD è anche una coppia abbastanza redditizia, dal momento che è caratterizzata da una certa volatilità. Caratteristica, questa, che si registra fin da quanto il cambio si è “attivato”, ossia nel lontano 1999 – anno di nascita dell’euro.

La moneta unica esordì con un buon 1,1795, comunque deciso a tavolino sulla scorta dell’analisi del paniere dei prezzi di dodici paesi. Ad ogni modo, questa cifra ben rappresenta lo status dell’euro di moneta a “trazione marco tedesco”, che è stato sempre abbastanza forte.

Già da subito, però, il cambio si adattò ai reali rapporti economici delle due aree (Usa e Ue) e quindi iniziò a calare. A cavallo dei due secoli, infatti, l’economia statunitense cresceva mentre quella europea rasentava la stagnazione, appesantita da una Germania in profonda crisi. Questo processo raggiunse il suo culmine a ottobre 2000, quando si registrò il minimo storico 0,8225.

Dal quel momento in poi, però, si inaugurò un trend rialzista, anche a causa dell’avvicinamento delle performance economiche degli Usa e dell’Eurozona. Segnale inequivocabile, e molto simbolico, fu il pareggio: la conquista dell’1,0000 avvenne nell’autunno del 2002.

La corsa al rialzo trovò, infine, un formidabile alleato: la crisi economica. Questa partì proprio dagli Stati Uniti e causò un indebolimento colossale dell’euro, anche colorato dal panico degli investitori. Non a caso il picco massimo si raggiunge dopo il fallimento di Lehman Brothers, nel luglio 2007. In quel mese la coppia toccò quota 1,6037, un livello mai raggiunto.

Venne, ovviamente, anche per l’Europa il turno di soffrire e l’euro inizio a indebolirsi. La conseguenza di ciò fu l’instaurazione di un trend ribassista, acuito dalla successiva crisi dei debiti pubblici sovrani. Nel 2010, in piena crisi greca, l’EUR/USD era tornato ai livelli fisiologici dell’1,1876.

Un altro evento fondamentale fu l’inizio della Guerra delle Valute. Gli stati, a partire dal 2011 (quando si comprese che la crisi avrebbe avuto un andamento a “doppia vu”), cominciarono a fare di tutto per svalutare le proprie monete ed essere competitivi sui mercati internazionali. Questa corsa al ribasso ha fatto sì che l’euro si apprezzasse rispetto a tutte le monete, dato che alla Bce sono preclusi alcuni strumenti di politica monetaria espansiva.

Gli Stati Uniti hanno “giocato” e giocano alla Guerra delle Valute sicché il cambio EUR/USD ha intrapreso una strada rialzista. Una strada che è in via di percorrenza anche oggi, nonostante la volatilità registrata a causa degli squilibri economici europei e l’annuncio del Tapering da parte della Fed. Ad ogni modo, in questo periodo si attesta su valori che vanno dall’1,34 all’1,38, e quindi denotano un euro ancora forte. Gli analisti pensano che questo 2014 possa riservare alcune sorprese e parlano di un range compreso tra 1,20 e 1,45.