Stop definitivo alle bollette a 28 giorni: ecco spuntare il Decreto fiscale

bollette

Ecco il Decreto fiscale che, tra le diverse novità fiscali, ha finalmente posto uno STOP definitivo all’annosa vicenda che da mesi sta interessando gli operatori delle utenze telefoniche: la fatturazione a 28 giorni.

Uno STOP definitivo che i consumatori si attendevano da mesi e oggi è stato confermato con l’approvazione del Decreto fiscale contenente la definitiva abolizione alla fatturazione bollette utenze telefoniche ogni 28 giorni, la quale ha comportato un incremento annuale dei costi dell’8,6% a danno degli utenti.

Insomma, una tredicesima bolletta in luogo delle dodici bollette che si dovrebbero pagare con la fatturazione mensile a 30 giorni. Ora l’Agcom prevede di indennizzare il bacino d’utenza e il Presidente dell’Unc Massimiliano Dona si dichiara assolutamente soddisfatto della definitiva decisione di abolire la fatturazione ogni 4 settimane.

Vediamo in questa guida di ripercorrere la vicenda della fatturazione a 28 giorni dato che ci eravamo occupati dell’annosa questione in un altro articolo pubblicato su WebEconomia.

STOP alla fatturazione a 28 giorni: approvato il Decreto Fiscale

Finalmente, ecco approvato il decreto Fiscale, con il voto di fiducia alla Camera è stata convertito definitivamente in legge il decreto Fiscale che contiene anche l’abolizione alla fatturazione a 28 giorni delle bollette telefoniche e pay-tv, tanto odiata dai consumatori e dalla Codacons che era sul piede di guerra da mesi.

Soddisfatto il presidente dell’Unc Massimiliano Dona per l’abolizione della fatturazione 28 giorni che ha avuto l’occasione di commentare: “È una grande vittoria per i consumatori che, almeno per una volta, riusciranno ad averla vinta contro i colossi delle telecomunicazioni, ottenendo il ripristino della bolletta mensile”.

Ora, con questa decisione presa, ci si attende che “l’Autorità delle Comunicazioni indennizzi i consumatori per il pregresso e che l’Antitrust vigili su eventuali aumenti”.

Fatturazione a 28 giorno: Cosa era successo?

Dell’annosa vicenda della fatturazione a 28 giorni, WebEconomia se ne era già occupato con la redazione dell’articolo dell’8 novembre 2017 quando il Governo italiano, dinanzi allo scontento generalizzato della maggioranza degli italiani, si era detto pronto ad intervenire con varie misure, che finalmente sono arrivate al più presto.

Già nel mese di settembre il Codacons aveva lanciato una campagna per incentivare gli utenti a presentare ricorso e chiedere il rimborso per il pagamento delle bollette emesse da alcuni gestori telefonici a 28 giorni, invece che con la classica fatturazione mensile”.

Nonostante la delibera dell’AGCOM che sanciva il divieto della fatturazione a 28 giorni per gli operatori telefonici, molte compagnie telefoniche non si erano ancora adeguate e hanno continuato ad inviare agli utenti bollette a scadenza ogni 4 settimane rispetto a quelle mensili.

La stessa AGCOM con la delibera 121/17/CONS aveva sancito che la fatturazione mensile sui contratti di telefonia fissa, Adsl e fibra era vietata se emessa ogni 28 giorni.

AGCOM con la stessa delibera aveva precisato che l’emissione delle Bollette a 28 giorni applicata nei confronti di tutti gli utenti, avrebbe cagionato un rincaro di circa l’8,6% dei prezzi annuali, andando a ledere la trasparenza delle tariffe e la sana concorrenza sul mercato della telefonia e della pay-tv.

Intervento del CODACONS: come tutelarsi dalla fatturazione a 28 giorni

Come avevamo già sottolineato nell’articolo dell’8 novembre 2017, durante il lasso di tempo che il Governo prendesse serie decisioni ed approvasse il decreto Fiscale contenente lo STOP definitivo, il CODACONS era intervenuto mettendo a disposizione degli interessati la possibilità di presentare un reclamo/diffida con richiesta di rimborso.

Lo stesso Codacons aveva messo a disposizione un “formulario Ug parzialmente precompilato in relazione alla fatturazione a 28 giorni, così da accedere alla conciliazione presso i Corecom e richieste l’applicazione degli indennizzi automatici”.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda era intervenuto per sollecitare lo STOP definitivo alla fatturazione delle bollette telefoniche a 28 giorni.

Il Presidente Carlo Rienzi aveva già spiegato che il danno subito dagli utenti a causa del conteggio a 28 giorni ammontava a “1,19 miliardi nel 2016 solo per la telefonia fissa e gli abbonamenti Sim”.

120 giorni: periodo “transitorio”

Dopo il definitivo STOP approvato con il voto di fiducia alla Camera, occorrerà attendere 120 giorni prima di “ritornare” alla fatturazione mensile in luogo di quella a 28 giorni.

L’articolo 19 bis sancisce infatti che gli operatori “di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche” avranno 120 giorni di tempo per adeguarsi e smettere di fatturare a 4 settimane.

Per gli operatori che non si adegueranno saranno irrogate sanzioni previste dal Codice delle Comunicazioni da un minimo di 240mila euro a un massimo di 5 milioni.

A comminare le sanzioni sarà l’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) e nessun rimborso è previsto per il pregresso, su cui però le Associazioni dei consumatori sono pronti ad aprire dei contenziosi.

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