Staking Criptovalute: cos’è e come funziona [Guida 2021]

Le criptovalute, si sa, stanno dando vita ad un sistema economico parallelo. Aiutando la creazione della Finanza decentralizzata (DeFi). Rientra in questo fenomeno lo Staking criptovalute.

Lo staking delle criptovalute è un metodo di guadagno passivo mediante il quale chi possiede una criptovaluta guadagna somme aggiuntive, tramite interessi frutto di un calcolo annuale. Sebbene vengano poi accreditati mese per mese o in base a quanto previsto dalla piattaforma di turno utilizzata.

Lo staking di criptovalute sta sempre più sostituendo il mining come forma di guadagno procurato tramite le cryptocurrency. Ma occorre anche conoscere bene la piattaforma a cui affidarsi.

Scopo di questa guida completa sullo staking di criptovalute è proprio vedere cos’è e come funziona e dove trovare migliori piattaforme per farlo.

Se volete investire sulle criptovalute, la soluzione più conveniente è quella dei contratti CFD. Con i broker regolamentati si può, infatti, negoziare sull'andamento del prezzo. Ad esempio eToro (trovi qui il sito ufficiale) permette di negoziare sulle migliori critptovalute.

Per saperne di più su questa piattaforma ti consiglio di visitare il sito ufficiale.

Tra le migliori piattaforme per investire in criptovalute vi segnaliamo le seguenti:

BROKER
CARATTERISTICHEVANTAGGI 
CFD su Bitcoin e CriptovaluteSegnali gratuitiISCRIVITI
Social trading
*75% dei trader perde soldi
Trading Bitcoin, criptovaluteISCRIVITI
CFD trading su BitcoinPiattaforma di qualitàISCRIVITI
CFDs sono strumenti finanziari complessi e comportano un alto rischio di perdita di denaro rapidamente a causa della leva. Tra il 74-89% dei trader retail perdono soldi facendo trading CFD. Prima di fare trading cerca di capire come funzionano i CFD ed i rischi che comportano.

Staking Criptovalute: che cos’è?

Cos’è lo staking di criptovalute? Questo meccanismo di guadagno parte dal presupposto che esistano 2 principali modelli di consenso:

Il primo si basa sulla potenza computazionale di un computer, schede grafiche, o sistemi hardware ASIC miner.

Il secondo, invece, trova le sue basi sui validatori. Per avere questo requisito occorre disporre di una certa quantità di criptovalute conservata nel wallet.

Il validatore riceve come ricompensa un tot di criptovalute. Tale ricompensa è stabilita in percentuale sulla quantità detenuta nel crypto wallet. Ovviamente, più è alta la quantità di criptovalute investita nello staking, più alta è la remunerazione che gli sarà riconosciuta.

👍 Cosa significaMetodi di guadagno per il possesso di criptovalute
🏦 Modello di consensoProof of Stake
💰Come funzionaConsenso con nodi validatori
🧐TipologieCold staking, BlockFi, APY
🥇Migliore piattaforma per criptovaluteeToro
🥇Piattaforme per fare stakingBinance / Crypto.com

Come funziona lo staking di criptovalute?

In pratica, occorre acquistare una criptovaluta purché abbia come metodo di consenso il PoS. Per poi depositarla sul wallet della criptomoneta.

Ricorda però che il wallet va lasciato sempre attivo, quindi dovrai lasciare sempre acceso il dispositivo utilizzato. Dunque, devi mettere in conto un consumo di corrente H24.

Conviene fare staking di criptovalute?

Inoltre, assicurati di avere una connessione internet stabile, perché anche essa dovrà funzionare H24.

Ciò in quanto dovrai dare il tuo contributo ai 3 pilastri su cui poggia il Network:

  1. sicurezza
  2. stabilità
  3. processo delle transazioni

Lo staking di criptovalute sta diventando sempre più importante, tanto che è nato Staked.us, un servizio di crypto staking destinato a grandi investitori e società di gestione di asset digitali.

Ecco le altcoin su cui è possibile fare staking:

  • Ethereum (ETH)
  • TRON (TRX)
  • Zilliqa (ZIL)
  • Polkadot (DOT)
  • Tezos (XTZ)
  • Cardano (ADA)
  • Cosmos (ATOM)
  • MetaHash (MHC)
  • Polygon (MATIC)
  • Peercoin (PPC)

Molto importante diventa la scelta dei progetti, perché ovviamente la scelta diventa sempre più varia ma non tutti alla fine valgono davvero la pena.

Alcuni pagano interessi del 15% o addirittura del 20% annuali, sebbene, come accade con le obbligazioni che buttano fumo negli occhi, occorre anche valutare se sono realmente validi.

Inoltre, a fronte di interessi elevati, aumentano anche i rischi. Si pensi ai casi high yield o criptovalute PoS.

Meccanismi di ricompensa

Ogni network blockchain può utilizzare un suo metodo diverso per calcolare le ricompense di staking.

Si pensi ai metodi blocco-per-blocco, che prevedono questi fattori:

  • il numero totale di monete che il validatore ha depositato in staking
  • il lasso di tempo durante il quale il validatore fa staking attivamente
  • il numero totale di monete in staking sul network
  • il tasso di inflazione
  • altri fattori

Su altri network, le ricompense di staking vengono determinate come fossero una percentuale fissa.

In tal caso, le ricompense sono per i validatori una compensazione per l’inflazione, utile per incoraggiare gli utenti a spendere le proprie monete anziché conservarle. Il che ne aumenta il valore.

Dunque, la scelta dipende anche dai propri obiettivi di guadagno, la modalità di operare che si predilige, e via dicendo.

Il modello Proof of Stake (POS)

Se la Proof of Work si è rilevato un meccanismo molto robusto per la facilitazione del consenso in un contesto decentralizzato, ha mostrato comunque dei limiti ai quali si è cercato di porre rimedio lanciando la Proof of Stake.

La PoS si basa sul fatto che i partecipanti possono bloccare monete (chiamate in gergo “stake”) ad intervalli particolari. Mentre il protocollo assegnerà casualmente a uno di loro il diritto di validare il prossimo blocco.

Si verrà scelti in proporzione a quante monete si posseggono. E non come avviene sulla PoW, in base alla loro capacità di risolvere problemi di hash.

Ed Ethereum ha aderito al programma, migrando da PoW a PoS in quel che è ETH 2.0. Che ha dato vita anche ad Ethereum Classic, hard fork messa in atto da chi non voleva il passaggio.

La Proof of Stake ha visto per la prima volta la luce grazie a Sunny King e Scott Nadal nel 2012, quando lanciarono il progetto Peercoin.

Il network di Peercoin è stato lanciato con un meccanismo ibrido PoW/PoS, in cui la PoW è stata usata principalmente per emettere la fornitura iniziale.

Oggi la altcoin Peercoin è stata un po’ dimenticata, ma gli va dato il merito di questa innovazione.

Due anni dopo è stata lanciata la versione alternativa ad opera di Daniel Larimer: Delegated Proof of Stake (DpoS) per la blockchain di BitShares. Per poi diffondersi ad altri progetti come Steem ed EOS, sempre opera di da Larimer.

DPoS consente agli utenti di impegnare i propri saldi come voti ed il potere di voto è proporzionale al numero di monete in possesso.

Ancora, i voti servono per eleggere un numero di delegati gestori della blockchain per conto dei loro elettori, al fine di garantire sicurezza e consenso.

Le ricompense di staking vengono elargite distribuite ai delegati eletti, che poi distribuiscono parte delle ricompense ai propri elettori in maniera proporzionale ai loro contributi a livello individuale.

Il modello DPoS consente di raggiungere il consenso con un numero inferiore di nodi di convalida. E riesce in tal modo a migliorare le prestazioni del network.

In realtà, si sacrifica anche un po’ di caratteristica di decentralizzazione, giacché il network si affida ad un piccolo gruppo selezionato di nodi di convalida. Tali nodi gestiscono le operazioni e la governance complessiva della blockchain.

Staking Criptovalute: tipologie

Vediamo ora quali sono i tipi di Staking di criptovalute ad oggi in circolazione:

  • Gruppi di staking: gruppi di utenti che unisce le risorse per aumentale la possibilità di validare blocchi e, di conseguenza, ricevere ricompense
  • Cold staking: si basa su un cold wallet, vale a dire i cosiddetti “portafogli freddi” che non dispongono di connessione ad internet permanente. Quindi, sono più protetti rispetto agli attacchi hacker.
  • Celsius Network: elargisce ricompense in base al token nativo, il CEL, con un interesse che raggiunge anche il 30% annuo.
  • Nexo: piattaforma che ha praticamente raddoppiato gli importi finali delle rendite, arrivando perfino ad un 12% annuo
  • BlockFi: riconosce un interesse fino ad un massimo del 9,3%
  • SwissBorg: una delle ultime novità, riconosce un tasso di interesse annuo che arriva fino al 20%
  • Crypto.com: offre tassi d’interesse variabili, con quelli USDC che raggiungono fino al 10% annuo

Dove fare Staking Criptovalute

Detto a grandi linee cos’è lo staking di criptovalute, come funziona e i modelli ad oggi in circolazione, vediamo dove farlo.

Staking Criptovalute su eToro

Il broker eToro conferma per l’ennesima volta di credere fermamente nelle criptovalute. Di fatto, fin dalla loro esplosione è stata tra le prime piattaforme di trading ad averne diverse in elenco per il trading CFD, tanto che oggi ormai ha superato le 30 unità.

Inoltre, da qualche anno ha lanciato un servizio di Exchange, chiamato eToroX. Dove puoi comprare e vendere oltre 120 cryptocurrency.

Oltre a ciò, si pone anche come semplice wallet, se cerchi un portafoglio digitale dove gestire in totale sicurezza le tue criptovalute.

Ed ora, eToro lancia anche la possibilità di fare staking sulle criptovalute, per ora in via sperimentale e su due criptovalute che fanno molto parlare di sé: Cardano e Tron.

La prima, Cardano, per la alta privacy che offre a chi la transla, tanto da essere accusata di essere utilizzata per attività illegali.

La seconda, Tron, poiché è una criptovaluta molto innovativa, che punta a dare pieni poteri a chi crea contenuti di intrattenimento. Senza che gli intermediari, ossia le piattaforme che ne permettono la distribuzione, comandino sul pubblico destinatario, i prezzi.

Ma tutto lascia intendere che eToro ne aggiungerà altre.

Come funziona lo staking su eToro? Per ottenere la ricompensa prevista è necessario comprare Cardano e/o Tron e tenere aperta la posizione trading per un certo periodo di tempo.

Occorrono comunque almeno 9 giorni di posizione d’acquisto aperta su Cardano e 7 giorni su Tron.

Se invece vuoi operare con il trading CFD, puoi provare servizi come il copy trading, per copiare quanto fanno i trader più bravi ed imparare da loro. Oltre a guadagnare già.

Iscriviti ora su eToro cliccando qui.
67% dei trader retail perde soldi facendo trading con questo broker CFD. Dovresti considerare i rischi di perdita di denaro

Staking Criptovalute su Binance

Anche gli Exchange stanno immancabilmente offrendo lo staking di criptovalute. Tra quei, uno dei più importanti al mondo: Binance. E lo fa su molte altcoin.

In questo caso, è necessario comprare le criptovalute e tenerle sul proprio wallet.

Staking Criptovalute: vantaggi e svantaggi

Quali sono i vantaggi e svantaggi sullo Staking criptovalute? Vediamoli di seguito.

Iscriviti subito su Binance cliccando qui.

Staking criptovalute vantaggi

Lo staking di criptovalute consente di guadagnare facendo una cosa semplicissima: tenere le criptovalute accantonate, quindi senza dover fare chissà quali operazioni. Ciò è mirato a fare in modo che la criptovaluta in questione aumenti di valore.

Altro vantaggio è che si mostra più agevole rispetto al mining. Diventato sempre più complicato, tanto che da tempo sono nati dei pool.

Staking criptovalute svantaggi

Tra i principali svantaggi, il fatto che lo staking è sì una modalità semplice, ma anche meno redditizia per esempio del trading online.

Infatti, a parte qualche caso di tassi che superano il 10%, è anche vero che di solito si tratta di tassi di interesse molto contenuti.

Un altro svantaggio può essere costituito dal fatto che lo staking di criptovalute non mette al riparo dalla volatilità delle criptovalute, giacché non è congelato. Quindi, può subire perdite nel caso in cui la criptovaluta si svalorizzi.

Un altro svantaggio è quello di “parcheggiare le valute” nel tempo. Quindi può essere poco adatto per chi vuole effettuare investimenti dinamici, frutto della compravendita di criptovalute.

Si può fare staking di Bitcoin?

No, lo staking di Bitcoin non è possibile. Ma solo sulle cosiddette altcoin, cioè quelle criptovalute ad essa alternative.

Staking criptovalute conviene?

Molto esperti ritengono che lo staking delle criptovalute sia sulla retta via per una esplosione. Il che porterebbe ovviamente tanti vantaggi, come ovviamente guadagni più alti, sempre più criptovalute disponibili, sempre più piattaforme importanti e sicure che lo permettono ed una maggiore sicurezza generale dell’investimento.

Fino ad allora, occorre tenere gli occhi ben aperti e non credere a tutto ciò che ci viene detto. Sparando cifre percentuali esagerate.

Staking Criptovalute: le domande frequenti

Cos’è lo Staking criptovalute?

Si tratta di un sistema di guadagno basato sulla Proof of Stake (PoS). In pratica, si viene pagati per conservare criptovalute in un wallet, maturando interessi su base annuale ma liquidati anche mensilmente.

Conviene fare staking criptovalute?

Può convenire se non si vuole provare altri sistemi di profitto con le criptovalute, come il trading CFD o la compravendita tramite Exchange.
A parte casi rari, se è vero che si tratta di un metodo meno dinamico e meno rischioso, è anche molto meno remunerativo.

Dove fare staking criptovalute?

Sono sempre di più le piattaforme che lo consentono. Tra queste, anche alcune importanti come il broker eToro e l’Exchange Binance.

Staking criptovalute

Conclusioni

Le criptovalute stanno dando vita a diverse forme di guadagno. Le più note sono il trading CFD e la compravendita tramite Exchange.

Il mining sta diventando sempre più complicato e quindi, una forma di profitto che sta prendendo sempre più piede è lo staking di criptovalute.

Esso consiste nell’accantonare per un periodo di tempo le criptovalute possedute, in cambio di un interesse. Un po’ come il classico conto deposito.

I rischi sono minori rispetto ad altre attività, ma così anche i guadagni. Tuttavia, più questo sistema si espanderà, più potranno aumentare sicurezza e guadagni. Oltre che le criptovalute sulle quali sarà possibile.

Tra le piattaforme che consentono lo staking di criptovalute anche eToro e Binance.