Stablecoin: cosa sono e come funzionano?

Cosa sono gli Stablecoin? Come funzionano gli Stablecoin? Gli Stablecoin sono una truffa?

Come lascia intendere il nome stesso, per Stablecoin si intende una valuta stabile. Alternativa alle criptovalute che sono invece notoriamente volatili. Senza particolari logiche predittive. Fanno un po’ come gli pare insomma.

Invece, gli stablecoin posseggono per natura proprio la stabilità del loro prezzo.

Si è iniziato a parlare di Stablecoin nel 2017, quando ci si accorse della volatilità delle criptovalute. Con il Bitcoin che conobbe un rally incredibile arrivando a sfiorare i 20mila dollari di prezzo.

Tuttavia, in tempi non sospetti la prima idea di una stablecoin è stata avanzata già nel 2014 da Vitalik Buterin. Il russo naturalizzato canadese che ha iniziato ad interessarsi di criptovalute a soli 16 anni, fondando pure un Magazine insieme ad un amico albanese. Per poi progettarne una a soli 19 anni: Ethereum. La regina delle Altcoin (chiamate così in quanto alternative alla prima avente una Blockchain, il Bitcoin. Del resto, come ha rivelato il padre, è stato sempre un genio della matematica fin da bambino.

L’idea di Vitalik Buterin era appunto quella che una altcoin offre un modo di proteggersi contro la volatilità.

Vediamo dunque meglio cosa sono le stablecoin, come funzionano, se sono una truffa e come investire.

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Stablecoin cosa sono

Cosa sono le stablecoin? Si tratta di asset che conservano le proprietà di riserva di valore e unità di conto. Quindi, all’opposto delle criptovalute certo, ma anche di tutti gli altri asset.

Si pensi alle azioni, per esempio, che pure possono schizzare o crollare in base al periodo o altri fattori legati alla società che le emette o al settore di cui fanno parte. Seppur in modo decisamente più lento rispetto alle criptovalute (se una criptovaluta può vedere modificare il proprio prezzo al rialzo o al ribasso del 200-300% nel giro di un anno, un’azione lo vede modificare del 20-30% al massimo).

Molto più lento il cambiamento di prezzo dell’Oro, che conosce rialzi e ribassi di pochi punti percentuali nel giro di un anno. Sebbene pure hanno vissuto esponenziali rialzi o ribassi. D

Stablecoin come funzionano

Come funzionano le stablecoin? Esse sono in genere “accoppiate” al dollaro statunitense. Pure abbastanza stabile come l’Oro. Ciò significa che vengono scambiate a 1$. Tuttavia, talvolta sono ancorate ad altre valute FIAT. O per esempio all’indice dei prezzi al consumo.

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Stablecoin caratteristiche

Quali sono le caratteristiche principali delle stablecoin? Le seguenti:

  • capacità di reggere dinanzi ad una volatilità di mercato pressante
  • non dovrebbe essere costoso da mantenere
  • dovrebbe essere analizzato facilmente mediante parametri di stabilità
  • trasparenza nei confronti di trader e arbitraggisti

Stablecoin tipi

Quali sono i tipi di Stablecoin? Possiamo dividerli in tre gruppi:

  • criptovalute agganciate ad una valuta FIAT: Centralised IOU
  • valute agganciata ad una di tipo crittografata: Collateral-backed
  • valute non garantite: signoraggio

Centralised IOU

Nel primo caso, abbiamo detto che la valuta FIAT generalmente usata è il Dollaro statunitense (USD). Scelta non casuale, dato che anche molte coppie del Forex sono scambiate contro dollaro americano.

In pratica, vengono depositati dollari in un conto bancario e poi emessi stablecoin al cambio di 1:1.

Pertanto, se un utente decide di liquidare gli stablecoin posseduti in USD, gli stablecoin saranno distrutti e legati al dollaro.

Per fare in modo che questo meccanismo vada a buon fine, occorre che ci sia centralizzazione, una sorta di fiduciario che controlla tutto dall’alto.

La volatilità in questo caso in intacca, giacché tutte le garanzie sono detenute in riserve fiat. Inoltre, vige alla base un sostegno legale e un vincolo di pagamento legacy.

Nel caso in cui si vuole vendere stable coin in cambio di valute fiat, occorre farlo tramite bonifico. Il che comporta un procedimento lento e costoso.

Collateral-backed

Nel secondo caso, avremo la rimozione della centralizzazione. Il meccanismo è come quello visto in precedenza, solo che, anziché avere come collaterale i dollari americani, avranno altre criptovalute. E la base sarà il sistema Blockchain.

Come noto, però, le criptovalute sono instabili, quindi in teoria anche la stablecoin rischia di essere tale. Quindi, come si ovvia a ciò? Sovra-garantendo la stable coin.

Quindi, nel caso in cui depositiamo 100$ di Ether (la criptovaluta di Ethereum) ed emettiamo 50$ di stablecoin come controvalore, questi ultimi saranno garantiti per il 200%.

Pertanto, in virtù di ciò, pure nel caso in cui il prezzo di ETH diminuisse di un quarto, i nostri stablecoin saranno comunque garantiti da ETH.

Quale interesse ci dovrebbe essere dietro questo meccanismo? Sia perché è possibile pagare l’interesse dell’emittente, sia perché quest’ultimo potrebbe optare di generare stablecoin aggiuntivi per una sorta di leva.

Importante diventa quindi sempre la Blockchain. Alcuni esempi di questa seconda tipologia sono i BitUSD (collateralizzato con BitShares), ideati da Dan Larimer nel 2013. Lo stesso che poi ha creato le criptovalute EOS. Una criptovaluta che riprende lo stesso concetto di Ethereum, ma ha una Blockchain tutta propria, che la rende altamente scalabile, flessibile e usabile

Signoraggio

Veniamo all’ultimo caso. Le stablecoin senza alcuna garanzia possono creare qualche perplessità. Eppure, se si pensa bene, anche le valute FIAT non hanno alcun sostegno.

In pratica funzionano così: viene emessa una valuta con un mandato che può essere scambiata solo contro un dollaro statunitense. Il prezzo viene garantito dall’offerta monetaria.

Se il prezzo scende a 2$, si renderebbe necessario aumentare l’offerta di moneta con nuovi token al fine di ridurre il prezzo fino a 1$. ualora dovesse scendere a 0,5$, si dovrà ridurre l’offerta acquistando token riportando il prezzo a un dollaro.

Se è vero che è sempre possibile produrre nuovi token ed incrementare così l’offerta monetaria, è anche vero che vige un limite su quanti token siamo in grado di ricomprare.

Nel caso in cui il valore scenda sotto un dollaro americano, le stablecoin emettono un’obbligazione per acquistarlo ad un token. In futuro, il legame è riscattabile a 1$ con il ripristino del prezzo della moneta.

In questo modo, i partecipanti potrebbero essere spinti a comprare solo nel caso in cui credano che il prezzo della valuta possa salire in un prossimo futuro.

Ma affinché ciò accada, è necessario che arrivino nuovi soggetti coinvolti, nonché un nuovo afflusso netto utile per sostenere i lucri di quanti possiedono obbligazioni.

Su quali Stablecoin investire

Vediamo alcuni esempi di stablecoin sulle quali può essere più conveniente investire.

Tether

Tether è la stablecoin più nota in circolazione. Il suo valore è ancorata al dollaro per 1:1.

Si tratta quindi della tipologia Centralised IOU, nella quale l’autorità centrale – la piattaforma Tether – acquista il dollaro statunitense per conto dell’utente. Così da coprire il valore del Tether e garantire la stabilità dei prezzi.

Lo scetticismo riguardo Tether, riguarda l’effettiva copertura di 2,7 miliardi di dollari atta a coprire la medesima quantità di questa stablecoin in circolazione. Si sospetta infatti che la piattaforma abbia gonfiato il suo valore reale al fine di reggere la concorrenza con le altre cryptocurrency.

A sostegno di questo sospetto il fatto che, contrariamente alla facilità di scambiare dollari per tether, il processo inverso è invece molto difficile. E la stessa piattaforma Tether ha ammesso questa difficoltà.

Insomma, intorno alla piattaforma Tether ci sono molti dubbi.

Dai

Dai è una stablecoin di secondo tipo, essendo ancorata ad Ethereum.

I cui Ether sono acquistabili mediante smart contract.

Rispetto al caso precedente, però, Dai è comunque ancorata ad una criptovaluta. Che non ha di certo la stessa stabilità del Dollaro.

Ecco perché, come dicevamo in precedenza, per coprire 400 dollari in Dai si potrebbe acquistare 500 dollari in Ethereum.

Se è vero che Dai rispetto a Tether beneficia di un sistema decentralizzato tipico delle criptovalute, d’altro canto patisce la volatilità di Ethereum alla quale è ancorata.

Dai viene emessa dalla piattaforma MakerDao.

Basecoin

Veniamo alla terza tipologia di stablecoin: Basecoin, non ancorata ad alcun a valuta, FIAT o cripto che sia.

Il basecoin si basa sul sistema “azioni e obbligazioni”, utilizzando algoritmi che calcolano in modo automatico se incrementare o ridurre il quantitativo di basecoin circolanti. Proprio come fa una Banca centrale ordinaria. Il che serve a mantenere stabile Basecoin.

Il sistema della piattaforma si basa sul fatto che, ogni qualvolta l’emissione di moneta subisca una contrazione, e sono quindi emesse obbligazioni, in modo automatico esso emette altri basecoin al fine di equilibrare la quantità disponibile sul mercato.

Occorre però sapere che chi detiene obbligazioni non è obbligato ad incassare i basecoin emessi. Potrebbe quindi avvenire che il numero di detentori di obbligazioni cresca, a discapito della sua emissione.

Ciò provocherebbe non solo il rischio di una domanda eccessiva di incentivi per far acquistare obbligazioni agli utenti, ma pure la svalutazione in massa dei basecoin stessi. Il che comporterebbe un crollo del valore di tutte le obbligazioni in circolazione.

Insomma, alla luce di quanto detto, possiamo dire che, se da un lato la piattaforma ha sviluppato un ottimo metodo di gestione di domanda e offerta, d’altro canto non ha ancora trovato un equilibrio nel gestire le emissione e lo scambio di valuta.

Stablecoin truffa?

In linea di principio, le stablecoin non sono una truffa. Tuttavia, dipende sempre quale sia il meccanismo alla base di esse.

Occorre leggere bene il white paper che spiegano come funzionano, informarsi bene sul loro funzionamento. Perché purtroppo le occasioni per fregare il prossimo sono sempre dietro l’angolo.

Abbiamo visto che il loro funzionamento è alquanto particolare, quindi è diverso da quello delle criptovalute.

Potreste trovare tante belle chiacchiere, ma di fatto sono poi delle scatole vuote. Veniamo ora ad alcune alternative serie per poter investire seriamente.

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Se le stablecoin non vi hanno convinto, potreste sempre puntare alle criptovalute ordinarie. Per esempio tramite il Broker eToro (clicca qui per saperne di più). Queste le criptovalute presenti sulla piattaforma sulle quali è possibile investire tramite CFD:

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