Sprechi alimentari: in Italia si butta cibo per 12,5 miliardi l’anno

Gli sprechi alimentari costano agli italiani ogni anno 12,5 miliardi, quasi un punto percentuale del nostro Pil. Quasi la metà di quanto viene prodotto in campo agro-alimentare finisce nel cestino dei rifiuti, spesso senza neanche arrivare a tavola: è questa la realtà che Coldiretti mette sul piatto per promuovere l’approvazione alla Camera dei Deputati della nuova legge sugli sprechi di cibo, che si punta a ridurre lo spreco di un milione di tonnellate entro la fine del 2016.
Sul banco degli imputati vanno soprattutto i consumatori, ai quali sono da addebitare il 54% del totale degli sprechi in campo alimentare, ma esistono grandi responsabilità anche da parte della ristorazione (21% degli sprechi) e dei supermercati e della grande distribuzione commerciale (15% degli sprechi). Il restante dieci per cento di sprechi di cibo è imputabile all’agricoltura e all’industria della trasformazione.

Ogni italiano getta 76 kg di prodotti alimentari nella spazzatura

Sprechi alimentari in Italia. Credits: jbloom, flickr
Ogni italiano produce 76 kg di avanzi alimentari l’anno

Come fare a limitare questo sperpero di beni, che potrebbero risolvere direttamente molti problemi di povertà e indigenza di chi fatica a riempire il piatto ogni giorno, e di denaro che indirettamente grava sulle tasche di tutti gli italiani? Per Coldiretti la sfida si combatte soprattutto con una maggiore sensibilizzazione dei consumatori a pianificare meglio le proprie scelte al momento di fare la spesa, e circa un italiano su due sembra già disposto a farlo, anche in un’ottica di risparmio individuale.
Al momento, tuttavia, l’obiettivo del milione di tonnellate di sprechi in meno entro l’anno sembra distante, visto che in media ciascun italiano durante l’anno produce ben 76 chili di avanzi alimentari. Attirati e adescati dalle sirene del 3×2 e dalle offerte speciali in confezioni famiglia dei supermercati, stipiamo spesso frigoriferi e dispense con scorte stagionali di cibo che poi non consumiamo e che finisce per guastarsi o scadere: se non valutiamo bene la deperibilità e la data di scadenza dei prodotti che acquistiamo, è facile che il nostro risparmio finisca nel bidone della spazzatura.
La nuova legge contro gli sprechi alimentari dovrebbe far crescere la consapevolezza del problema sia tra i consumatori, sia tra le aziende del mondo della ristorazione, della grande distribuzione e dell’agricoltura, semplificando e incentivando il meccanismo delle donazioni dell’invenduto e dei prodotti vicini alla scadenza, come già avviene con le soluzioni e le iniziative del Banco Alimentare.

Sprechi alimentari, nel mondo valgono oltre due mila miliardi di euro

Sprechi alimentari nel mondo. Credits: North Devon Council, flickr
In Europa si spreca cibo per 100 milioni di tonnellate l’anno

Il problema degli sprechi alimentari non è solo italiano, se è vero che ogni anno in Europa  circa 100 milioni di tonnellate di cibo finiscono nei bidoni della spazzatura, secondo le stime diffuse dal commissario europeo alla Salute e alla sicurezza alimentare.
La legge italiana, che segue quella del Parlamento francese approvata il 3 febbraio scorso, risulta in linea con i target dell’Unione Europea e con gli obiettivi dell’Agenda 2030, approvata dalla Commissione per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: entro quella data si punta a dimezzare gli sprechi di cibo nel mondo, che valgono una cifra che supera i due miliardi di euro, attraverso un’azione integrata in ogni passaggio della filiera di produzione agro-alimentare fino alla tavola dei consumatori.