Spread nel Forex: cos’è, come si calcola, tipi, perché è importante

Qualche anno fa, causa bombardamento mediatico, gli italiani sono stati costretti a conoscere un termine nuovo: Spread. Erano gli ultimi mesi del Governo Berlusconi e dell’anno 2011, quando ogni giorno i telegiornali riportavano come prima notizia il fatto che questo misterioso Spread stesse salendo alle stelle, dando al tutto una connotazione negativa. Non a caso, l’esecutivo Berlusconi fu costretto alle dimissioni e subentrò il “governo dei professori” guidato da Mario Monti. A Napoli, poi, non si perse tempo nel nominare in occasione del Capodanno un potente petardo Spread, per la consuetudine partenopea di associare un nome legato all’attualità ai fuochi d’artificio.

Oggi a livello popolare di Spread non si parla più, eppure nel Forex è diventato un valore fondamentale. Vediamo dunque cos’è lo Spread, come si calcola, quanti tipi esistono, perché è importante, ecc.

Cos’è lo Spread

Lo spread è in generale la differenza tra domanda e offerta. Nel Forex, misura il compenso che il broker percepisce. In virtù di ciò, in valore assoluto gli spread possono cambiare da broker a broker ma anche in base alla coppia di valute.

Tecnicamente, si definisce come la differenza tra Bid e ask, ossia tra la migliore proposta di acquisto (bid) e la migliore proposta di vendita (ask). Di conseguenza, una coppia di valute molto scambiata, avrà uno spread più ridotto rispetto ad una che ha meno liquidità. Nel mercato del Forex le 2 quotazioni ovvero i prezzi di acquisto e vendita sono stabiliti a priori dal broker attraverso il quale si opera, la quale sarebbe per intenderci la piattaforma online a cui l’investitore si affida per il trading online.

La differenza tra il prezzo bid ed il prezzo ask forma quindi lo spread e si misura in pips, che indicano la variazione minimale fruibile in una coppia di valute. Facciamo un esempio pratico: se lo scambio l’EUR/USD quota 1.3202/08, lo spread sarà calcolato dalla differenza tra 1.3202 e 1.3208: ovvero 6 pips (acronimo di price interest point). E’ in questa piccolissima percentuale che il broker guadagna. Lo spread, in generale, può variare notevolmente ma non supera mai una forbice compresa tra i 2 ai 10 pips.

Tornando al discorso dell’incipit, all’epoca si parlava di Spread pericolosamente alle stelle per indicare la differenza tra i titoli del tesoro italiano (tipicamente i BTP o buoni poliennali) e quelli del debito tedesco ovvero il Bund che viene preso come riferimento all’interno dell’area UE.

Perché lo Spread è importante

Lo Spread sta assumendo un’importanza crescente, in virtù del fatto che il Forex sia diventato un mercato di riferimento in continua espansione, molto frequentato ed utilizzato sopratutto per fare investimenti diversificati e massimizzare i propri guadagni.

Proprio perché gli strumenti per accedervi grazie ad internet hanno allargato la platea di riferimento. Non a caso, attualmente il Forex si presenta al momento come il mercato finanziario più grande del mondo, con oltre 3 trilioni di dollari che “si muovono” quotidianamente.

Ancora, a rendere il Forex molto popolare è la questione dei costi rispetto alla Borsa. Nel Foreign Exchange non esistono infatti commissioni sulle movimentazioni di denaro, mentre gli investimenti hanno dinamiche diverse giacché in Borsa gli investitori aprono un conto trading presso un broker, che si occupa responsabilmente delle movimentazioni contro un corrispettivo per ogni transazione attuata, sia di vendita che di acquisto. Nel Forex, invece, il compenso dell’intemediario è dato dallo spread, ovvero, come detto, dalla differenza tra il prezzo di acquisto e vendita di una coppia forex. Attraverso lo spread il broker aggiunge al prezzo di scambio il compenso per ricoprire i costi di gestione, ottenendo così un ricavo. Il quale andrà a pesare solamente nel momento dell’acquisto del titolo.

Detto ciò, si spiega l’importanza dello Spread nel Forex, in quanto:

  • quantifica il rischio finanziario nell’investire;
  • definisce il rating, rappresentando il rapporto tra la capacità e l’affidabilità di un titolo di debito di una società, un’azienda, il governo di uno Stato (ecco perché il Governo Berlusconi fu costretto alle dimissioni nel 2011);
  • la propensione al risanamento di uno Stato per quanto riguarda il debito pubblico accumulato. Se lo Stato non è capace di risanare i debiti maggiore sarà lo Spread (e qui ritorna sempre il caso politico del 2011).

Per tutti questi motivi, lo Spread diventa importante per gli economisti giacché “misura” lo stato di salute dell’economia e della finanza in un determinato periodo.

Come funziona lo Spread

La dinamica soggiacente allo Spread si muove in base al tipo di conto che viene sottoscritto. Un broker può applicare a propria discrezione uno spread variabile anche in funzione dello strumento finanziario offerto. E’ possibile che due coppie di valute abbiano spread diversi perchè una è più negoziata. Ad esempio, una coppia di valute che viene molto utilizzata probabilmente verrà offerta con uno spread più elevata rispetto a coppie forex usate poco. Motivo? Tanto più è liquida una coppia di valute, tanto più gli spread sono deboli. Si pensi a Euro-Dollaro (cambio indicato nel Forex col valore: EUR/USD): è una delle coppie più scambiate nel Forex. Per una coppia poco utilizzata il broker ha pochi interessi dunque è probabile che offra uno spread più elevato a causa di una minore liquidità.

Sulla variabilità dello Spread pesa poi un altro fattore che è quello relativo al concetto di volatilità. Una coppia forex molto volatile – ossia le variazioni del valore di una coppia nota (es: il cross EURO-DOLLARO) – implicherà l’utilizzo di spread elevati, questo è normale in quanto queste coppie molto scambiate permettono di guadagnare di più nel mercato Forex.

Tipi di Spread: fissi e variabili

Esistono due tipi di Spread cui un broker deve tenere conto: gli spread fissi e gli spread variabili.

  • Spread fissi: rappresentano un costo fisso sulla transazione effettuata, calcolato in una piccolissima percentuale. Gli spread fissi diventano fondamentale per limitare al minimo l’oscillazione dei guadagni e offrire importanti guadagni in caso di notizia economica che interviene a modificare la tendenza di scambio.
  • Spread variabili: possono variare anche nell’arco di una giornata. Essi sono legati ad indicatori e alla loro capacità di influenzare la coppia di valute trattata. Se il mercato è in una condizione volatile o di grande liquidità, gli spread variabili possono in effetti salire o scendere in una forbice di valori piuttosto ampia. Rendendo i guadagni molto incerti. E’ il prezzo da pagare: possono essere nettamente inferiori ai primi e far guadagnare di più, o rispetto ad essi nettamente superiori e generare margini di guadagnano più bassi.

Broker forex con i migliori Spread

In questa tabella vi elenchiamo una serie di broker forex con spread molto convenienti:

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Come ci calcola lo Spread

Veniamo ora all’aspetto più importante, in precedenza solo accennato: come si calcola lo Spread. Abbiamo detto che i broker ottengono un guadagno attraverso lo spread, che viene dato dalla differenza tra il prezzo BID ed il prezzo ASK sulla coppia di valute che viene scambiata. Il vantaggio è che non ci sono commissioni sull’eseguito o di altro tipo, lo spread è giù compreso nel costo della transazione e trasparente per l’investitore. Di solito uno spread è applicato all’apertura di una posizione e comunque durante la prima transazione. Esso varia da broker a broker, ma in genere in una forbice tra i 2 e i 10 pips.

Ogni conto di trading può avere spread diversi. Ad esempio i conti base hanno uno spread diverso da quelli di fascia alta. Pertanto, prima di aprire il vostro conto di trading, è opportuno leggere attentamente termini e condizioni di apertura del conto e valutare le condizioni di trading e non solo dei costi fissi.

Lo Spread viene comunque pagato una volta sola, ossia quando l’investitore prende quella che in gergo borsistico viene definita “la sua posizione”. Quando cioè si verificano quelle condizioni contrattuali che danno vita al guadagno. Se si tratta di sottoscrizioni con spread variabili, questi verranno sottratti nel momento in cui si acquista il lotto, dunque solo in fase di acquisto. Specifichiamo anche che, in valore assoluto, generalmente il valore dello spread indicato fa riferimento ad 1 solo lotto. Il valore verrà dunque moltiplicato per il numero di lotti che si acquistano (questo avviene nel momento in cui si avvia l’operazione col proprio broker).

Perché ciò è importante? Proprio per evitare sorprese: i broker di qualità come quelli che vi abbiamo segnalato sono gratuiti e non richiedono costi. Altri, invece, e sopratutto quelli non autorizzati potrebbero applicare costi nascosti sui prelievi oppure al momento dell’iscrizione alla piattaforma di trading. Ecco quindi che vanno lette attentamente le condizioni generali indicate nel contratto prima della sottoscrizione.

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