Spread: da cosa dipende? L’analisi di Tremonti

Euro

Lo spread fa paura. Un aumento di un punto percentuale vuol dire miliardi in più da pagare in interessi. Proprio sull’onda della paura per lo spread Berlusconi fu costretto alle dimissioni, proprio il proposito di calmierare lo spread ha rappresentato la fonte di legittimazione principale per il governo Monti. Il presidente tecnico si arroga il merito di aver normalizzato lo spread. C’è però qualcosa che non torna.

Lo spread è, nel giro di quest’anno, salito di tanto in tanto anche in pieno “montismo”. Anzi, qualche mese fa si è raggiunto il livello di fine-governo Berlusconi. Un’altra contraddizione è che, in verità, lo spread medio sotto il governo tecnico (350 punti) è sì molto più basso dell’ultima fase berlusconiana (550 punti) ma è anche incredibilmente più alto della media sotto il governo Berlusconi al netto della “terribile fase finale” (113 punti).

Alcuni credono che lo spread non dipendi dalla situazione esterne. Berlusconi ha fatto sempre il Berlusconi sia quando lo spread era 113 sia quando era a 550. Monti, analogamente, ha fatto sempre il Monti sia quando lo spread era a 287 (punto più basso raggiunto sotto il governo tecnico) sia quando lo spread era a 540 (punto più alto).

Tremonti, ministro dell’economia sotto il governo Berlusconi, ha analizzato la situazione durante la puntata del 13 dicembre di Servizio Pubblico. Ha esposto una teoria scomoda e in contraddizione con le interpretazioni che si leggono sui giornali. Lo ha fatto utilizzando termini molto suggestivi.

L’opinione di Tremonti è che lo spread non c’entri nulla con quello che si fa e si decide dentro gli Stati. Il nucleo della questione è il comportamento della Banca Centrale Europea, che fa capo all’italiano Mario Draghi. “Lo spread dopo gennaio del 2012 è sceso di molto perché Draghi ha prestato alle banche – non ai cittadini o alle imprese ma alle banche – un trilione di euro (1000 miliardi di euro ndr) che è una cifra folle. Ciò ha portato in tutta l’Europa un crollo dello spread. Quando l’effetto di questa droga è finito, lo spread è risalito”.

Per capire queste parole è necessario indagare sul motivo di questo prestito così generoso e così conveniente (l’interesse è dell’1% inferiore persino all’inflazione). Semplicemente, la BCE ha dato alle banche nazionali l’opportunità – secondo alcuni addirittura l’ordine – di comprare il debito dei propri paesi. Lo scopo è intuitivo: far recuperare i soldi a Francia e Germania che, a ben vedere, detengono il debito di mezza Europa. Insomma, dietro lo spread e la BCE ci sarebbe la longa manus dei due paesi più potenti dell’Unione Europea. Ci sarebbe un calcolo particolaristico di un paese rispetto all’interesse generali dell’UE.

Tremonti ha avvertito e ha posto in essere un ulteriore problema. “Questo trilione di euro dovrà essere restituito. Chi lo farà? I cittadini ovviamente”.