Spread sempre più giù: chiusura sotto 135 punti

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Giornata epocale sui mercati finanziari, con i titoli di Stato in grande, grandissimo spolvero. Il merito è ancora attribuibile all’effetto derivante dalle recenti dichiarazioni di Mario Draghi, che ha promesso nuova liquidità da parte della Bce, infondendo il giusto ottimismo in ambito finanziario (nonostante il prossimo incontro chiarificatore con la Merkel possa aprire qualche scenario oscuro sull’appoggio che l’Eurotower potrebbe ottenere nelle prossime sessioni da uno dei partner fondamentali).

Ebbene, lo spread – il differenziale di rendimento tra i decennali italiani e gli equivalenti tedeschi – è ora calato a quota 132 punti base, per un livello minimo dalla metà di aprile 2011 ad oggi (cioè, da prima dello scoppio della crisi del debito). Per quanto attiene i rendimenti, oggi i Btp rendono il 2,7% dopo essere scesi fino al 2,69% in un minimo di seduta.

Nessuna sorpresa, in ogni caso, visto e considerata come era iniziata la giornata: le mosse di Mario Draghi hanno infatti indotto un’ondata di acquisti nella zona più periferica dell’eurozona, a tal punto che oggi i titoli di Stato decennali tricolori valgono più o meno come quelli del Regno Unito, mentre la Spagna viene oggi trattata dagli investitori come un emittente sovrano più solvibile degli Stati Uniti. Considerato che a breve il Tesoro italiano sarà chiamato da due giorni di aste piuttosto importanti, i presupposti sembrano essere più che buoni: mercoledì saranno infatti offerti in asta 6,5 miliardi di euro di titoli a un anno, mentre giovedì l’appuntamento è per i Btp a medio e lunga durata (per un massimo di 8,5 miliardi di euro a tre, sette e trenta anni).

Lasciando i confini italiani, l’attenzione è incentrata su quanto accaduto in Giappone, con l’istituto statistico che ha pubblicato un report nel quale certifica come il Prodotto Interno Lordo sia cresciuto dell’1,6% nel corso del primo trimestre grazie all’incrementata spesa delle famiglie (+ 2,3% tra gennaio e marzo, rispetto al periodo compreso tra ottobre e dicembre).

Buone le prestazioni degli indici italiani, con FTSE MIB che chiude in aumento di 0,82 punti percentuali a 22.472,12 punti, mentre il FTSE 100 chiude in rialzo di 0,24 punti percentuali a 6.875 punti.