Spread a 160 e borse in calo pensando alla Fed e al petrolio

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Giornata sostanzialmente negativa per il mercato finanziario italiano, con il FTSE MIB che chiude di 1,03 punti percentuali sotto soglia 22 mila punti. Di contro, dall’altra parte dell’Oceano, lo S&P 500 ha raggiunto la 21ma chiusura record dell’anno, spinta dalle rassicurazioni della Federal Reserve, che ha scelto di proseguire nella politica di emanazione degli stimoli straordinari all’economia, precisando altresì che i tassi di interesse rimarranno bassi ancora per diverso tempo.

Situazione totalmente contrapposta nel vecchio Continente, visto e considerato che il Fondo Monetario International ha richiesto alla Banca Centrale Europea di mettere in campo nuove misure per evitare che l’inflazione rimanga troppo bassa. Considerato che non è più possibile agire sul fronte dei tassi di interesse di riferimento, è probabile che entro la fine dell’anno l’istituto monetario guidato da Mario Draghi possa avviare una politica di acquisto di titoli di Stato piuttosto corposa, i cui contorni sono tuttavia ancora da decifrare.

Tornando in ambito azionario, ricordiamo come il calo della Borsa di Milano sia più pesante di quello sperimentato dalla Borsa di Parigi (- 0,48%) e della Borse di Francoforte (- 0,17%) mentre la Borsa di Londra abbia chiuso addirittura in terreno positivo di 0,25 punti percentuali. Sempre a Piazza Affari l’attenzione sembra essere concentrata soprattutto su Telecom, dopo che Telefonica – pare – ha venduto sul mercato 103 milioni di euro di prestiti convertendo della compagnia italiana (contratto sottoscritto a novembre dello scorso anno).

Tra gli altri titoli più in evidenza ricordiamo la presenza di Mediaset, che ha ottenuto una proroga alla prelazione su Digital +, e Luxottica, sulla quale Bank of America Merrill Lynch ha incrementato visibilmente il target price, cocn un apprezzamento del 6% a 47 euro. Esce invece da Moncler, Carlyle, che ha venduto il 7% del capitale sociale della società, portando il titolo ai minimi storici.

Precedentemente, la Borsa di Tokyo aveva terminato gli scambi sostanzialmente stabile, consolidando quindi i guadagni maturati nella giornata precedente. Sessione dunque piuttosto prudente in attesa di nuovi segnali sullo stato di salute dell’economia locale e internazionale.

In ambito commodities, infine, petrolio Wti in incremento di mezzo punto percentuale rispetto alla chiusura precedente, a 107 dollari al barile. I future di agosto sull’oro calano dello 0,1% a 1.313,40 dollari l’oncia.

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