Split payment: cos’è? Come funziona? Per chi è obbligatorio?

split payment

Con la legge di stabilità del 2015 sono stato introdotti numerosi cambiamenti a livello fiscale, uno fra tutti lo “split payment“, introdotto dall’articolo 17-ter del DPR n. 633/72. 

In cosa consiste più nello specifico lo split payment?

Per Split Payment si intende l’atto che riguarda le pubbliche amministrazioni di dover pagare l’Iva in fattura direttamente all’Erario per acquisti di bene o di servizi erogati. Per erario si intende letteralmente “riserva di monete”, ma viene utilizzato per indicare le “casse dello stato”, anzi citando wikipedia: “l’amministrazione patrimoniale dello stato[…] Esso viene oggi comunemente usato come sinonimo di finanze dello Stato, anche se in origine quest’ultimo termine indicava la cassa ed il tesoro dello Stato romano in età regia e repubblicana”. Quindi sostanzialmente le imprese devono pagare l’Iva invece che al fornitore, permettendo così di dividere il pagamento tra il corrispettivo effettivo e l’imposta, direttamente all’erario.split payment

Quali conseguenza ha portato questo meccanismo dello “spli payment”?

I problemi principali apportati da tale meccanismo sono principalmente riassumibili in due punti fondamentali:

  • L’insorgenza di rilevanti crediti d’imposta;
  • Complicazioni operative e normative.

Il tutto rivolto verso l’obiettivo comune di diminuire e prevenire le frodi da IVA. Inoltre sono state attuate delle misure eccezionali ed esclusive per ulteriori manovre preventive, come l’aliquota del 4% sugli ebook o quella più ordinaria per il pellet. Lo split payment sarà allora il fulcro tra i flussi di pagamenti delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.

Quali sono i soggetti obbligati allo split payment? Quali sono le procedure per cui lo split payment è reso obbligatorio?

Considerato che lo split payment è ormai il nuovo metodo di liquidazione dell’IVA, avviato il primo gennaio 2015 e che si concluderà nel 2017, a meno che non verrà rinnovato, ecco chi riguarda.

Si applica obbligatoriamente a chi fornisce servizi, come previsto dall’articolo 17 ter del d.p.r. 633/1972, a:

  • lo Stato;
  • gli organi dello Stato ancorchè dotati di personalità giuridica;
  • gli enti pubblici territoriali;
  • i consorzi costituiti tra enti pubblici ai sensi dell’art. 31, D.Lgs. n. 267/2000;
  • le CCIAA;
  • gli istituti universitari;
  • le aziende sanitarie locali;
  • gli enti ospedalieri;
  • gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
  • gli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza.

Qualora ci fosse un ritardo o un mancato pagamento dell’IVA da parte della PA, allora la stessa incorrerà in una sanzione, dove dovrà pagare il 30% come imposta, della somma versata.

Come preparare una fattura per lo split payment?

Innanzitutto si tratta di una fattura elettronica. Per emetterla bisognerà crearla attraverso l’apposito canale web disposto dal Ministero dell’Economia e Finanze. Se volete approfondire il discorso potete leggere la nostra guida su “Fattura PA“. Dopo aver preparato la fattura dovrete farla firmare. Come fare a livello virtuale-elettronico? Il fornitore potrà farlo semplicemente apponendo questa firma elettronica tramite la smart card rilasciatagli dalla camera di commercio. Sarà poi il fornitore stesso a provvedere all’invio della fattura tramite portale o tramite mail, ricordando però che non dovrà pesare più di 30mb, all’sdl, sistema di interscambio, che verificherà la correttezza del documento ricevuto e manderà una conferma di avvenuta e corretta ricezione al mittente. Un pò come una vecchia e classica raccomandata A/R.

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