SpaceX verso la quotazione: l’IPO da 2.000 miliardi che può cambiare Wall Street
SpaceX pronta a sbarcare in Borsa. IPO e Valutazione da 2000 miliardi di dollari.
Manca meno di un mese e il conto alla rovescia accelera. SpaceX ha depositato il prospetto, il classico form S-1 alla SEC proprio il 20 maggio 2026. L’obiettivo è sbarcare sul Nasdaq con il ticker SPCX, probabilmente il prossimo 12 giugno.
La valutazione di cui si parla oscilla tra 1.750 e 2.000 miliardi di dollari, una cifra che supererebbe di oltre il 150% il record di Saudi Aramco, che nel 2019 raccolse 29 miliardi. A guidare il consorzio c’è Goldman Sachs come lead left; Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e JPMorgan Chase completano il gruppo.
L’offerta punta a raccogliere fino a 75 miliardi di dollari e, se andrà in porto, spingerà Elon Musk oltre la soglia del trilione di dollari di patrimonio personale.
Dentro il prospetto ci sono però perdite pesanti nella divisione AI, un assetto societario che concentra ogni decisione nelle mani del fondatore e una serie di grane legali aperte. Il roadshow parte il 4 giugno: numeri, tecnologia e piani operativi saranno presentati agli investitori istituzionali.
Un dettaglio che ha fatto discutere: il 30% delle azioni sarà accessibile ai piccoli investitori tramite Robinhood, Fidelity e Charles Schwab. Più accesso, ma anche più rischio per chi ha meno esperienza.
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I numeri del prospetto: ricavi in crescita, ma le perdite di xAI pesano
Il deposito alla SEC racconta di un’azienda spaccata in due. Da un lato c’è Starlink, il servizio internet via satellite che nel 2025 ha generato circa i due terzi del fatturato trimestrale. Gli abbonati hanno raggiunto quota 8,9 milioni, più del doppio rispetto ai 4,4 milioni di fine 2024. Nel complesso SpaceX ha fatturato 18,7 miliardi nel 2025; il reddito operativo di Starlink da solo ha toccato 4,42 miliardi, quasi il doppio dell’anno prima.
Dall’altra parte del bilancio c’è xAI. La divisione di intelligenza artificiale ha bruciato 6,36 miliardi di dollari nel 2025, quattro volte i 1,56 miliardi del 2024. Oltre metà dei 20,74 miliardi investiti in conto capitale è finita nei server e nell’infrastruttura AI.
Il primo trimestre 2026 conferma la tendenza: ricavi per 4,69 miliardi e una perdita netta di 4,28 miliardi. Un confronto rende l’idea: nell’intero 2024 SpaceX aveva chiuso in utile per 791 milioni.
Ecco un prospetto con i ricavi di SpaceX:

Ricavi, profitti operativi di Starlink e perdite di xAI a confronto: i numeri chiave del prospetto S-1 di SpaceX.
Dual-class e Mars bonus: Musk mantiene il controllo totale
La struttura azionaria chiarisce subito chi comanda. Le azioni di Classe A danno un voto ciascuna; quelle di Classe B ne danno dieci. Musk possiede il 12,3% delle prime e il 93,6% delle seconde, il che gli garantisce l’85,1% del potere decisionale. Dopo la quotazione, nessuna scelta strategica passerà senza il suo via libera.
C’è poi una clausola che ha attirato l’attenzione di molti analisti: il “Mars bonus”. SpaceX potrà emettere fino a un miliardo di nuove azioni in favore di Musk quando un milione di persone vivranno su Marte.
Sa di fantascienza, d’accordo, ma dice molto sulla governance dell’azienda: è costruita interamente attorno alla visione del fondatore. Nessuna grande società quotata ha qualcosa di simile.
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Il nodo dell’infrastruttura AI e i rischi ambientali
Il capitolo più spinoso del prospetto riguarda i data center. SpaceX prevede di spendere 2,8 miliardi di dollari in tre anni per turbine a gas, di cui 2 miliardi solo per unità mobili destinate all’infrastruttura AI. Secondo uno studio citato nel filing, un singolo data center può alzare la temperatura circostante di 0,7-0,9 °C in media, con picchi di 2,2 °C: l’equivalente termico di oltre 40.000 abitazioni concentrate in un’area ristretta.
Le grane legali sono già arrivate. La NAACP ha fatto causa per una trentina di turbine piazzate senza permesso vicino a un data center a Memphis; l’EPA ha accertato violazioni delle normative federali. Il prospetto avverte che “ingiunzioni o revoche dei permessi potrebbero avere un impatto negativo sul business AI”.
Un contratto con Anthropic da 1,25 miliardi al mese, circa 15 miliardi l’anno fino a maggio 2029, garantisce però un flusso di ricavi stabile, anche se la pressione sull’infrastruttura cresce di pari passo.
L’ingresso nell’S&P 500: una questione da 24.000 miliardi
Con una capitalizzazione vicina ai 2.000 miliardi, SpaceX entrerebbe di diritto nella top ten dell’S&P 500.
Il regolamento attuale impone un’attesa minima di 12 mesi dall’IPO, ma S&P Dow Jones Indices sta valutando una corsia preferenziale per le mega-quotazioni.
L’indice muove circa 24.000 miliardi di dollari di asset: l’inclusione di SpaceX obbligherebbe ogni fondo passivo a comprare il titolo, con un flusso di domanda automatico e potenzialmente molto grande.
Tra record e incognite: cosa monitorare prima del 12 giugno
Per dimensioni e complessità, l’IPO di SpaceX non ha precedenti recenti. The Motley Fool avverte: se Starlink rallentasse la crescita degli abbonati o le perdite di xAI continuassero a salire, la valutazione da 2.000 miliardi potrebbe sgonfiarsi dell’84%.
I critici ricordano che il grosso dei ricavi viene da un solo prodotto e che il segmento lanci spaziali ha perso 662 milioni nel primo trimestre, nonostante 15 miliardi già investiti in Starship.
Se stai pensando di investire, segui il roadshow del 4 giugno. Le proiezioni sui margini di Starlink, il piano per ridurre le perdite di xAI e le tempistiche di Starship diranno se il prezzo dell’IPO regge o se è gonfiato.
Un dato di contesto: la più grande quotazione della storia arriva dopo otto settimane consecutive di rialzo sull’S&P 500. Il mercato ha già corso parecchio, quindi massima attenzione.
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