SpaceX verso la quotazione più grande della storia: attesa IPO da 2.000 miliardi

SpaceX verso la quotazione più grande della storia. Volano tutti i i titoli spaziali? Rischio bolla sui titoli ?

L’IPO di SpaceX è l’argomento del momento a dWall Street. AST SpaceMobile (ASTS) ha chiuso a +8% raggiungendo i 129 dollari, Rocket Lab (RKLB) ha aggiunto un 4% e Virgin Galactic (SPCE) ha terminato a +4%, a 3,66 dollari.

Acquisti diffusi in un settore che macina rialzi da settimane. Il motivo è noto: SpaceX ha presentato il prospetto S-1 alla SEC il 20 maggio e punta a debuttare al Nasdaq il 12 giugno, ticker SPCX.

La valutazione indicata oscilla tra 1.750 e 2.000 miliardi di dollari, con un obiettivo di raccolta compreso fra 40 e 80 miliardi. Saudi Aramco, che detiene il primato attuale tra le IPO, debuttò nel 2019 con una capitalizzazione di circa 1.700 miliardi.

Il meccanismo è semplice: gli investitori comprano i titoli spaziali quotati come sostituto per esporsi a SpaceX prima che il titolo esista. Lo stesso schema si era visto nel 2020-2021, quando Tesla trainò al rialzo l’intero settore dei veicoli elettrici.

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I numeri dell’S-1: un colosso da 18 miliardi di ricavi

Il deposito S-1 mostra per la prima volta i numeri di SpaceX. Ricavi 2025: 18,7 miliardi di dollari. Di questi, 11,4 miliardi (61%) provengono da Starlink, il servizio internet satellitare che ha superato la soglia dei milioni di abbonati in oltre 100 Paesi.

I margini operativi di Starlink crescono trimestre dopo trimestre. Il rovescio: una perdita netta di 4,28 miliardi nel primo trimestre 2026 e un deficit accumulato di 41,3 miliardi.

Starship, i lanci commerciali e l’ampliamento della costellazione Starlink assorbono risorse enormi. La governance concentra i poteri in Musk: CEO, CTO e Chairman, con la facoltà di nominare e rimuovere i direttori di Classe B.

Un elemento che ha generato dibattito: il 30% delle azioni sarà destinato ai piccoli investitori, distribuito da Robinhood, Fidelity e Charles Schwab. Per un’IPO di queste dimensioni, riservare una quota così ampia al retail non ha precedenti recenti.

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Chi vince e chi rischia tra i titoli spaziali

Rocket Lab guida la classifica con un +112% da inizio anno. I ricavi del primo trimestre hanno toccato 200,35 milioni di dollari, il 64% in più rispetto a un anno fa, con un backlog di 2,2 miliardi.

Il razzo Neutron debutterà nel quarto trimestre 2026, e la commessa per il programma Golden Dome di Raytheon conferma che il Pentagono prende l’azienda sul serio. AST SpaceMobile capitalizza 41 miliardi e segna un +78% da inizio anno.

Sessanta partnership con operatori mobili coprono oltre 3 miliardi di abbonati; l’obiettivo è avere 45 satelliti BlueBird in orbita entro dicembre.

I ricavi Q1 (14,73 milioni) sono stati inferiori alle attese, e il target price medio degli analisti (83,47 dollari) si colloca ben sotto la quotazione attuale di 129. Virgin Galactic resta il nome più rischioso: capitalizzazione di 386 milioni, ricavi Q1 di 227.000 dollari, ma il test di volo del nuovo SpaceShip nel Q3 2026 potrebbe cambiare le carte in tavola. Intuitive Machines (LUNR) chiude la lista con un +95% da inizio anno e un balzo del 15,72% il 27 maggio, sostenuta dai contratti NASA per le operazioni lunari permanenti.

SpaceX: attesa IPO 2000 miliardi di dollari

Performance da inizio anno dei principali titoli spaziali quotati a Wall Street, trainati dall’attesa per l’IPO di SpaceX.

I segnali di allarme da tenere d’occhio

Barron’s ha paragonato questo boom alla bolla EV del 2020-2021, segnalando diversi indicatori di surriscaldamento. Nell’ultimo mese, RKLB è salita dell’80%, ASTS del 67%, SPCE del 44%.

Gli insider di AST SpaceMobile stanno vendendo. L’attività sui forum Reddit dedicati allo spazio è in calo, un segnale che l’entusiasmo retail potrebbe aver raggiunto il picco.

Il rischio maggiore si concretizzerà dopo il debutto di SpaceX: gli investitori passeranno dal comprare “tutto ciò che vola” al confronto diretto tra le aziende.

A quel punto conteranno i bilanci, non le storie. I rally pre-IPO, storicamente, producono inversioni nei titoli che hanno beneficiato dell’effetto alone. Su Polymarket, il 94% degli scommettitori punta su una chiusura positiva per RKLB nella seduta odierna. Percentuali di questo tipo, in passato, hanno preceduto correzioni. Chi valuta un ingresso nel settore fa bene a separare le aziende con ricavi reali e ordini concreti da quelle che vivono di aspettative.

L’IPO SpaceX e il nuovo parametro della space economy

Con una raccolta potenziale di 75 miliardi e una valutazione che supererebbe qualsiasi azienda al Nasdaq tranne Apple, Microsoft e Nvidia, l’IPO di SpaceX stabilisce un riferimento per l’intero settore.

Gli investitori hanno aumentato le posizioni sullo spazio lungo tutto il 2026, attratti dall’espansione di Starlink, dai contratti di difesa spaziale, dal turismo orbitale e dalle missioni lunari NASA.

Gli ETF tematici hanno registrato afflussi record nei primi cinque mesi dell’anno. Il calendario gioca a favore di SpaceX: il debutto è previsto in un momento in cui Dow, S&P 500 e Nasdaq hanno appena toccato massimi simultanei per la prima volta nel 2026. Il VIX a 16,29 (-4,23%) indica disponibilità al rischio elevata.

La questione aperta è la capacità del mercato di assorbire un’offerta così ampia senza sottrarre liquidità ad altri settori. Per chi investe dall’Italia, le azioni SPCX saranno accessibili tramite i broker collegati al Nasdaq, ma le valutazioni richiedono consapevolezza del rischio e un orizzonte temporale definito.

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Giuseppe Greco

Esperto di mercati finanziari e trading online Laureato in Economia, mi occupo di mercati dal 2014 e scrivo guide per il sito Webeconomia.it