L’indice azionario S&P 500 ha raggiunto nuovi massimi storici, e sembra voler proseguire in questa direzione in questi giorni. Una performance positiva che può essere attribuita a una serie di fattori.
Nonostante i timori per l’impatto delle politiche commerciali dell’amministrazione Trump, i fondamentali economici negli Stati Uniti rimangono solidi.
La crescita del PIL si attesta, infatti, intorno al 2-3% annuo, e abbiamo un tasso di disoccupazione ai minimi storici.
Anche la fiducia dei consumatori rimane elevata, sostenendo i consumi che rappresentano circa il 70% dell’economia statunitense.
Non sorprende quindi vedere un andamento positivo per uno degli indici di Borsa più importanti.
In questo momento, nonostante i conflitti, sembra esserci un clima di ottimismo tra gli investitori. Lo testimoniano i future sugli indici azionari americani, tra cui quelli legati all’ S&P 500 index, che sono rimasti stabili.
Un segnale che Wall Street mantiene un atteggiamento prudente ma positivo, almeno per il breve periodo.
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Sommario
S&P 500 spinge Wall Street ai massimi
Nel corso dell’ultima settimana, l’indice S&P 500 ha aggiornato i suoi massimi storici per tre sedute consecutive, confermando un momentum rialzista alimentato sopratutto dal comparto tecnologico e dalle aspettative sui tassi d’interesse.
Come vediamo dal grafico su time frame settimanale:
è stata superata una zona molto importante di resistenza, e l’indice è volato letteralmente nell’ultima settimana. Anche su grafico giornaliero siamo in un trend rialzista.
Il settore tecnologico rappresenta oltre il 20% dell’indice S&P 500 ed è stato l’artefice principale di questa crescita. Aziende come Apple, Microsoft, Amazon e Alphabet (Google) continuano a performare molto bene.
Le big tech statunitensi si fanno dunque sentire e stanno beneficiando della transizione digitale in atto a livello globale, con una crescita a doppia cifra dei profitti.
A contribuire a questo clima c’è stato poi l’accordo USA-Cina sull’hi-tech che ha ridotto parte delle incertezze normative per questo settore strategico.
Anche gli ETF global hanno in pancia molte delle aziende tech USA, quindi normale assistere ad un rialzo anche per il mercato azionario.
Anche il Nasdaq si è mosso in linea con l’S&P 500 index, mentre il Dow Jones ha mostrato una crescita più moderata, a testimonianza della rotazione settoriale in atto.
Gli investitori sembrano puntare su titoli growth in previsione di una politica monetaria meno restrittiva nel secondo semestre 2025.
Qui vedete l’andamento dei principali indici USA:
Dati positivi dal mercato del lavoro
Il rapporto sull’occupazione di giugno negli Stati Uniti ha evidenziato una crescita di 147.000 nuovi posti di lavoro, superando le attese degli analisti ferme a 106.000 unità.
Anche il tasso di disoccupazione è sceso inaspettatamente al 4,1% rispetto al 4,2% di maggio, nonostante le previsioni di un rialzo al 4,3%.
Questi dati positivi hanno contribuito a rafforzare la fiducia degli investitori sulla solidità dell’economia statunitense.
Settore privato ancora debole
Nonostante il balzo complessivo dell’occupazione, il rapporto mostra una debolezza persistente del settore privato.
La crescita di 147.000 posti è dovuta soprattutto all’aumento dell’occupazione nel settore pubblico, sanità e istruzione. Escludendo questi comparti la crescita del settore privato è stata molto contenuta.
Inoltre alcuni indicatori come la durata media della disoccupazione e il tasso di partecipazione al lavoro segnalano un indebolimento strutturale del mercato occupazionale.
Probabile sia una debolezza dovuta alle incertezze causate dalla politica di Trump in materia di dazi commerciali.
Revisione al ribasso delle attese sui tassi Fed
I positivi dati sull’occupazione hanno ridotto anche le probabilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel breve termine.
Se prima del rapporto gli investitori scontavano una probabilità del 24% di un taglio dei tassi nella riunione di Luglio, successivamente questa possibilità è crollata a meno del 5%.
Ecco la situazione attuale per il prossimo FOMC di Luglio:
Anche per settembre le attese di un taglio Fed sono scese dal 94% all’80%. Questo ha contribuito alla risalita dei rendimenti obbligazionari, con il decennale salito al 4,34% dal 4,3% della vigilia.
E intanto Trump chiede le dimissioni di Powell.
Accordi commerciali raggiunti con alcuni partner
L’amministrazione Trump ha raggiunto inoltre accordi commerciali con Regno Unito, Cina e Vietnam.
Qui vedete un post proprio del presidente USA che annuncia su Truth l’accordo:
Questi accordi hanno ridotto parte delle incertezze sul fronte del commercio internazionale, anche se rimangono ancora diverse questioni aperte con Unione Europea, Messico e Canada.
Gli investitori stanno quindi scommettendo su un rialzo dei mercati con grande ottimismo per i prossimi mesi.
Natualmente tutte le situazioni possono cambiare da un momento all’altro, quindi conviene rimanere cauti.
Prospettive per il secondo semestre: previsioni S&P 500
Perchè è così importante questo indice? E’ in pratica il benchmark a livello globale ed ha una capitalizzazione complessiva che rappresenta circa l’80% del valore dell’intero mercato azionario USA.
L’S&P 500 index è utilizzato non solo come benchmark per fondi passivi ed ETF, ma anche come guida per valutazioni macro economiche.
Quali sono le previsioni per il secondo semestre? Alcuni analisti mettono in guardia dal rischio di valutazioni eccessive, soprattutto nei comparti più esposti alla crescita. Finché i dati macroeconomici continueranno a sostenere la crescita, la propensione al rischio potrebbe rimanere elevata.
Anche le crypto e sopratutto Bitcoin è vicino ai nuovi massimi storici, segnale come ci sia la propensione anche verso gli asset considerati più “rischiosi.”
In più ci sarà a Luglio un probabile taglio dei tassi da parte della FED, uno scenario ancora più favorevole all’indice s&p 500.
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