S&P 500 previsioni: indici USA in attesa degli earnings di Ottobre 2025

Gli indici americani stanno dimostrando una buona tenuta in questa fase di mercato in cui c’è grande attesa per la pubblicazione degli utili aziendali di alcune aziende.

In particolare i futures sull’indice S&P 500 hanno registrato un piccolo incremento durante le contrattazioni pre market, confermando il sentiment positivo attuale.

Ieri l’S&P500 ha chiuso con un +1,07% grazie al buon andamento delle migliori 7 aziende USA che hanno portato su tutti gli indici.

Secondo i dati di FactSet Research Systems, il tasso di crescita degli utili per il Q3 2025 è pari all’8,5%, mentre la crescita dei ricavi è stimata attorno al 6,6%

C’è grande aspettativa per la pubblicazione degli utili di alcune aziende. Da un lato cresce l’ottimismo grazie alla pubblicazione di utili societari migliori del previsto, ma dall’altro ci sono ancora incertezze dovute al contesto macro.

Al momento della scrittura l’indice S&P 500 quota attorno ai 6.735 punti con i mercati che cercano ogni dato possibile nei report trimestrali delle aziende, alla ricerca di conferme sulla sostenibilità di questo rally che ha caratterizzato tutto il 2025.

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Uno sguardo agli utili societari delle aziende quotate sull’S&P 500

Un elemento molto importante per capire la direzione degli indici americani consiste (da sempre) nell’analizzare la crescita degli utili e dei ricavi delle società che compongono l’indice S&P 500.

Come detto in precedenza, i dati per il Q3 2025 sono in previsione molto positivi.

Come osserviamo in questo grafico di FactSect:

S&P 500: top contributors Q3

le cinque aziende principali che contribuiscono agli utili su base annua per il terzo trimestre Q3 sono sono NVIDIA, Boeing, Eli Lilly, Intel e Micron Technology.

Da notare che c’è solo una delle magnifiche sette fra queste aziende che è appunto Nvidia.

Anche la crescita dei ricavi è stimata al 6,6% per lo stesso periodo, e si tratterebbe del secondo miglior dato di crescita dal Q3 2022.

Se dividiamo per settori notiamo che il maggior contributo viene dall’Information Technology con una crescita di ricavi sttimata del 14,2%. Questo è chiaro sopratutto se pensiamo all’entusiasmo generato dall’AI.

Ma quanto può durare questa crescita?

Al contrario, il settore Energy registra un utile in contrazione (-5,3%) a causa del calo dei prezzi del petrolio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Questi dati suggeriscono che la crescita degli utili non è omogenea: alcuni settori trainano, altri arrancano.

Inoltre, un segmento molto ristretto delle società, le grandi “mega-cap”, stanno contribuendo in misura significativa alla crescita totale dell’indice, un tema che deve far riflettere.

Il dominio delle società tecnologiche, ma alcuni big investors vendono….

Le grandi società tecnologiche dominano gran parte dell’indice S&P 500. Come vediamo dal grafico:

Componenti S&P500

in cui sono rappresentati le maggiori aziende componenti dell’S&P500 c’è una grande concentrazione nelle aziende tecnologiche. Le “Magnificent Seven” che sono aziende come NVIDIA, Apple, Microsoft e le altre big tech rappresentano più del 30% dell’intero indice.

Queste società rappresentano una parte rilevante e crescente della market cap e di fatto del contributo agli utili dell’indice. Le dieci società più grandi rappresentano quasi il 40% del peso totale dell’indice.

Se investi su questo indice devi considerare anche i rischi, di fatto stai investendo per il 40% su queste aziende tecnologiche.

Le stime indicano che queste aziende potrebbero registrare una crescita degli utili pari al 14,9% anno su anno, rispetto a circa il 6,7% stimato per le altre società del S&P 500. Uno “squilibrio” che aumenta il rischio di una performance dell’indice che dipende fortemente da pochi titoli.

Nonostante la loro performance eccellente, gli analisti mettono in guardia: le valutazioni elevate e la concentrazione dell’indice nelle mega-cap tecnologiche potrebbero rappresentare una vulnerabilità.

Un crollo di una di queste aziende potrebbe generare un impatto un impatto negativo sull’intero mercato azionario statunitense. E mentre tutti parlano di AI e stimano una crescita costante degli utili di NVIDIA e società simili c’è chi non la pensa allo stesso modo.

Ad esempio grossi investitori come Warren Buffet, stanno vendendo pesantemente molte quote di queste aziende, come osserviamo ad esempio dai movimenti fatti dai fondi gestiti.

Come vediamo dai movimenti di Berkshire Hathaway:

Warren Buffet: i dati di Berkshire portafoglio

la società di Buffet ha venduto circa 20 milioni di quote di Apple che non è in crisi né ha pubblicato report negativi. E non è la prima vendita.

Una tendenza quindi a ridurre le posizioni del portafoglio troppo sbilanciate ed aumentare la liquidià e a ridurre il rischio.

Attesa per le decisioni di politica monetaria

Sul fronte macro, va considerato che la pubblicazione del rapporto sull’inflazione americana (CPI) è stata ritardata a causa del blocco del governo federale e sarà un elemento cruciale per la valutazione degli indici americani, incluso l’indice S&P 500.

Il taglio dei tassi da parte della FED per fine Ottobre è già in parte scontato dal mercato e quindi genera ancora maggiore incertezza.

Tassi FED: probabilità taglio Ottobre 2025

In questo contesto gli analisti prevedono una crescita degli utili più elevata per le società più capitalizzate a partire dal secondo trimestre del 2026.

Per il quarto trimestre del 2025 e il terzo trimestre del 2026, gli analisti prevedono tassi di crescita degli utili per queste sette società rispettivamente del 14,9%, 14,9%, 17,5% e 19,7%.

S&P500: previsioni per Q4 e 2026

Da osservare anche come andrà il dollaro. Un euro debole rispetto al dollaro o un rialzo dei rendimenti obbligazionari potrebbero ridurre l’appeal relativo delle azioni USA.

Da questo punto di vista, gli indici americani come l’S&P 500 potrebbe risentire in negativo di un dollaro debole.

In più c’è la questione del debito pubblico americano che ha raggiunto livelli elevatissimi. In caso di rallentamento economico c’è da chiedersi se assisteremo ancora ad una politica fiscale espansiva.

L’indice S&P 500 può crescere ancora?

L’S&P 500 ha dimostrato grande resilienza nel 2025, con un incremento superiore al 14% dall’inizio dell’anno. A spingere le performance sicuramente i risultati sugli utili migliori del previsto e l’ottimismo portato dall’intelligenza artificiale.

Grafico S&P 500 - 21 Ottobre 2025

Tuttavia, la storia finanziaria insegna che periodi prolungati di rendimenti eccezionali sono tipicamente seguiti da fasi di correzione altrettanto violente.

C’è ancora spazio di crescita, ma raramente abbiamo assistito a simili performance per più di tre anni consecutivi.

Come investitori conviene sempre adottare una approccio più conservativo e prudente con aspettative di rendimento su orizzonti temporali “realistici”. Per realistici intendiamo valutazioni compatibili con le prospettive macroeconomiche attuali.

Prendendo spunto anche da quello che stanno facendo i grandi investitori, è fondamentale ridurre il rischio complessivo. Per investire sull’indice, gli ETF sull’S&P 500 possono essere considerati come un ottimo strumento per esporsi all’economica americana sul lungo termine, minimizzando i rischi specifici di singoli titoli.

Nel contesto attuale, rimanere esposti sull’indice S&P 500 può avere senso, ma va fatto con consapevolezza e preparandosi anche a scenari alternativi.

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Domenico Sacchi
Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute.