S&P 500 in rialzo pre-market: occhi sui futures e sui NFP di Aprile
Nonostante i nuovi scontri armati tra USA e Iran nello Stretto di Hormuz arrivati nelle prime ore del mattino, Wall Street si presenta all’apertura di venerdì 8 maggio 2026 con i futures in positivo.
L’S&P 500 futures avanza dello 0,38% a quota 7.391, il Nasdaq 100 guadagna lo 0,61%, il Dow Jones lo 0,14% e il Russell 2000 lo 0,18%.
Una resilienza che sorprende, ma che ha una logica: i mercati americani hanno dimostrato negli ultimi giorni di saper assorbire brutte notizie senza capitolare, sostenuti da una stagione degli utili più forte delle attese e da un’economia che, per ora, regge.
| Nome | Prezzo | Var % |
|---|---|---|
| S&P 500 ^GSPC | $7.511,35 | ▼ -0,57% |
| Nasdaq Composite ^IXIC | $26.376,34 | ▼ -1,15% |
| Dow Jones ^DJI | $51.999,67 | ▲ +0,64% |
Il vero appuntamento della giornata è un altro. Alle 8:30 ora di New York (le 14:30 in Italia), il Bureau of Labor Statistics pubblica il report sull’occupazione di aprile 2026.
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Le stime del consensus oscillano tra 55.000 e 73.000 nuovi posti di lavoro non agricoli, molto meno dei 178.000 di marzo. Un rallentamento che gli economisti si aspettano da mesi. Il tasso di disoccupazione è previsto stabile al 4,3%.
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I futures questa mattina: i numeri in tempo reale
Alle prime ore di oggi, il quadro dei futures americani è positivo, anche se non euforico.
L’S&P 500 futures a 7.391 (+0,38%) si mantiene vicino al record sopra i 7.300 toccato mercoledì scorso, quando le speranze di un accordo Iran avevano fatto volare i mercati.
Il Nasdaq 100 è il più tonico (+0,61%), trainato dal rimbalzo di alcuni titoli tech dopo le vendite della vigilia. Il Dow Jones futures (+0,14% a 49.770) è il più cauto, complice il peso dei titoli energetici e industriali più sensibili al petrolio.
L’oro rimane a 4.719,90 dollari l’oncia (+0,19%), vicino ai massimi storici toccati sopra i 4.700 nei giorni scorsi.
A spingerlo ci sono gli acquisti delle banche centrali asiatiche, un dollaro relativamente debole su attese di tassi invariati a lungo, e una domanda di ‘safe haven’ che non si esaurisce mai del tutto quando c’è una guerra in corso. Il VIX è a 17,18: tensione, ma non panico.
Il petrolio rimane nervoso: WTI a 95,40 dollari (+0,59%), Brent sopra i 100.
I Treasury a 10 anni si mantengono intorno al 4,38%, abbastanza alti da mettere pressione ai titoli growth, ma non ancora al livello del 5% che negli scorsi mesi aveva innescato vendite massicce sull’azionario.
Il Jobs report di Aprile (NFP): cosa aspettarsi e come potrebbero reagire i mercati
Il report NFP di Aprile è il dato della giornata. Il consensus mediano degli analisti punta a circa 55.000 nuovi posti (con alcune banche fino a 73.000), molto lontano dai 178.000 di marzo. Un rallentamento atteso, quasi prezzato.
Un elemento di speranza arriva dall’ADP di mercoledì 6 maggio: +109.000 posti nel settore privato, quasi il doppio delle 61.000 unità di marzo.
Storicamente, ADP e report governativo non sempre si allineano, ma una sovra-performance così marcata alimenta le speranze di un NFP migliore del consensus.
Se uscisse sopra le 100.000 unità, i mercati probabilmente salirebbero: segnale di economia solida, rendimenti obbligazionari in rialzo nel classico schema del ‘buone notizie sono buone notizie’.
All’estremo opposto, un dato sotto 30.000 posti accenderebbe i timori di recessione.
Le obbligazioni salirebbero, le azioni potrebbero vivere una seduta agitata: il mercato si dividerebbe tra chi spera in tagli della Fed e chi teme che un’economia debole sia semplicemente un’economia debole.
È il filo sottile su cui cammina Wall Street da mesi.
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La Fed: tassi fermi, divisioni interne e scenario per il 2026
La Federal Reserve ha lasciato i tassi fermi al 3,50-3,75% nella riunione del 29 aprile 2026. T
utto normale, se non fosse per quello che è successo dentro la stanza: quattro pareri contrari.
Non succedeva dal 1992. Il governatore Stephen Miran ha votato per un taglio immediato. I presidenti di Cleveland, Minneapolis e Dallas si sono opposti a qualsiasi ‘bias accomodante’ nella comunicazione. Una Fed spaccata, in un momento in cui il mercato ha bisogno di chiarezza.
I future sui Fed funds prezzano oggi zero tagli per il resto del 2026. ‘Tassi alti per molto tempo’ comprime i multipli dei titoli growth a lungo termine e favorisce le azioni value con dividendi distribuibili a breve, i settori bancari e assicurativi e le obbligazioni a breve come parcheggio difensivo.
Un dato NFP forte oggi riduce ulteriormente le speranze di tagli. Un dato debole potrebbe riaprire il dibattito, ma al prezzo di sollevare i timori di recessione.
Il quadro della settimana: utili aziendali, Iran e tariffe
Il jobs report chiude una settimana che di ordinario non ha avuto quasi nulla. La stagione degli utili del Q1 2026 ha sorpreso al rialzo: la crescita media degli EPS dell’S&P 500 è al 15,1% anno su anno, sopra il 13,1% atteso a fine marzo.
AMD, Intel e Corning hanno battuto le stime. Cloudflare ha battuto sui ricavi e annunciato 1.100 licenziamenti. CoreWeave ha deluso sulla guidance Q2.
Sul fronte geopolitico, la settimana è stata incerta. Mercoledì le speranze di accordo Iran avevano fatto volare il Dow di 610 punti verso i 50.000.
Ieri Trump ha raffreddato tutto. Stamattina, nuovi scontri. Sul fronte commerciale, il tribunale ha annullato i dazi del 10%, Trump ha firmato un accordo UK e minacciato l’UE con nuove tariffe. Un mosaico contraddittorio.
Eppure i mercati tengono. Probabilmente perché gli investitori hanno imparato a distinguere la rumorosità politica dalla solidità dei fondamentali. Almeno per ora.