Società di comodo: cosa sono e la normativa vigente

Il nostro ordinamento negli ultimi anni ha cercato di regolamentarle in modo più severo

società di comodo
Un'immagine emblematica sulle società di comodo

Società di comodo. Il nome già dice tutto. Infatti, solitamente questo tipo di società viene costituita soprattutto con lo scopo di evadere o eludere le tasse o di commettere qualsivoglia attività di tipo illegale. In genere, le società di comodo non svolgono attività di tipo imprenditoriale e pertanto non sono operative. Alla luce di questa descrizione, è facile intuire che il nostro ordinamento giudiziario vieti la nascita di questo tipo di società e le combatta. Sebbene solo negli ultimi anni sono state approvate leggi più severe in merito.

società di comodo
Un’immagine emblematica sulle società di comodo

Società di comodo, perché vengono fondate

D’altronde, queste società nascono con lo scopo di sottrarre ai creditori o al fisco tutti o parte dei propri beni, che vengono così invece destinati in queste società fittizie. In questo modo, si mette in salvo il proprio patrimonio, non solo da creditori o dalla pressione fiscale come detto, ma anche da qualsiasi rischio. Essendo soldi congelati e non investiti in alcun modo. Una sorta di salvadanaio illegale insomma.

Le società di comodo in genere sono società immobiliari, poiché sorgono con lo scopo di porre al sicuro i propri immobili, dichiarando poi nel contratto societario, ma solo per mascherarsi, di esercitare una attività di compravendita immobiliare. Dopo aver fondato la società, i soci non svolgeranno alcuna attività imprenditoriale, bensì la useranno per limitarsi ad amministrare il proprio patrimonio immobiliare, distribuendo altresì come fossero utili, le rendite scaturite dagli immobili. Si pensi ai molteplici vantaggi: i soci custodiscono senza rischi il proprio patrimonio personale, avvalendosi altresì di un regime fiscale spesso più favorevole di quello a cui sarebbero assoggettati se intestassero i beni a se stessi. Si pensi dunque ai danni per lo Stato italiano, derivanti da questa evasione.

società di comodo
Dal 1994 la normativa sulle società di comodo è diventata sempre più severa

Le normative che regolano le società di comodo

Detto cosa siano le società di comodo e a cosa realmente servono, vediamo ora come sono regolate dal nostro sistema giudiziario. La prima legge in materia è datata ventitré dicembre 1994, n. 724, dove si fa espressamente riferimento a questo tipo di società nell’articolo 30. Questa legge obbliga tali società a dichiarare un reddito minimo calcolato in funzione dei valori dei beni conferiti. La legge si basa su questa ratio: se i beni inseriti in queste società non generano alcun ricavo, allora si presume che non svolgono alcun tipo di attività imprenditoriale. Bensì, siano intestati in modo fittizio alla società con lo scopo di proteggere un patrimonio da creditori e dal fisco.

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Nel 2011 abbiamo poi un nuovo passaggio. Il decreto legge 138 ha aumentato l’IRES dal 27.5% al 38%. In seno a questa legge, alle società di comodo o in genere tutte quelle definibili non operative, vengono aggiunte anche quelle che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per cinque esercizi consecutivi. Queste società vengono definite dalla legge ”in perdita sistemica” e vengono così trattate come le società di comodo. Così, però, pur di recuperare gettito fiscale, lo Stato rischia di tassare anche società in difficoltà economica.

Giungiamo così al 2014 e al Decreto sulle semplificazioni fiscali, il quale si è occupato proprio di queste società cosiddette in “perdita sistematica”, stabilendo il passaggio da 3 a 5 anni del periodo di valutazione delle perdite fiscali. Al fine di ovviare la stortura enunciata sopra e ha dare un’esenzione fiscale alle società che davvero lo meritano, data anche la recessione economica che ormai viviamo da anni, che ha messo realmente in difficoltà tante aziende che non fanno utili da anni. Quanto alle società di comodo, il legislatore le ritiene società costituite con un contratto “indiretto”, ovvero basato su un contratto attuato con lo scopo di realizzare fini diversi da quelli dettati dal contratto di costituzione. Per effetto di ciò, la società di comodo viene considerata dal Codice civile nulla, proprio perché fatta nascere chiaramente in frode alla legge.

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