Smart Working o lavoro agile: ecco le nuove modalità di lavoro in Italia!

In gergo si chiama “smart working”, o se si vuole usare l’italiano, “lavoro agile”, detto anche “lavoro intelligente“: si tratta di particolari modalità di lavoro piuttosto rivoluzionarie ed efficienti, che anche in Italia, finalmente, come all’estero, si stanno facendo strada.

Un recente studio italiano conferma che le condizioni di lavoro in Italia stanno raggiungendo livelli più confortevoli, sicuramente più adatte alle esigenze delle aziende ma anche dei lavoratori, che grazie all’uso della tecnologia, possono usufruire di un notevole risparmio di tempo e di energie fisiche e mentali per svolgere le dovute mansioni lavorative.

L’Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano rivela il cambiamento

Fiorella Crespi, direttore dell‘Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano ha diffuso buone notizie per tutti coloro che speravano in un cambiamento delle proprie condizioni di lavoro, in termini di spazio, tempo e relazioni professionali, affermando che il Lavoro intelligente in Italia, garantirà “risparmi sui costi, più fedeltà aziendale e maggiore produttività”.

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Recenti statistiche, come fa sapere Crespi, confermano il successo delle nuove idee relative al cambiamento delle condizioni di lavoro nelle aziende italiane: nel corso dell’anno 2015, il 17% delle società italiane ha avviato progetti di smart working, si tratta di un valore quasi doppio rispetto al 2014, che registrava una percentuale dell’8% di queste innovative modalità di lavoro.

I settori coinvolti in questi cambiamenti, sono molti, ovvero banche, aziende alimentari, ICT, Comuni e provincie, aziende cosmetiche.

Aziende italiane che usano lo smart working: Barilla è tra le pioniere

Tra le aziende italiane che hanno adottato in anticipo lo smart working vi è Barilla, dove oltre 1.600 persone già da tempo hanno iniziato a lavorare da casa, anche se poche volte all’anno, rispettando però le proprie esigenze personali o familiari. Si presume inoltre che dal 2020, Barilla permetterà a tutti i suoi dipendenti, che al momento raggiungono la cifra di 8 mila, questa modalità di lavoro.

Un’altra azienda che aderisce alla filosofia dello smart working, e sempre appartenente al settore alimentare come Barilla, è la Star. Questa azienda, ha adottato modalità di lavoro denominate teleworking, e nella sua sede ubicata ad Agrate ha voluto creare un open space dove ci sono solo scrivanie non assegnate, dunque uguali sia per dirigenti che per i dipendenti. L’azienda inoltre non obbliga ai suoi lavoratori dipendenti, di timbrare il cartellino ed obbligarli ad un comportamento estremamente fiscale per rispettare precisi orari di ingresso e di uscita. I diependenti della Star hanno dunque orari molto flessibili, e sono autorizzati ad autocertificare assenze e straordinari.

Fiorella Crespi, in merito alla rivoluzione che si sta verificando nelle modalità di lavoro delle aziende italiane, ha espresso il suo parere sull’importanza delle nuove tecnologie, le quali ricoprono senza dubbio un ruolo fondamentale nel progresso del Paese sia in termini economici che in termini di qualità della vita dei lavoratori.

Crespi fa sapere che il 31,4% dei dipendenti aziendali italiani, già da diverso tempo, trascorre in media più di mezza giornata lontana dalla sedia della sua scrivania, si tratta di una situazione che invece di essere lasciata inosservata, è stata presa di mira dai dirigenti e dai manager, facendola dunque diventare una nuova opportunità di lavoro, senza sprecare tempo e spazio che invece devono essere dedicati alla produttività nel lavoro.

Risorse Umane e Smart working: Vodafone aderisce alla rivoluzione

Donatella Isaia, Responsabile Risorse Umane di Vodafone, in merito allo Smart working, afferma che le indagini qualitative svolte sui 3.500 dipendenti aziendali, rivelano che la loro soddisfazione rispetto alla possibilità di lavorare almeno un giorno alla settimana dalla propria abitazione, è davvero molto alta, ovvero pari al 100%.

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Isaia ha confermato che con la differente gestione del tempo, i dipendenti di Vodafone sono riusciti a garantire all’azienda una produttività del lavoro anche maggiore di quella che si è verificata in passato.

Pare che al momento, la possibilità di lavorare da casa sia il lunedì che il venerdì, non sia stata fraintesa dai dipendenti Vodafone come giorni di ferie mascherati, che si sono invece dimostrati pronti a compiere le loro mansioni anche a distanza, senza deludere i datori di lavoro.

Ogni anno, in Vodafone, l’adesione al programma relativo allo smart working, ha il doppio dei dipendenti che decidono di trascorrere una porzione di tempo settimanale lontano dalle scrivanie dell’azienda, lavorando invece da remoto.

Le statistiche rivelano che a voler lavorare a distanza, risultano essere più gli uomini (58%), che le donne, e la scelta viene presa più dai dipendenti che hanno tra i 36 e i 50 anni, che tra i giovani.

Aziende italiane e Smart working: Unicredit è una realtà all’avanguardia

Tra le aziende italiane più impegnate con lo smart working, vi è Unicredit, considerata una vera e propria realtà all’avanguardia dal punto di vista organizzativo del lavoro.

A Milano, due piani della torre di Cesar Pelli, sono stati attrezzati come “uffici del futuro”, ovvero sono degli spazi dedicati ai dipendenti e in cui si trovano degli armadietti dove poter depositare computer ed effetti personali. La postazione può essere scelta liberamente, senza alcun obbligo di sedersi accanto a determinati colleghi come invece accadeva un tempo.

Unicredit ha modificato gli spazi in cui poter lavorare, riducendo da 15 ad 11 metri quadri gli spazi individuali a disposizione, riducendo del 15-20% le postazioni, e moltiplicando quelli collettivi: vi sono diverse sale riunioni sia per incontri informali che per incontri più seriosi, e aree per le telefonate.
Unicredit vuole che circa 4 mila dipendenti entro la fine dell’anno abbiano la possibilità di lavorare da casa propria o da un hub presente nella filiale più vicina, l’azienda crede molto nella necessità di far lavorare per obiettivi piuttosto che per ore di lavoro.

Le iniziative intraprese nel 2014 ha permesso ai dipendenti di risparmiare ben 130mila chilometri di spostamenti auto e 45 ore alla guida a testa.

Anche L’Oreal è un’azienda che ha deciso di sperimantare lo smart working, fornendo a tantissimi suoi dipendenti, pc e cellulari e 2 giorni al mese che dovranno diventare 4 a breve, la possibilità di lavorare da casa.

Altre aziende che in Italia hanno adottati dei notevoli cambiamenti riguardo a tempi, spazi e lavoro da remoto, sono Siemens, Leroy Merlin, Havas, e Bnl-Paribas. In Bnl-Paribas dallo scorso settembre ben 800 persone hanno fatto 3.500 giornate di lavoro agile.