Sisma Bonus 2018: come funziona

messa in sicurezza anti-sismica

Tra le varie novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018, il Sisma Bonus è la nuova detrazione fiscale introdotta dal Governo a partire dal 1° gennaio del corrente anno.

Che cos’è e come funziona il Sisma Bonus 2018? Quali sono i requisiti necessari per accedere all’agevolazione fiscale? Vediamo in questa guida come funziona il Sisma Bonus 2018 e quali sono i vantaggi che si possono conseguire grazie a questa misura agevolativa.

Che cos’è il Sisma Bonus 2018?

La Legge di Bilancio 2018 h introdotto come misura agevolativa fiscale all’interno della Legge di Bilancio 2018 il Sisma Bonus ovvero un’agevolazione che consente ai contribuenti di beneficiare di una detrazione fiscale Irpef di una percentuale delle spese sostenute per lavori edilizi antisismici su immobili ad uso residenziale ed immobili e fabbricati per svolgere attività di business.

Il Sisma Bonus 2018 riconosce una detrazione fiscale dalle imposte sui redditi a tutti i soggetti contribuenti che eseguono interventi di ristrutturazione edilizia per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici.

La detrazione può essere richiesta per le spese sostenute nel corso dell’anno; tuttavia, occorre ricordare che la percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui viene sostenuta la spesa per gli interventi antisismici.

Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione della classe di rischio sismico.

Sisma Bonus 2018: come funziona e quali sono le detrazioni fiscali?

Già lo scorso anno la Legge di Stabilità aveva introdotto questa misura agevolativa per quanti hanno eseguito lavori di ristrutturazione edilizia per interventi volti all’adozione di misure antisismiche.

La Legge di Bilancio 2018 ha riconfermato e prorogato per quest’anno e per i prossimi tre anni (fino al 31 dicembre 2021) il Sisma Bonus 2018 che riconosce una detrazione di imposta del 50%, fruibile in cinque rate annuali di pari importo.

Tale agevolazione fiscale, alla base del funzionamento del Sisma Bonus 2018, viene riconosciuta per tutte le spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3) di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003, spetta.

La detrazione fiscale deve essere calcolata su un importo complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.

La detrazione fiscale riconosciuta dal Sisma Bonus 2018 sale al 70% se a seguito degli interventi edilizi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore.

Inoltre, la detrazione fiscale riconosciuta dal Sisma Bonus 2018 sale all’80% se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Sisma Bonus 2018 per interventi sulle parti comuni Condomini

Con la Legge di Bilancio 2018 tra le novità interessanti introdotte a partire dal primo gennaio del corrente anno è possibile richiedere una detrazione dell’80%, se i lavori determinano il passaggio a 1 classe di rischio inferiore per le spese relative agli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Inoltre, è riconosciuta la possibilità di richiedere una detrazione fiscale dell’85%, se gli interventi su parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2, 3 determinano il passaggio a 2 classi di rischio inferiori.

La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun Condominio.

Queste nuove detrazioni possono essere richieste in alternativa a quelle già previste per gli interventi antisismici sulle parti condominiali sopra indicate e a quelle già previste per la riqualificazione energetica degli edifici condominiali (70 o 75% su un ammontare complessivo non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio).

Sisma Bonus 2018: chi può beneficiare della detrazione fiscale?

Possono beneficiare del Sisma Bonus 2018 non solo i proprietari o i titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori e che ne sostengono le spese, ma anche l’inquilino o il comodatario.

Anche i soci di cooperative divise e indivise e i soci delle società semplici, gli imprenditori individuali (solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali all’attività di business) possono beneficiare dell’agevolazione Sisma Bonus 2018.

Le detrazioni fiscali riconosciute dal Sisma Bonus 2018 per gli interventi antisismici possono essere fruite anche dagli Istituti autonomi per le case popolari.

Hanno diritto alla detrazione fiscale tutti coloro che sostengono le spese di ristrutturazione edilizia da cui deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una o due classi di rischio inferiore.

L’importante è attestare la spesa sostenuta mediante documentazione da presentare in sede di dichiarazione annuale dei redditi, ovvero bonifici e fatture, il cui importo è stato pagato dal familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, dal coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge, dal convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016.

Miglioramento sismico: come valutarlo

Per il riconoscimento del Sisma Bonus 2018 occorre che siano progettati gli interventi aventi lo scopo di mitigare il rischio.

I lavori possono interessare elementi strutturali e/o non strutturali, in relazione alle carenze specifiche della singola costruzione.

L’effetto degli interventi per la riduzione del rischio è facilmente determinabile valutando la classe di rischio nella situazione pre-intervento e post-intervento.

Sisma Bonus 2018: Classificazione sismica

L’Italia è un paese altamente sismico e la legislazione vigente, allineata alle più moderne normative a livello internazionale, prescrive norme tecniche in base alle quali un edificio debba sopportare le conseguenze derivanti dalle scosse sismiche più meno forti, salvaguardando le vite umane.

È stata pubblicata l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003 (“Testo Unico delle Norme per l’Edilizia”), con l’elenco dei Comuni con la relativa attribuzione ad una delle quattro zone, a pericolosità decrescente, nelle quali è stato riclassificato il territorio nazionale.

Zona 1 – è la zona più pericolosa. Possono verificarsi fortissimi terremoti, comprende 708 comuni, tra cui quelli dove si sono registrati gli ultimi terremoti più forti (Abruzzo, Friuli, Campania, Calabria, Marche, Lazio)

Zona 2 – In questa zona possono verificarsi forti terremoti, 2.345 Comuni in cui possono verificarsi terremoti abbastanza forti;

Zona 3 – zona in cui possono verificarsi terremoti modesti

Zona 4 – zona meno pericolosa, i terremoti sono rari.

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