Shutdown USA: l’alba di una nuova catastrofe Economica globale?

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Il Governo Obama ha dichiarato lo Shutdown. Le borse tremano, le amministrazioni di tutto il mondo, pure. Ma cos’è lo Shutdown? E perché è così pericoloso? Secondo molti economisti il rischio è quello di una crisi peggiore di quella del 2008. Insomma, una catastrofe economica globale potrebbe essere alle porte.

Per shutdown si intende l’interruzione di alcuni servizi finanziati dall’amministrazione federale degli Stati Uniti, reazione allo sfondamento del tetto del debito. In buona sostanza, si riduce il denaro che viene trasmesso dall’ente di primo livello agli enti locali. Le ripercussioni pratiche comprendono la chiusura di molti uffici pubblici. Ciò coinvolge, per esempio, i servizi postali, ma anche quelli turistici, fino a giungere ai programmi spaziali (gestiti dalla Nasa). Se la situazione continuasse, i consumi subirebbero una contrazione (senza stipendio le persone non spendono) e, con essi, il Pil nazionale. Insomma, sarebbe la recessione.

Attualmente, ci sono tutti i presupposti per il proseguo dello shutdown fino al punto di non ritorno. Obama è infatti ricattato dalla maggioranza del Congresso, che è repubblicana: se il presidente non ritirerà l’Obamacare, i repubblicani non voteranno per l’innalzamento del tetto del debito.

Se non fossimo nel 2013, lo Shutdown non provocherebbe tutte queste ansie. In passato, gli Usa hanno affrontato sedici shutdown, in corrispondenza di altrettanti sfondamenti del tetto del debito. In genere, la cosa si è sempre risolta dopo un mese di contrattazione tra democratici e repubblicani. L’ultimo precedente si è verificato nel 1995, con Bill Clinton ostacolato dagli avversari, che chiedevano la rinuncia ad alcuni provvedimenti che l’amministrazione di allora stava per approvare.

Questa volta, però, è diverso. La differenza è solo una, ma sostanziale. Siamo in una congiuntura economica delicatissima: gli Stati Uniti sono da poco usciti dalla crisi e sono, per la verità, deboli come un paziente che è guarito di recente da una brutta malattia. L’Europa sta per uscire dalla crisi, il Giappone ha avviato un piano per la crescita che è tra i più azzardati mai realizzati (politiche monetarie ultra-espansive).

In questo panorama, anche uno shutdown di poche settimane potrebbe creare un caos a livello internazionale. Caos che procederebbe dal peggioramento reale dell’economia americana (crollo dei consumi ed effetti vari sul Pil) ma, soprattutto, che verrebbe causato dal clima di incertezza e dalla percezione di un outlook negativo. Senza contare gli effetti sulla cosiddetta guerra dei cambi, ossia la corsa al ribasso delle varie monete. Il Giappone, per esempio, sta lottando per raggiungere un tasso di inflazione normale, dopo decenni di deflazione, e le politiche dell’Abenomics vanno proprio in questo senso. Tuttavia, l’incertezza Usa potrebbe vanificare gli sforzi dei giapponesi. Come stanno rilevando gli analisti del Sol Levante, gli investitori stanno cominciando a vendere dollari e a comprare yen. La conseguenza è una rivalutazione della divisa nipponica su quella americana, evenienza foriera di sventura per l’economia del Giappone, che sta cercando la ripresa economica nell’aumento delle esportazioni.

E l’Europa? Non è difficile immaginare un effetto domino in grado di colpire il Vecchio Continente, e dare la spallata alle economie dei membri dell’Eurozona e, soprattutto, alle loro finanze: i debiti pubblici di molti paesi (vedi Italia e Spagna e Portogallo) si reggono sul filo della solvibilità. Basta un “colpo di vento” per precipitare tutti quanti nel caos….