Quali sono i settori in crescita in Italia?

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Se oggi un giovane – competente, preparato e con un po’ di capitale a disposizione – volesse avviare una startup, su quale settore dovrebbe puntare? A leggere i giornali, la sensazione che si ricava è quella di un paese impelagato nella crisi economica in tutte le sue componenti. D’altronde, se così non fosse la disoccupazione non avrebbe superato il 13% e quella giovanile il 46%.

Di cattive notizie siamo tutti inflazionati, ma la buona notizia è che si può nutrire la speranza. Alcuni settori sono in espansione, altri non se la passano così male. Si tratta di settori che impongono una certa attitudine all’innovazione e un’apertura mentale che solo i giovani, specie quelli che si considerano nativi digitali, possono avere.

Ovviamente, gran parte di questi settori hanno a che fare con le nuove tecnologie. Ecco quali sono.

E-Commerce. E’ la nuova frontiera del commercio. Non solo: per le nostre aziende è spesso l’unico appiglio per sopravvivere. Se in Italia la domanda cala, all’estero – specie nei paesi emergenti – questa aumenta, e grazie all’e-commerce è possibile aggredire i mercati più profittevoli.

Il settore ha fatto segnare aumenti in doppia cifra fino al 2012. L’ultimo dato disponibile, quello del 2013, ha fatto comunque registrate un confortante +6%. Il rallentamento è fisiologico, anche perché il settore sta diventando via via più maturo. Ad ogni modo, il fatturato di settore è ammontato, sempre nel 2013, a 22,3 miliardi di euro.

Mobile advertising. In un panorama che vede la spesa per la pubblicità crollare in tutti i segmenti (persino il web), il “mobile” fa segnare aumenti a doppia cifra. Il motivo? L’esplosione del device smartphone. Quasi trenta milioni di italiani ne posseggono uno e il numero è destinato ad aumentare.

Una startup che volesse buttarsi sul mobile potrebbe agire in modalità B2B, offrendo alle aziende strumenti pubblicitari ad hoc o app in grado di raggiungere il pubblico e fidelizzarlo. Questi obiettivi sono più semplici da raggiungere nel mobile per un semplice motivo: il telefonino accompagna il proprietario 24 ore su 24.

Luxury. Potrebbe sembrare una contraddizione il fatto che, nonostante la crisi, il mercato del lusso tiri ancora tantissimo. E invece è proprio il contrario. Il Luxury fa registrare prestazioni eccellenti proprio grazie alla crisi. Questa ha allargato la forbice tra ricchi e poveri. E i ricchi, diventando sempre più ricchi, possono spendere di più in beni di lusso.

Senza contare poi che il Made in Italy si presta all’export verso i paesi emergenti, come la Cina, in cui la classe media sta espandendosi a vista d’occhio – e qui interviene l’e-commerce.

Biotech. Anche il biotech è un settore in crescita. Il motivi è sostanzialmente questo: le normative Ue e l’aumento del gravo di consapevolezza sui rischi ambientali richiedono un cambio di passo alla fascia alta degli attori economici. Sicché, è aumentata la richiesta di trasformazione di biomasse e di materie prime che presuppongano un approccio earth-friendly.

Ovviamente, un’azienda il cui scopo sia sfondare nel biotech deve munirsi di un imponente dipartimento Biotech. Nell’ultimo anno, comunque, il settore è aumentato del 6% e oggi vale qualcosa come 7 miliardi di euro.