Settore alimentare: previsti 50 miliardi di euro per l’export italiano

Il settore alimentare sta vivendo un periodo molto complesso: l’export alimentare italiano è di recente oggetto di discussione, non solo dopo la famosissima manifestazione di livello mondiale Expo 2015 che Milano ha di recente ospitato, e non solo per lo spreco alimentare che tanto sta assillando economisti e ambientalisti.

Dopo le ultime notizie sulla legge “Spreco Zero”, proposta dall’On. Gadda alla Camera, e approvata in prima lettura giovedì 17 marzo, con 277 sì, 106 astenuti e nessun contrario, per il settore alimentare si prospettano tempi ancora migliori di quelli attuali. Infatti sono previsti per il nostro Bel Paese, noto per la qualità della sua cucina, ben 50 miliardi per l’export alimentare, ovvero una somma che rappresenterà l’ascesa del settore, sicuramente meritata, poichè si tratta di un successo che è il frutto di approfonditi studi e grande attenzione ai dettagli.

Export alimentare italiano: il sorprendete miglioramento

Fabio Antoldi, direttore del Centro di ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica, si è espresso sull’andamento dell’export alimentare italiano, affermando che tale settore possiede attualmente tutte le carte in regola per raggiungere livelli economici mai visti prima, anche se non proprio subito. Infatti la cifra stimata di 50 miliardi di euro, l’export alimentare italiano potrebbe raggiungerla entro e non prima l’anno 2020.

export alimentare

Antoldi, pubblicando con la collaborazione di Daniele Cerrato e Antonio Campati un interessante libro edito da McGraw-Hill e intitolato “Strategie e performance dell’industria alimentare”, ha voluto soffermarsi sull’evoluzione del settore che attualmente conta 58 mila imprese per un fatturato totale di 133 miliardi di euro.

Il testo del direttore del Centro di ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica, fa un quadro della situazione economica italiana riguardo al settore alimentare: nel 2015, grazie al clamoroso successo di Expo, l’Esposizione Universale, le vendite all’estero hanno raggiunto la cifra di 36,9 miliardi di euro, ovvero un incremento dell’8% rispetto al 2014.

Expo 2015 ha evidenziato l’importanza dell’internazionalizzazione in un Paese che come l’Italia ha parecchio bisogno di una ripresa economica anche con l’aiuto degli altri Stati e di altri tipi di economie. Antoldi ha fatto sapere che in Italia stanno comparendo nuove direttrici di export che sono soprattutto Stati Uniti, Canada, e mercati asiatici, ma insieme a tutto questo, pare sia molto importante anche l’innovazione del prodotto, come il packacing e il lancio di nuovi formati, di nuovi prodotti.

Antoldi ha voluto rielaborare i dati di bilancio di ben 448 imprese, per poi inviare un questionario a 120 di queste, scelte tenendo in considerazione la magiore competitività che le caratterizzano. Con questi dati, lo studioso ha potuto constatare che le imprese d’eccellenza, in genere presentano circa tre o quattro innovazioni all’anno, i cui punti forti risultano essere la qualità, ma anche la tradizione, dal momento che molte aziende appartengono a generazioni familiari che nel corso del tempo sono solite mantenere una certa continuità con il passato, l’origine di tutto.

Il Made in Italy è sinonimo di qualità e innovazione

Il Made in Italy, considerando lo studio effettuato dal direttore del Centro di ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica, è senza dubbio un prodotto di grande importanza sia nazionale che internazionale, si tratta di prodotti di grande qualità delle materie prime. Tale qualità del prodotto, potrebbe essere migliorata ancora di più entro il 2017, infatti il triennio 2015-2017, come spiega Antoldi, è un arco di tempo su cui l’economia italiana sta dedicando cospicui investimenti, anche per aumentare la capacità produttiva e per aumentare il livello tecnologico.

export alimentare italiano vino

Per combattere la crisi economica, le aziende prese in considerazione dallo studio di Antoldi, pare si stiano impegnando molto sull’innovazione dei processi produttivi e sulla ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. Questo atteggiamento delle aziende, ha portato il settore a registrare un forte aumento del guadagno nonostante molte difficoltà, infatti la crescita media annua è stata del 3,87% nominale nel periodo 2007-2013.
Expo 2015 ha rappresentato un passo significativo per il settore alimentare, l’esposizione universale per il grande successo riscontrato ha ovviamente influenzato altre iniziative che in futuro si prefiggono di raggiungere risultati ottimali come quelli di Expo 2015.

Fiera Cibus di Parma

Un altro evento italiano molto importante già in calendario, è la fiera Cibus di Parma, prevista dal 9 al 12 maggio 2016, si tratta di un appuntamento dove si potrà verificare la tendenza dell’export alimentare nel 2016.

Antonio Cellie, Cei di Fiere di Parma ha fatto sapere che nel mese di maggio 2016 a Parma vi saranno 3.000 espositori che aderiscono al Made in Italy alimentare, si tratta di espositori che grazie alla qualità dei loro prodotti riusciranno sicuramente a restituire al mondo, un’immagine dell’Italia caratterizzata da un vasto patrimonio di competenze lungo tutte le filiere, senza dimenticare la comunicazione della capacità degli italiani, di saper innovare il prodotto con originalità e senso critico del gusto.

Cellie ha dichiarato che il suo lavoro presso la Fiera di Parma, insieme all’attività di Federalimentare ed Ice, è fonte di grande soddisfazione dal momento che Cibus sta raggiungendo dei record molto importanti, grazie soprattutto al marketing collettivo.

Argentina e Iran sono i Paesi stranieri che più influiscono nel mercato alimentare

Tra i Paesi stranieri che secondo Cellie stanno attualmente incentivando il mercato alimentare vi sono soprattutto l’Argentina e l’Iran. Mentre l’Argentina è importante soprattutto per i prodotti alimentari finiti, l’Iran è invece molto influente nella produzione dei macchinari.