Settimana Forex: 11 – 15 Novembre 2013

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Il dollaro ha subito un calo settimanale consequenziale ai numeri negativi della produzione industriale, in particolare dell’industria manifatturiera regionale.

Lo yen è scivolato per la terza settimana contro il dollaro a causa degli aumenti sulle scorte, mentre il biglietto verde ha avuto un calo settimanale contro l’euro dopo che il presidente della Fed designato Janet Yellen ha dichiarato al Congresso che il quantitative easing sono ancora necessarie per stimolare la crescita.

Con l’aumento della propensione al rischio il dollaro e lo yen hanno venduto e il Bloomberg US Dollar Index è sceso dello 0,2 per cento a 1.016,88 alle 5 del pomeriggio di New York, dopo aver lasciato a 1.015,83.

Dal canto suo lo yen è sceso dello 0,2 per cento a 100,19 per dollaro dopo il deprezzamento a 100.44, il livello più debole dal settembre; la valuta del Giappone e’ scivolata dello 0,5 per cento a 135,21 per un euro e il dollaro è andato giù dello 0.3 per cento a 1,3496 dollari per un euro, con un calo dell’1 per cento in questa settimana.

Il dollaro Australiano e della Nuova Zelanda sono saliti grazie all’ottimismo ulteriore sullo stimolo monetario da parte delle principali banche centrali sostenuto dalla domanda di beni ad alto rendimento.

Le prospettive della banca centrale rimangono favorevoli nel breve termine con lo yen più debole, mentre l’australiano e il neozelandese continueranno ha sovraperformare.

Il dollaro australiano è salito dello 0,7 per cento a ¥ 93,86 ed ha guadagnato lo 0,6 per cento a 93,68 centesimi di dollaro, mentre il “cugino” della Nuova Zelanda è aumentato dell’un per cento a ¥ 83,54 rafforzandosi dello 0,8 per cento a 83,38 centesimi di dollaro.

Il dollaro si è indebolito dato che la produzione industriale totale negli Stati Uniti è scesa dello 0,1 per cento nel mese di ottobre; Il rapporto della Fed New York Empire è sceso a meno 2,2 dal 1,5 del mese precedente, mentre la previsione media in un sondaggio Bloomberg era per un guadagno di 5.

Yellen ha detto nel suo discorso che il tasso di interesse della banca centrale rimarrà basso anche dopo che i responsabili politici cominceranno a ridurre l’allentamento monetario; inoltre la Fed ha mantenuto il suo punto di riferimento per gli oneri finanziari vicini allo zero, cosa che non accadeva dal dicembre 2008. Il Federal Open Market Committee sta valutando di iniziare a rallentare il suo programma di acquisto delle obbligazioni da 85 miliardi dollari mensili; i funzionari sceglieranno di fermare gli acquisti a 70 miliardi al mese quando si incontreranno alla riunione che li vedrà impegnati il 18-19 marzo.