Apertura di settimana cauta per dollaro e euro

forex-euro-dollars

L’apertura di settimana di dollaro e euro è stata sostanzialmente molto cauta, con assenza di segnali direzionali fondamentali. A ciò non può che aver contribuito un calendario macroeconomico non certo ricco, che ha guardato con pazienza al calo del dollaro al di sotto dei minimi di venerdì nei confronti dei principali termini di riferimento valutari, e al successivo recupero. Ne consegue che il dollaro, oggi e domani, sarà influenzato soprattutto da quanto accadrà all’esterno dei propri confini di competenza: l’unica sorpresa potrebbe arrivare domani, quando verranno pubblicati i verbali del FOMC e quando il numero 1 della Federal Reserve, Yellen, potrebbe effettuare qualche dichiarazione “ad effetto” (benché raramente riscontrabile).

Arrivando ai confini nostrani, nel vecchio Continente l’euro ha avviato la settimana con una salita modesta, poi parzialmente corretta al ribasso. Inutile ricordare che l’attesa degli stakeholders è tutta per ciò che avverrà nel corso delle prossime settimane e, in particolar modo, con la riunione di giugno dell’istituto monetario, quando è possibile (probabile?) che arrivi non solamente un taglio del tasso di interesse di rifinanziamento, quanto anche un taglio del tasso sui depositi, che scenderebbe così in territorio negativo. Una condizione che, se verificata, porterebbe l’euro in calo deciso. Attendiamo quindi domani per saperne di più, fruire di qualche anticipazione sui comportamenti prossimi della Fed, e riscontrare i dati della fiducia dei consumatori per il mese di maggio (i dati sui PMI preliminari di maggio verranno invece pubblicati giovedì).

Ieri, in una giornata che – come abbiamo sottolineato – non era certamente ricca di spunti per il dollaro, la sterlina ha compiuto una lieve risalita, con perdita delle quotazioni marginali con euro. Lo yen intanto si rafforzava contro euro e contro dollaro, per poi riposizionarsi a conferma di un andamento piuttosto fiacco.

Per quanto attiene le nostre proiezioni, riteniamo che abbiano sempre più possibilità di verificarsi le stime sul calo netto dell’euro nei confronti del dollaro. Il cambio EUR / USD potrebbe dunque scendere sotto quota 1,35 entro 1-2 mesi, se le notizie sulle azioni incisive della Bce dovessero trovare conferma. In ogni caso, non è da escludere che sul medio termine il cambio EUR / USD possa scendere sotto 1,30 (probabilmente, entro la fine dell’anno).