Sergio Marchionne: ecco chi lo sostituirà in FCA

Sergio Marchionne‬, ‪Fiat Chrysler Automobiles‬, ‪ferrari

Il comunicato di FCA su Sergio Marchionne di sabato scorso, ha letteralmente scosso il mondo FIAT, ma anche del sistema Italia tutto. Come noto, l’ormai ex CEO del gruppo FIAT-Chrysler è costretto a lasciare il suo ruolo a causa dell’aggravarsi improvviso delle sue condizioni di salute. Delle quali ancora ora si sa poco o nulla.

Le notizie si rincorrono, si accavallano, talvolta si contraddicono. Si è parlato di operazione alla spalla degenerata, di tumore ad un polmone, di coma. L’unica cosa certa è che intorno a lui c’è il massimo riserbo ed è ricoverato presso una clinica di Ginevra che fino a sabato ha negato la sua degenza.

Ma al di là dei rumor e dei pettegolezzi sulla sua salute, l’unica cosa certa è che Sergio Marchionne lascia un vuoto molto difficile da colmare. Nel 2014, quando prese il timone del gruppo FIAT, trovò un’azienda indebitata, sull’orlo del collasso. Rimasta ancorata ad un mondo economicamente ormai finito negli anni ‘80. Ossia, quando piovevano soldi pubblici per non far chiudere gli impianti. Quando in Italia vigeva ancora il monopolio FIAT. Quando certi paesi erano ancora chiusi dentro l’utopia del comunismo e non erano agguerriti concorrenti in termini di costi di produzione e di manovalanza.

Con una rivoluzione, Marchionne rimise in piedi il gruppo FIAT, lanciandolo a livello internazionale, riuscendo a mettere in piedi un matrimonio con un altro colosso malandato oltreoceano. Situato in quella che una volta era la Torino americana: Detroit. Ossia, Chrysler. Il sodalizio con quest’ultima ha fatto scoprire agli americani un altro tipo di auto, più simile ai giorni in cui viviamo. Meno imponente e modesta, rispetto ai macchinoni che ricordavano tanto gli anni americani ruggenti. Quelli rimasti solo nei film.

Non solo, Marchionne ha saputo rimettere in piedi anche la Ferrari. Che guidava dal 2014. Appena arrivato, disse che i conti a posto da soli non bastavano e occorreva tornare a vincere. Facendo di fatto fuori lo storico amministratore delegato Luca Cordero di Montezemolo. Infatti, dopo qualche anno di attesa, la Ferrari è tornata competitiva proprio nella presente stagione.

Sergio Marchionne è stato osteggiato dai sindacati italiani, soprattutto CGIL e FIOM. Specie per la nuova turnazione che aveva imposto. Ma i risultati gli hanno dato ragione. Oltreoceano si è fatto apprezzare tanto dal progressista Obama quanto dal borderline Trump.

Uno dei pochi obiettivi mancati di Marchionne fu invece l’acquisizione di un altro colosso automobilistico, questa volta del vecchio continente: l’azienda tedesca Opel, del gruppo General Motors. Dopo lunghe e difficili trattative sembrava che la “partita Opel” fosse stata vinta dal colosso Magna International. Ma neppure Magna riuscirà nell’intento di acquisire Opel in quanto quasi a sorpresa General Motors decide di mantenere al suo interno la Opel e di rilanciare il marchio e la produzione seppur sacrificando qualche stabilimento in eccedenza.

Ora, il Ceo in pullover aveva un altro grande obiettivo: l’acquisizione di un altro colosso americano dell’automobile: General Motor. Un obiettivo rinviato e che ora resta la sfida aperta di chi lo sostituirà. A tal proposito, vediamo chi sostituirà Marchionne nei ruoli di Ceo di Fca, Ferrari e Cnh.

Sergio Marchionne condizioni di salute

Quali sono le condizioni di salute di Sergio Marchionne? Sergio Marchionne è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale universitario di Zurigo e le sue condizioni sono irreversibili. È quanto trapela dalla struttura elvetica anche se l’azienda non conferma la notizia. Nella mattina di sabato scorso, con una lettera ai dipendenti, il presidente di Fca John Elkann aveva già spento qualsiasi speranza, scrivendo ai lavoratori che “Sergio non tornerà più”.

Una missiva con cui Elkann ha voluto ricordare i meriti del manager italo-canadese: “Sergio – ha scrittto – è stato il miglior amministratore delegato che si potesse desiderare e, per me, un vero e proprio mentore, un collega e un caro amico. Ci siamo conosciuti in uno dei momenti più bui nella storia della Fiat ed è stato grazie al suo intelletto, alla sua perseveranza e alla sua leadership se siamo riusciti a salvare l’azienda”.

A far capire qualcosa di più sulla sua malattia, è stato tramite una lettera al Corriere della Sera, Freanzo Grande Stevens, legale dell’avvocato Agnelli. Nella stessa, oltre ai ricordi e alla stima verso l’ex CEO di Fca, Stevens ha raccontato del male che ha aggredito il manager ai polmoni e del suo incontenibile vizio: il fumo.

“Il dolore è indicibile, quando dalla tv di Londra appresi il giovedì sera che era stato ricoverato a Zurigo, pensai purtroppo che fosse in pericolo di vita. Perché conoscevo la sua incapacità di sottrarsi al fumo continuo delle sigarette”, ammette Stevens. Poi prosegue: “Tuttavia quando seppi che era soltanto un ‘intervento alla spalla’ sperai. Invece, come temevo, da Zurigo ebbi la conferma che il suoi polmoni erano stati aggrediti e capii era vicino alla fine”.

Infine, conclude riconoscendogli i meriti: “Marchionne – conclude – ha lasciato una società che ha raggiunto l’incredibile risultato dell’azzeramento del debito e l’avvio di una vita di successi. Mi auguro che sulla strada che egli ha tracciato, sul suo esempio, la Fca prosegua con gli stessi risultati. Soltanto così il grande dolore di tutti noi potrà alleviarsi”.

L’ormai ex Ceo di Fiat Chrysler aveva scelto la clinica di Zurigo proprio per le sue invalicabili misure di privacy e riservatezza, e ai collaboratori aveva detto che sarebbe stato via al massimo 5 giorni, e che quindi “non serviva stravolgere l’agenda”. Doveva essere una operazione alla spalla, si è rivelato qualcosa di ben più tragico.

L’ultima volta che è apparso in pubblico è stata il 27 giugno, in occasione della presentazione della nuova Jeep FCA consegnata ai Carabinieri. Lui, che era figlio di Carabiniere, poi emigrato da ragazzino dall’Abruzzo a Toronto proprio alla morte prematura del padre. Già allora, Marchionne aveva dato dei segnali che qualcosa non andasse: “Un po’ gonfio, il respiro affaticato”, lo descrive Repubblica ricordando quel giorno romano. La malattia era già all’opera, nessuno poteva sospettarlo. “Si vedeva che era fiacco, pallido”, ricordano i presenti.

Sergio Marchionne biografia

Sergio Marchionne è nato a Chieti il 17 giugno 1952, è un dirigente italo-canadese che è stato presidente di CNH Industrial, presidente e CEO di Fiat Chrysler Automobiles, presidente e CEO di Ferrari e anche presidente di Maserati, presidente di SGS con sede in Svizzera, è stato vicepresidente non esecutivo del consiglio di amministrazione del gruppo bancario globale UBS dal 2008 al 2010, nonché presidente eletto dell’Associazione europea dei costruttori di automobili per il 2012 (prima eletto nel gennaio 2006). È anche membro del Peterson Institute for International Economics e presidente della sezione italiana del Consiglio per gli Stati Uniti e l’Italia.

Notato per le sue acute osservazioni sull’industria automobilistica, le intuizioni di Marchionne vanno dalla critica schietta dei prodotti della sua azienda a una presentazione molto apprezzata del 2015 intitolata Confessions of a Capital Junkie, esaltando i vantaggi del consolidamento del settore.

Marchionne è ampiamente riconosciuto per aver trasformato il Gruppo Fiat in una delle aziende in più rapida crescita nel settore automobilistico, riportandola alla redditività nel 2006 in meno di due anni. Nel 2009, è stato determinante nel gruppo Fiat formando un’alleanza strategica con la sofferente casa automobilistica americana Chrysler, con il supporto dei governi e dei sindacati statunitensi e canadesi. Meno di due anni dopo, in seguito alla sua comparsa dal Chapter 11, Chrysler tornò alla redditività, rimborsando tutti i prestiti governativi. Nel 2014, Fiat e Chrysler si fusero in una nuova holding, la Fiat Chrysler Automobiles, oggi il settimo costruttore automobilistico mondiale.

In seguito a complicazioni dovute a un intervento chirurgico, Marchionne si è dimesso da tutte le sue cariche nel luglio 2018.

Come detto, Marchionne nacque a Chieti, in Abruzzo, figlio di Concezio Marchionne, di Cugnoli (anche in Abruzzo) e Maria Zuccon di Carnizza (oggi Krnica, Croazia) vicino a Labin in Istria. Suo padre ha lavorato come carabiniere in Istria, dove ha incontrato la sua futura moglie. Il nonno di Marchionne, Giacomo Zuccon, fu ucciso nel settembre 1943 dai partigiani jugoslavi vicino a Barban in Istria, mentre lo zio Giuseppe Zuccon fu ucciso dai nazisti lo stesso anno.

Nel 1945, quando la regione fu occupata dall’esercito jugoslavo, i genitori di Marchionne si trasferirono a Chieti, in Abruzzo, dove nacque Sergio. A 13 anni, Marchionne emigrò con la sua famiglia a Toronto, nell’Ontario, in Canada, dove avevano parenti. Di conseguenza, ha doppia cittadinanza canadese e italiana e parla fluentemente inglese, francese e italiano. È un commercialista generale certificato canadese (FCGA), avvocato e un collega dei Certified General Accountants dell’Ontario.

Marchionne ha frequentato la St. Michael’s College School, prima di passare a completare i suoi studi universitari in filosofia presso l’Università di Toronto e poi conseguire un Bachelor of Commerce nel 1979 e un MBA nel 1985, entrambi presso l’Università di Windsor e una legge laurea presso la Osgoode Hall Law School della York University nel 1983.

Marchionne ha ricevuto una laurea honoris causa in giurisprudenza dal Walsh College nel 2013.

Marchionne carriera

Dal 1983 al 1985, ha lavorato come contabile e specialista fiscale per Deloitte & Touche in Canada. Dal 1985 al 1988 è stato Group Controller e successivamente direttore dello sviluppo aziendale presso il Lawson Mardon Group di Toronto. Nel 1989, si è trasferito alla Glenex Industries dove ha lavorato per due anni come vicepresidente esecutivo.

Dal 1990 al 1992 è stato Vicepresidente delle finanze e Chief Financial Officer presso Acklands Ltd. Tra il 1992 e il 1994, ha ricoperto la carica di Vicepresidente per lo sviluppo legale e societario e Chief Financial Officer del gruppo Lawson, acquisito da Alusuisse Lonza ( Algroup) nel 1994.

Dal 1994 al 2000 ha lavorato presso Algroup (Alusuisse Lonza Group Limited) con sede a Zurigo, dove è diventato Amministratore delegato nel 1997. Ha poi assunto la guida del Lonza Group Ltd. a Basilea, dopo il suo spin-off da Algroup, serve prima come amministratore delegato e amministratore delegato (2000-2001) e poi come presidente (2002).

Nel febbraio 2002 è diventato amministratore delegato e amministratore delegato della SGS S.A. di Ginevra, dove, nel marzo 2006, è stato nominato presidente. Marchionne è stata eletta membro indipendente del Consiglio di amministrazione di Fiat S.p.A. nel maggio 2003, fino alla nomina a CEO nel 2004.

Nel giugno 2009, quando Chrysler è uscita dal Chapter 11 (il provvedimento americano in caso di liquidazione per fallimento), il Gruppo Fiat ha ricevuto una partecipazione del 20% in Chrysler Group LLC e Marchionne è stato nominato CEO, in sostituzione del CEO esistente Robert Nardelli. Nel luglio 2011, a seguito dell’acquisto delle partecipazioni detenute dal Canada e dal Tesoro statunitense, la partecipazione di Fiat in Chrysler è salita al 53,5% e nel settembre 2011, Marchionne è stata eletta anche Presidente di Chrysler. Fiat e Chrysler si sono fuse ufficialmente sotto la guida di Marchionne il 1° agosto 2014.

Marchionne critiche

Nel febbraio 2011 Marchionne ha suscitato polemiche diffuse negli Stati Uniti, quando ha osservato al J.D. Power & Associates International Automotive Roundtable che i prestiti di salvataggio di Chrysler da parte del governo degli Stati Uniti hanno portato “tassi di cambio”. Esprimendo il suo scontento con gli altissimi tassi di interesse che Chrysler era stato obbligato a pagare, ha anche attirato critiche da più parti per l’uso del termine yiddish “shyster” che si sentiva avere un sottotono antisemita.

Marchionne ha immediatamente rilasciato pubbliche scuse, affermando “Mi dispiace per l’osservazione e la considero inappropriata” e continuando a spiegare che “Poiché le uniche parti disposte a sottoscrivere il rischio associato al piano di recupero di Chrysler, i due governi [USA e canadesi] hanno riscosso interesse tassi che, sebbene appropriati al momento, sono superiori alle attuali condizioni di mercato.”

Marchionne ha anche guadagnato la reputazione di essere eccessivamente schietto e schietto, il che ha suscitato elogi e critiche. In un’intervista a Forbes del 2009, Massimo Vecchio, analista di Mediobanca, ha commentato il contrasto e lo stile controverso di Marchionne, affermando: “Ha un sacco di americani nel suo stile di gestione, l’unica cosa che conta per lui sono i risultati. non consegna, sei fuori, è abbastanza spietato quando Marchionne ha assunto la compagnia [Fiat], licenziava letteralmente un manager al giorno, ma c’era un problema di leadership e nessuno voleva prendere decisioni difficili. in cima alla gestione era lento e sbagliato, ha cambiato anche lui, ha ridotto gli strati di gestione e ha dato al suo ruolo una visione più diretta di ciò che stava facendo l’azienda e, naturalmente, il suo ego è molto grande e a volte persone che hanno avuto scontri con fondamentalmente licenziato, guardando il suo stile da fuori sembra terribile, ma ha consegnato.”

In seguito allo scandalo delle emissioni di Volkswagen del 2015, nel gennaio 2017, l’EPA ha anche accusato Fiat Chrysler di aver installato illegalmente software che permettevano di far passare inosservate le emissioni di gasolio in eccesso. Marchionne ha negato qualsiasi illecito, e mentre era critico nei confronti dell’EPA, ha anche respinto i confronti tra Fiat Chrysler e Volkswagen.

Marchionne e il maglione

Marchionne è noto per indossare maglioni quasi esclusivamente di lana nera. I giornalisti hanno notato che non è stato visto indossare una cravatta dal 2007.

Michael Manley chi è

Chi sostituirà Marchionne in FCA? Si tratta di Mike Manley, responsabile da nove anni del marchio Jeep con risultati eccellenti.

Michael Manley, soprannominato Mike è nato ad Edenbridge, il 6 marzo 1964. Nato a Edenbridge, una cittadina del distretto di Sevenoaks nel Kent, si è laureato in Ingegneria alla South Bank University di Londra. Perfezionando i suoi studi MBA presso l’Ashridge Business School.

Nel 2000, è stato nominato Direttore per lo Sviluppo della Rete per la branca britannica di Daimler Chrysler. Nel dicembre 2008, all’interno della medesima società è divenuto vice-presidente esecutivo per le vendite internazionali e le operazioni globali di pianificazione del prodotto, come responsabile della pianificazione e di tutte le attività di vendita al di fuori dell’America settentrionale.

L’anno successivo, nel giugno 2009, è stato nominato presidente ed amministratore delegato del marchio Jeep, controllato dal gruppo Chrysler. Manley è attualmente membro del Group Executive Council di FCA, organismo decisionale che affianca l’AD di FCA a livello operativo (dal 2011), e dal 2015 ricopre inoltre la carica di capo del marchio Ram.

Il 21 luglio 2018 prende il posto di Sergio Marchionne, per le suddette condizioni di salute irreversibili.

In precedenza, ha ricoperto il ruolo di Chief Operating Officer per la region APAC. Ha inoltre diretto le attività internazionali di Chrysler fuori dell’area NAFTA con la responsabilità di implementare gli accordi di cooperazione per la distribuzione dei prodotti del Gruppo Chrysler attraverso il network internazionale di Fiat.

Da dicembre 2008, è stato Executive Vice President – International Sales e Global Product Planning Operations. In questa posizione, è stato responsabile della pianificazione prodotto e di tutte le attività di vendita al di fuori del Nord America.

Vanta anche un Bachelor of Science in ingegneria dalla Southbank University di Londra. Dal settembre 2011 è membro del group executive council (Gec), l’organo che raccoglie i top manager della società e che è responsabile della supervisione operativa del business e di alcune scelte operative.

In lizza per l’incarico di ad erano anche Alfredo Altavilla, responsabile dei mercati Emea (Europa, Africa, Medio Oriente) e il cfo Richard Palmer.

FCA è comunque in buone mani, visto che il brand Jeep, in circa 10 anni, è passato a vendere da poco più di 300 mila veicoli l’anno a ben 1,4 milioni. In altri termini ha quasi quintuplicato il suo giro.

Michael Manley sfide future

Quali sono le sfide che attendono Manley? Dopo che avrà ricevuto il lascia passare da parte del Cda di Fiat Chrysler Automobiles, il primo appuntamento da ceo di Mike Manley (che ha ricevuto le deleghe dal board ad operare come capoazienda) sarà quello dei conti relativi al primo semestre del 2018. Risultati che saranno approvati e diffusi mercoledì 25 luglio. Poi Manley, di concerto con la sua squadra di management, lavorerà all’implementazione del piano di sviluppo 2018-2022 presentato a Balocco il 1° giugno scorso. Il manager dovrà guidare il disimpegno del gruppo dal diesel e sostenere la transizione verso l’elettrificazione dei modelli.

Per quanto concerne quest’ultimo obiettivo, Marchionne aveva già comunicato che la società investirà 9 miliardi di euro sui motori elettrificati tra il 2018 e il 2022. Secondo il manager in Europa sarà necessario introdurre diversi livelli di elettrificazione per rispettare i diversi vincoli di emissione. Sul fronte Diesel, invece, Marchionne aveva anche ufficializzato in quella occasione che entro il 2021 la casa automobilistica italo-americana sarebbe uscita dalla motorizzazione diesel per le auto passeggeri destinate all’area Emea (Europe, Middle East, and Africa).

Il gasolio continuerà ad essere offerto per i veicoli commerciali leggeri ma il gruppo ritiene che questa tecnologia va verso il declino.

Ma non solo meccanica. Secondo quanto indicato dal responsabile finanziario della società, Richard Palmer, FCA punta a costituire una società di servizi finanziari negli Stati Uniti, in gergo una Finco. Il manager ha dichiarato che la società sarà captive, ossia servirà solo la propria clientela, e nascerà o con una start-up (ossia da zero) o tramite l’acquisizione di qualche altra realtà già esistente.

Louis Camilleri chi è

Chi sostituirà Sergio Marchionne in Ferrari? Nel ruolo di Presidente, Marchionne sarà sostituito da John Elkann, prima vice-presidente. Mentre nel ruolo di Amministratore delegato toccherà a Louis Camilleri. Louis Carey Camilleri (nato ad Alessandria d’Egitto nel 1955) è ex presidente della Philip Morris International.

Camilleri ha conseguito una laurea in economia e amministrazione aziendale presso l’HEC di Losanna, Facoltà di Economia. Dopo aver lavorato come analista di business con W. R. Grace and Company, a Losanna, in Svizzera, Camilleri è entrato in Philip Morris Europe nel 1978 come analista di sviluppo del business. Ha ricoperto varie posizioni di crescente autorità coinvolgendo il business delle sigarette in Europa e nel Medio Oriente.

Nel dicembre 1995, è stato nominato Presidente e Amministratore delegato di Kraft Foods. È stato nominato vicepresidente senior e direttore finanziario di Philip Morris nel novembre 1996. Camilleri è diventato CEO di Philip Morris, ora Altria Group, nell’aprile 2002. Philip Morris USA è la più grande compagnia di tabacco negli Stati Uniti, con circa la metà del Mercato delle sigarette negli Stati Uniti. Philip Morris International è una società leader nel settore del tabacco con sette dei 20 principali marchi globali di sigarette. Camilleri è diventato il suo CEO quando è stato scorporato da Altria Group all’inizio del 2007.

All’interno dell’azienda ricopre diversi incarichi, tutti di crescente importanza, fino a diventare presidente e ad.

Nel 2008, Camilleri ha ottenuto un compenso totale di $ 32.028.923, che includeva uno stipendio di $ 1.567.308, premi di $ 14.151.629 per azioni e un compenso per piani di incentivi non azionari di $ 9.450.000. Il suo compenso totale è aumentato del 33,2% rispetto all’anno precedente.

Divorziato dal 2004, Camilleri è padre di tre figli e parla correntemente inglese, francese e italiano, oltre che tedesco. Viene da una famiglia maltese che visse al Cairo, in Egitto. Ha iniziato a frequentare la top model Naomi Campbell dal luglio 2017, ex come noto di Briatore.

L’eredità di Marchionne anche in questo caso è pesante, visto che da quando ne era diventato Ceo, ossia il 2014, il Cavallino aveva fatto registrare notevoli progressi. Se nei primi 2 anni, il divario con Mercedes era ancora netto (quasi il doppio dei punti era il gap nella classifica costruttori), nel 2017 a dividere le due scuderie furono “solo” 146 punti. Nel presente Gran Premio, invece, i punti che dividono Mercedes e Ferrari sono solo 8 (310 Vs 302). Se nella classifica piloti, primo risulta Hamilton con 188 punti, al secondo e terzo posto ci troviamo due piloti Ferrari: Vettel e Raikkonen, rispettivamente con 171 e 131 punti.

Decisiva è stata in questi anni la scelta di avvicendare il più istintivo Alonso, col più aziendalista Sebastian Vettel. A cui però Marchionne rimprovera di essere ancora un po’ troppo “sensibile”, malgrado sia tedesco e connazionale di un pilota freddo e cinico per eccellenza: l’indimenticabile Michael Schumacher.

Dunque, Camilleri dovrà proseguire sul percorso tracciato da Marchionne. Che promette bene e che dovrebbe portare la Ferrari a primeggiare entro il prossimo anno.

Suzanne Heywood chi è

Chi è Suzanne Heywood, colei che sostituirà Marchionne in Cnh? Suzanne Heywood, 49 anni, è stata Managing Director di EXOR. È nata a Southampton, in Inghilterra, e ha conseguito una laurea in Scienze MA all’Università di Oxford e PhD della Cambridge University dopo un’infanzia trascorsa in giro per il mondo su una barca. Esattamente 10 anni.

Suzanne ha iniziato la sua carriera professionale presso il Ministero del Tesoro del Regno Unito. In questo periodo, è stata segretaria personale del Financial Secretary, il responsabile di tutti gli aspetti della fiscalità diretta, nonché principale fautrice della politica di privatizzazione dell’esecutivo. Nel 1997, è entrata a far parte di McKinsey & Company, dove ha ricoperto incarichi sempre più alti tra cui, in qualità di Senior Partner, di coleading

La linea di assistenza globale di McKinsey sul cambio del modello operativo per diversi anni e lavorare intensamente su questioni strategiche con molti clienti. Suzanne è anche membro del consiglio di amministrazione di CNH Industrial e The Economist e Vicepresidente della Royal Opera House.

Ha pubblicato il libro Reorg e diversi articoli su tali argomenti ed è stata docente ospite all’Università Tsinghua di Pechino. Ha inoltre svolto un ruolo di supporto del Cancelliere durante le negoziazioni presso l’Ecofin, il Consiglio dei ministri delle Finanze Europei, a Bruxelles. La manager è inoltre amministratore di «TheEconomist», ove è componente del Comitato di Controllo; della Royal Opera House, ove è vicepresidente e del Trust della Royal Academy of Arts.

Rispetto a FCA e Ferrari, CNH Industrial è meno conosciuta. CNH Industrial N.V. è una delle maggiori società di beni capitali del mondo, registrata nei Paesi Bassi con uffici aziendali a Londra. È controllata finanziariamente dalla società di investimento italiana Exor, che appartiene alla famiglia Agnelli. Attraverso le sue diverse attività, CNH Industrial progetta, produce e vende attrezzature agricole e attrezzature per l’edilizia (famiglie di marchi Case e New Holland), autocarri, veicoli commerciali, autobus e veicoli speciali (Iveco), oltre a propulsori per applicazioni industriali e marine (FPT Industrial).

Presente in tutti i principali mercati mondiali, CNH Industrial è focalizzata sull’espansione della propria presenza in mercati ad alta crescita, anche attraverso joint venture. CNH Industrial impiega attualmente circa 63.000 persone in 180 paesi in tutto il mondo. Operano con 64 stabilimenti di produzione e hanno 49 centri di ricerca e sviluppo.

CNH Industrial NV è stata costituita a novembre 2012 ed è diventata operativa a fine settembre 2013 a seguito dell’integrazione di Fiat Industrial SpA e CNH Global.Fiat Industrial NV, leader mondiale nel settore dei beni strumentali, è stata creata il 1 ° gennaio 2011 attraverso il scissione di CNH, Iveco e FPT Industrial dal Gruppo Fiat. Tuttavia successivamente FPT Industrial è stata rilevata / incorporata in CNH. Uno dei principali operatori mondiali nei settori delle macchine per l’agricoltura e le costruzioni, CNH è stato creato nel novembre 1999 attraverso la fusione di New Holland e Case Corporation. E’ un componente dell’indice FTSE MIB.

La Borsa crolla dopo uscita di scena di Marchionne e dimissioni Altavilla

Alla Borsa l’uscita di scena improvvisa di Sergio Marchionne fa non poco paura. Situazione aggrava però anche dalle dimissioni di Alfredo Altavilla, responsabile di Fca per l’area Emea. E così, Ferrari, che per alcuni minuti non è riuscito a far prezzo in apertura, ha segnato una flessione del 5,05 per cento; Cnh Industrial ha lasciato sul terreno il 4,26, Fca il 4,18%, mentre Exor il 4,23%. E sono stati proprio questi 4 titoli a guidare le perdite del listino principale di Piazza Affari.

Il manager di 54 anni, nato a Taranto, era in corsa per la successione all’a.d. Sergio Marchionne. Altavilla è stato nominato chief operating officer Emea nel novembre 2012 ed è inoltre Head of Business Development e membro del Gec dal settembre 2011. Il manager è entrato nel 1990 in Fiat Auto, occupandosi di pianificazione strategica e sviluppo prodotto.

Altavilla era stato chiamato in causa lo scorso anno anche per la successione all’a.d. Mauro Moretti in finmeccanica-Leonardo. Il fatto che il fondo Elliott lo abbia inserito nella lista dei consiglieri indipendenti per il cda Tim ne dimostra l’autorevolezza. Altavilla era con Marchionne in un momento chiave della storia di Fiat: quando venne chiusa con Gm la put option portando a casa 2 miliardi di dollari che furono indispensabili per il rilancio all’inizio dell’era Marchionne. Altavilla, inoltre, ha guidato Fiat Powertrain e Iveco.

Il ‘suo’ ruolo di Chief Operating Officer dell’Emea sarà assunto ad interim dal neo amministratore delegato di Fca, Mike Manley. Altavilla lavorerà con Manley fino ad agosto.

L’unico modo per tranquillizzare le Borse sarà quello di proseguire sul solco segnato da Marchionne. I suoi 3 successori hanno tutte le carte in regola per farlo.

Responsabilità: L'autore dell'articolo pubblicato su webeconomia.it esprime le sue libere opinioni in merito alle analisi in oggetto. Dichiara che tutte le considerazioni fatte all'interno del post e le eventuali altre analisi sugli strumenti finanziari (valute, azioni, criptovalute, materie prime) sono soggettive e non devono essere considerate come incentivi e raccomandazioni di investimento. Le analisi e le quotazioni degli strumenti finanziari sono mostrate al solo scopo di informare e non per incentivare le attività di trading o speculazione sui mercati finanziari. Lo staff di webeconomia.it e gli autori degli articoli non si ritengono dunque responsabili di eventuali perdite di denaro legate ad attività di invstimento. Lo staff del sito e i suoi autori dichiarano di non possedere quote di società, azioni o strumenti di cui si parla all'interno degli articoli. Leggendo i contenuti del sito l'Utente accetta esplicitamente che gli articoli non costituiscono "raccomandazioni di investimento" e che i dati presentati possono essere non accurati e/o incompleti. Tutte le attività legate agli strumenti finanziari e ai mercati come il trading su azioni, forex, materie prime o criptovalute sono rischiose e possono comportare perdita di capitali. L'Utente, quindi, solleva lo staff di webeconomia.it e i suoi autori dalla responsabilità di qualunque perdita o danno subito legato ad attività di investimento che scaturisce dalla consultazione dei dati contenuti nel sito.

LEAVE A REPLY