Sentiment di mercato: cos’è, esempi, fattori, come analizzarlo

Cos’è il Sentiment di mercato? Come funziona il sentiment di mercato? Sentiment significa proprio sentimenti, emozioni, anche nel mondo del trading. Infatti, sovente gli investitori tendono a prendere le proprie decisioni sui sentimenti di paura, pessimismo, speranza, fiducia o avidità. A seconda dei casi e dei fattori, soggettivi ed oggettivi. Dipende cioè dal carattere stesso del trader così come dall’andamento del mercato stesso. Il sentiment di mercato può così influenzare il mercato stesso e finire con innescare meccanismi che influenzano anche gli altri trader a prendere certe decisioni.

Del resto, di frequente i mercati valutari subiscono oscillazioni importanti a causa delle più svariate dinamiche. Basta un annuncio a sorpresa da parte di una banca centrale, declassamenti da parte delle agenzie di rating, colpi di Stato, vittoria alle elezioni di personaggi malvisti dall’establishment, disastri naturali, acquisizioni di colossi da parte di altri, interventi diretti delle istituzioni finanziarie sui mercati valutari, e così via. Tre sono i possibili sentimenti che un tale cambiamento può generare nei trader:

  1. Eccitazione: l’effetto leva presente sul forex crea le potenzialità di guadagni stellari
  2. Smarrimento: perché si teme sempre di entrare quando apprezzamento o deprezzamento hanno già raggiunto il loro picco
  3. Depressione: perché si tenta di entrare in un trend molto accentuato con stop loss ravvicinati. Un comportamento che determina ripetute perdite a causa appunto delle escursioni valutarie piuttosto marcate.

La soluzione migliore, salvo il caso in cui siate scalpers intraday (quelli che scommettono entro le 24 ore), di assistere prima a quanto avviene nel mercato, per poi valutare un ingresso con un rapporto rischio/rendimento accettabile. Ecco che per fare ciò subentra l’importanza dell’analisi del sentiment. Quest’ultima consente di comprendere quando sul mercato gli operatori vanno tutti verso una parte (long o short, al rialzo o al ribasso) e quindi di assumere un atteggiamento di tipo contrarian.

Vediamo dunque meglio di seguito cos’è il sentiment di mercato e degli esempi.

Sentiment di mercato cosa significa

Cosa significa sentiment di mercato? Trattasi di quell’elemento che rappresenta un bilancio tra trader ottimisti e trader pessimisti nel mercato di un qualsiasi strumento negoziabile finanziario, o sul prezzo sussistente sul mercato in un dato momento. Qualora uno strumento venga scambiato a un prezzo di gran lunga superiore o di contro inferiore al suo valore intrinseco, la deviazione da tale valore sarà di norma contabilizzata dal sentimento. Il sentiment di mercato è dunque quella emozione collettiva che scaturisce dalle valutazioni della collettività dei trader. I quali prendono una decisione su un prezzo, stabilendo se esso sia superiore o inferiore al valore presunto o intrinseco.

In realtà buona parte degli esperti di mercati finanziari ritengono i prezzi di mercato scaturiscano più da un mix di situazioni e di emozioni. Quindi il sentiment da solo peserebbe fino ad un certo punto. Qualora tale sentiment sia eccessivo e i prezzi si allontanano molto dal valore intrinseco, è probabile che si verifichi un ribasso dei prezzi. Quindi, per un analista tecnico, è molto importante sapere il momento in cui i prezzi riflettono gli estremi emozionali.

Esempio sentiment di mercato

Prendiamo come esempio il mercato delle azioni. Se ipotizziamo un mercato rialzista, dove quindi i prezzi sono in crescita, gli investitori che già hanno assunto posizioni long, vedranno il valore del proprio portafoglio aumentare. Gli investitori che non non hanno ancora assunto posizioni, sono consapevoli che chi già lo ha fatto, ha assunto posizioni long. Quindi, decideranno anche loro di entrare nel mercato delle azioni in quel modo per non perdere quella occasione. Ecco quindi che sul mercato azionario saranno immessi più capitali e, di conseguenza, i prezzi lieviteranno. Poiché sta aumentando la domanda dei titoli e una regola economica basilare vuole che se aumenta la domanda aumentano pure i prezzi. A prescindere del bene.

Quindi, dato che il sentiment di mercato sulle azioni è positivo e aumenta la richiesta, di conseguenza lo stesso mercato azionario diventerà più positivo. Ciò poi porterà gli investitori a credere che le proprie decisioni prese erano corrette. E ciò creerà di conseguenza in loro presunzione ed avidità. Cosa faranno tali trader? Inizieranno a credere che le proprie decisioni sono sempre corrette e quindi inizieranno a comprare azioni indipendentemente dal loro valore, in maniera più disattenta. E l’ottimismo raggiungerà un picco, mentre gli investitori hanno già messo la maggior parte dei loro fondi disponibili sul mercato. Cosa accadrà a questo punto? Che la quantità di denaro disponibile comincierà gradualmente a diminuire.

I fondi per poter sostenere i prezzi in aumento cominceranno ad esaurirsi, e il mercato azionario finirà per registrare un picco o un livello elevato. Il sentiment di mercato può però andare anche nel verso opposto. Supponiamo che gli investitori tendono ad essere pessimisti e temono per le sorti del proprio investimento, così da cominciare a cedere i propri titoli posseduti. Il pessimismo così si espanderà e inizierà a coinvolgere sempre più investitori, andando ad espandere il numero dei trader che vendono. E ciò comporterà un crollo dei prezzi. Così, crollando i prezzi, altri investitori saranno spinti a vendere per limitare i danni. Anche in questo caso, come per l’ottimismo, il pessimismo raggiungerà un picco quando i trader avranno già ritirato la maggior parte dei loro fondi dal mercato. Facendo così registrare un minimo.

Sentiment di mercato: quali fattori la determinano

Quali sono i fattori che determinano il sentiment di mercato? Di sicuro l’informazione ha il suo grosso peso. In ogni mercato finanziario i trader si dividono in informati e disinformati. Questi ultimi sono quelli che si lasciano guidare soprattutto dall’istinto, dalla fortuna, dalle emozioni e dai pregiudizi. Sono quelli che si buttano a capofitto su uno strumento sol perché sta andando a gonfie vele o di contro, lo abbandonano vendendo i propri titoli al primo accenno di ribasso. Sono quelli che si informano poco, e si lasciano guidare dalle indicazioni supercificiali. I trader disinformati vengono chiamati in gergo “il parco buoi”, sebbene quelli più informati potrebbero ugualmente farne parte. Del resto, anche i trader informati sono esseri umani e sebbene l’analisi dei fatti consiglia di investire o non investire in un determinato asset, possono farsi seguire dall’istinto e farlo o non farlo ugualmente. Sono esseri umani pure loro del resto.

I trader informati, sono invece quelli che solitamente agiscono in modo contrario alla maggioranza. Cosa significa ciò? Che in pratica tendono a vendere nei picchi di mercato, quando la maggioranza degli investitori invece dimostra un insano ottimismo, e acquista sui livelli più bassi del mercato, quando la maggioranza è spaventata e vende. Sono pesci che navigano controcorrente insomma.

Ora, posto che estremi di ottimismo e pessimismo sul mercato si verificano agli estremi dei prezzi, e dando per buono il fatto che il trader non informato decide sulle emozioni, se un investitore che si basa sull’analisi tecnica è in grado di determinare come ogni gruppo di investitori agisce, potrà ottenere una certa conoscenza della direzione futura del prezzo. Così, il trader professionista informato riuscirà ad agire in maniera corretta, mentre la maggioranza non informata rischia di agire in maniera scorretta, specie se guidata da estreme emozioni. Se un analista tecnico è consapevole di quanto la maggior parte degli operatori di mercato siano eccezionalmente ottimisti sui prezzi che continuano ad aumentare, potrebbe pervenire alle conclusioni che la maggioranza degli operatori è ottimista ma in maniera inconsapevole. Mentre i prezzi si stanno solo avvicinando ad un picco.

Pertanto, un trader che si affida solo all’analisi tecnica, cercherà di prendere decisioni opposte a quelle prese dalla maggioranza di trader disinformata. E pertanto prendere per buone le decisioni assunte dai partecipanti informati.

Altro fattore che è alla base del sentiment di mercato è l’esperienza. Un trader che fa questo mestiere da almeno dieci anni sicuramente prenderà decisioni in maniera diversa rispetto a chi lo fa da qualche giorno o da un mese. Il primo nella sua vita pluridecennale di trader ne ha vissute di cotte e di crude, avrà commesso svariati errori e leggerezze e quindi è temprato nel caso in cui il mercato si sta affossando o si sta eccessivamente apprezzando. Saprà bene, essendoci passato già altre volte, se è davvero il momento di uscire o entrare da un mercato o siamo di fronte solo ad un “fuoco di paglia” o ad una “tempesta passeggera”. Mentre chi fa trading da poco si farà subito prendere dall’entusiasmo e deciderà di acquistare titoli non appena un determinato mercato tenderà a salire. O, viceversa, li venderà appena il mercato sta crollando.

Anche in questo caso, comunque, vale il discorso che non è detto che l’esperto agisca sicuramente bene e il meno esperto no.

Analisi dei Sentiment di mercato cos’è (Sentiment Analysis)

Cos’è l’analisi dei Sentiment? La Sentiment Analysis? Al fine di non compiere mosse azzardate facendosi trarre in inganno dai sentiment di mercato, sono molto utili gli indicatori di sentiment. Un indicatore di sentiment rappresenta l’aspettativa positiva o negativa di una tipologia d´investitore (che può essere tanto il gestore professionista, il trader, il risparmiatore) rispetto a quali sono le prospettive del mercato. Quest’ultima viene evidenziata non solo nei soliti sondaggi, ma anche attraverso l’operatività effettiva sui mercati.

Si pensi al caso delle operazioni di acquisto e di vendita dei tanti strumenti finanziari (azioni, fondi, etf, opzioni e futures) concluse ogni giorno da tutti gli investitori. Questi sono già degli indicatori di sentiment del mercato. Così, l´acquisto di un azione, di un fondo, di un CFD, di un ETF, avrà più probabilità di successo se effettuata in momenti di sentiment del mercato di riferimento molto negativi. Di contro, è opportuno rivedere le proprie strategie rialziste qualora si riscontri un eccesso di euforia.

Gli indicatori di sentiment che vengono più utilizzati dagli analisti di mercato, fanno riferimento al mercato azionario americano. Perché proprio questo? In quanto tutti gli altri mercati azionari sono correlati ad esso. Essendo il mercato finanziario americano molto trasparente, esso offre una notevole mole di dati utili sul sentiment e sullo spessore del mercato azionario. Cosa che non si può dire dei principali mercati finanziari europei. Sebbene ci sono segnali che ci dicono che forse qualcosa sta cambiando. Occorre poi dire che gli indicatori presi da soli non danno alcuna indicazione utile. Tuttavia, se elaborati con specifici algoritmi, offrono delle ottime indicazioni. Inoltre, non tutti gli indicatori sono uguali tra loro. Pertanto, alcuni sono in gradi di individuare i massimi del mercato di riferimento, mentre altri si mostrano più efficaci nell’individuare i minimi.

Sentimentcharts offre la possibilità di consultare la posizione degli investitori nel mercato delle opzioni Put/call (Cboe), nel mercato dei fondi Rydex, la volatilità sul mercato delle opzioni ed altri indicatori tra cui i sondaggi degli investitori professionisti e privati. Sul web è comunque possibile consultare siti che offrono la possibilità di consultare la posizione degli investitori nel mercato delle opzioni Put/call (Cboe), nel mercato dei fondi Rydex, la volatilità sul mercato delle opzioni ed altri indicatori. Tra questi si pensi a SentimentCharts.

Vale poi la pena aggiungere che la Sentiment Analysis può essere utilizzata in più settori: dalla politica ai mercati azionari, dal marketing alla comunicazione, dall’ambito sportivo a quello delle scienze mediche e naturali. I sentimenti muovono le azioni delle persone, nell’investire, nel votare, nel fare shopping, nel curarsi, nel fare sport, nel comunicare.

Esempi di Indicatori di Sentiment di mercato

Un esempio di indicatore di sentiment di mercato possono essere i titoli dei giornali, quelli che gli americani chiamano “cover indicator” ovvero “indicatori della copertina”. E la loro importanza la si evince dal fatto che sono considerati interessanti anche da una delle più grandi società di gestione di fondi al mondo: la Fidelity di Boston. Perché ciò? Per un motivo semplice: buona parte dei trader prende decisioni d’investimento in base a ciò che leggono sui giornali. Tuttavia, ciò comporta che i trader prendano posizione quando il mercato è già salito di molto e sta per raggiungere il suo picco massimo. Quindi, di conseguenza, rischiano di entrare quando il trend sta per concludersi.

Al contrario, finiscono per vendere quando le news sono catastrofiche e i prezzi stanno già crollando. Pertanto, non solo venderanno le proprie azioni a prezzi stracciati ma perdono l’occasione di acquistare asset quando i prezzi sono bassi.

Ciò però è ovviamente anche colpa di chi dà le notizie e fa le analisi. Analisti ed economisti si trovano molto spesso in ritardo rispetto all’evoluzione dei mercati. Insomma, il mercato è avanti rispetto alle notizie. Certo, rispetto al passato quando i media erano dominati da giornali cartacei e tv, che davano notizie già successe ore prima o il giorno prima, ora c’è il web. E tutto avviene in maniera immediata, quasi istantanea. Tuttavia, le notizie di economia vanno approfondite e richiedono comunque qualche ora per formulare ipotesi e previsioni. Quindi non sono mai fresche e finiscono per basarsi anche esse sui sentiment. Finendo paradossalmente per alimentare quello stesso sentiment.

Un altro utile indicatore del sentiment di mercato può essere il mercato finanziario tedesco: il DAX, soprattutto per quanto concerne il cambio euro/dollaro. La Borsa tedesca infatti ci fa vedere il sentiment del mercato tedesco, anche intraday in tempo reale. Dato che come abbiamo detto, la maggior parte dei trader si trova nella direzione sbagliata del mercato, è evidente che, se l’indice sentiment scende (trader a ribasso), il DAX sale (i trader perdono i propri soldi). E se decidessimo di prendere la direzione inversa a quella del sentiment di mercato? Il sentiment è a ribasso e noi andiamo a rialzo sul DAX.

Il Dax ha una correlazione inversa con l’euro dollaro, quindi il cambio maggiore seguirà la direzione del sentiment di mercato della Borsa tedesca: l’indicatore sentiment scende, EUR/USD scende e viceversa. Per avere le indicazioni migliori dal DAX, occorre tenere presenti questi fattori:

  • l’orario (meglio alle 12.00 italiane)
  • l’analisi tecnica dell’indicatore (vale a dire se è in fase di trend o in fase di congestione)
  • l’analisi tecnica di EUR/USD
  • l’analisi tecnica del DAX o Ger30

Sondaggi per Sentiment di mercat

Come per la politica o per il marketing aziendale, anche i mercati finanziari necessitano di sondaggi per essere esplorati. Ecco i 3 più popolari:

1. AAII Bull and Bear

Probabilmente è l’indagine più diffusa nel mondo di Wall Street. È condotta tra i membri di AAII che rispondono alla stessa semplice domanda ogni settimana. I risultati sono compilati nell’analisi AAI Investor Sentiment, che offre una panoramica sull’umore dei singoli investitori. Gode anche di un certo credito, non a caso i risultati vengono pubblicati su siti web di economia molto seguiti come Bloomberg.

2. CNN Fear and Greed index

Il nome è alquanto esplicito: Indice di paura e di avidità. Esso non si basa sull’indagine condotta tra gli investitori, ma tiene conto di varie misure, incluse quelle che si riferiscono al sentimento del mercato come l’indice VIX. I risultati sono mostrati su una scala da 0 a 100. Più ci si avvicina al 100, più vuol dire che gli investitori “sono nervosi e impazienti”. Se il calcolo si ferma a 50, vuol dire che la situazione è neutra e stazionaria.

3. XTB’s market sentiment

Indagine sul sentiment market offerta dalla piattaforma xStation 5. Per usarla, basta accedere e scegliere e trovare nella sezione analisi del mercato.

Positioning cos’è

Cos’è il positioning? Traducibile in posizionamento, esso mostra il mercato in forma di trades aperti, anziché fornire una visione come fanno le altre indagini di mercato. Pertanto, la vista rialzista o ribassista potrebbe essere vista nel numero di lunghezze aperte o corti in un dato futuro. Ciò significa che se il risultato di un rapporto mostra un consistente aumento delle posizioni lunghe nel dollaro statunitense, ciò significa che la prospettiva del mercato è di tipo bullish sulla valuta. Le relazioni più popolari ed importanti sul posizionamento sono gli impegni CFTC delle relazioni tra i traders. Forniscono una ripartizione di ogni interesse aperto di martedì per i mercati in cui 20 o più operatori detengono posizioni uguali o superiori ai livelli di rapporto stabiliti dal CFTC. I rapporti CFTC mostrano in sostanza le posizioni lunghe o corte di tipo netto per ogni contratto futures disponibile per tre diversi tipi di operatori: commercial traders, non-commercial traders and non-reporting traders. Comunque, possiamo dire che i più importanti tra questi sono gli scambi aperti da operatori non commerciali, poiché forniscono il più grande impatto sui prezzi degli strumenti finanziari.

Ma come utilizzare nel migliore dei modi le informazioni in nostro possesso? Se il mercato è rialzista, sappiamo bene che in teoria gli indici o le valute tenderanno ad apprezzarsi. Quindi il posizionamento dovrebbe mostrare un sacco di posizioni lunghe aperte. Alla luce di ciò, nel caso in cui si verifichi qualcosa di imprevisto, gli investitori dovranno chiudere rapidamente i propri scambi. Con conseguente calo significativo del prezzo di tale bene. Qualcosa del genere è avvenuta nel marzo 2015 con il dollaro USA. Il mercato è stato lungo il dollaro e il posizionamento netto lungo è stato a livelli estremamente elevati. Ciò nonostante, la Fed ha deciso di non inviare un segnale hawkish, costringendo gli investitori a chiudere il loro dollaro a lungo. Con quali conseguenze? Si è verificata la caduta drammatica del dollaro statunitense, che ha portato il cambio EUR/USD da 1,05 a 1,10 in meno di 3 ore.

I dati disposizione possono poi essere usati pure per determinare se ci sono potenziali movimenti recenti per continuare. Ad esempio, se si osserva una bella tendenza al rialzo sugli indici azionari, ma il sentimento rimane estremamente riuscito e il posizionamento è pure elevato, significa che non c’è molto potenziale per perseguire su quella strada.

Gli indicatori di sentiment di mercato servono?

La domanda arrivati a questo punto sorge spontanea: gli indicatori di mercato sono davvero utili? Fino ad un certo punto, in quanto anche essi, come di conseguenza gli analisti che li esaminano, sono in ritardo rispetto alla evoluzione del mercato. Ovvero, fotografano una situazione che probabilmente è già cambiata. Il consiglio quindi è quello di usarli come uno strumento aggiuntivo e non l’unico strumento per analizzare il comportamento di un mercato. Almeno che non possediate una palla di vetro…

Sentimet market: un caso studio

Un caso esemplare di sentiment market è quello della elezione a Presidente degli Stati Uniti di Donald Trump. Mentre la maggioranza dei sondaggi prevedeva una vittoria per Hillary Clinton e pure abbastanza schiacciante, i mercati sono entrati letteralmente in uno stato di shock quando Trump è ha vinto. Inizialmente, il sentiment dei trader ha visto cedere il dollaro USA e gli indici statunitensi, in quanto Trump veniva visto come il candidato dell’instabilità, anti-sistema, dell’imprevedibilità. Ma appena Trump ha iniziato a fare certi discorsi in favore dell’economia americana, di natura proibizionista (proverbiali i tweet contro Cina e contro le multinazionali che producono all’estero e poi rivendono a prezzi normali, tra cui pure Apple), il trend si è invertito. Certo, stiamo tutti ancora attendendo la riforma fiscale del corpulento e sui generis tycoon…

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