Sentenza – Fininvest: ecco come si è giunti al risarcimento

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La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Fininvest, confermando il maxi risarcimento alla Cir già pagati a luglio 2011 nelle casse della holding della famiglia De Benedetti. Ma quale è stata la genesi di questa sentenza? E come si è arrivati a tale grado di giudizio?

Cosa è il Lodo Mondadori

Per cercare di capire come si sia arrivati a tale pronuncia definitiva si deve risalire alla metà degli anni Ottanta, quando Silvio Berlusconi riesce ad acquisire quote rilevanti della Arnoldo Mondadori Editore, pur non riuscendo a divenire socio di maggioranza. In seguito alla morte di Mario Formenton (marito di Cristina Mondadori), nel 1987 si apre una stagione di battaglie per il controllo societario. Un anno dopo Silvio Berlusconi, con la Fininvest, acquista le azioni di Leonardo Mondadori, assumendo un ruolo di maggior spicco nella gestione del gruppo editoriale insieme alla Cir di Carlo De Benedetti e alla famiglia Formenton.

Intanto, Carlo De Benedetti, storico amico della famiglia Formenton, aveva convinto gli eredi di Mario Formenton – non interessati alla gestione della società – a stipulare un contratto per la vendita delle azioni dell’azienda in possesso, con passaggio di tali quote entro il 30 gennaio 1991. Nel novembre 1989 la famiglia Formenton cambia tuttavia idea e permette a Berlusconi di diventare presidente della compagnia il 25 gennaio 1990. De Benedetti assume una posizione di netta protesta, forte dell’accordo precedente, ma non si riuscirà a trovare un accordo: di qui il ricorso un lodo arbitrale per stabilire se il contratto tra De Benedetti e i Formenton dovesse avere corso, o se i Formenton potessero vendere le proprie quote a Fininvest.

I giudizi

Il 20 giugno 1990 il lodo produce il primo verdetto, sancendo che l’accordo tra De Benedetti e i Formenton è valido a tutti gli effetti, e che quindi le azioni Mondadori devono tornare alla Cir. Silvio Berlusconi e i suoi dirigenti lasciano i ruoli in consiglio di amministrazione, sostituiti da quelli della Cir.

A questo punto, Berlusconi impugna il lodo dinanzi alla Corte d’Appello di Roma, che rilancia il caso alla I sezione civile. La Corte stabilisce nel 1991 che l’accordo è nullo (e così anche il lodo arbitrale) poiché in contrasto con la disciplina delle società per azioni. Le azioni Mondadori tornano quindi in casa Fininvest.

Da questo momento in poi le vicende si complicano, perché alla causa civile (che punta a stabilire il danno economico dal lodo) si sommano le scelte legate al processo di corruzione. Per quanto attiene la prima, relativamente alla quale pochi giorni fa si è giunti all’ultimo grado di giudizio, il 3 ottobre 2009 viene emessa la sentenza di primo grado, con la quale la Fininvest deve risarcire di 750 milioni di euro la Cir di De Benedetti per “danno patrimoniale da perdita di opportunità di un giudizio imparziale”.

In secondo grado la Corte d’Appello, nel marzo 2010, rileva come il giudice di primo grado abbia condannato Fininvest senza avvalersi del parere di un consulente tecnico d’ufficio. Viene quindi disposta una perizia con la quale si intende stabilire “se e quali variazioni dei valori delle società e delle aziende oggetto di scambio fra le parti, siano intervenute tra il giugno del 1990 e l’aprile del 1991, con riguardo agli andamenti economici delle stesse e [all’]evoluzione dei mercati dei settori di riferimento”. Sulla base della nuova perizia il 9 luglio 2011 la Corte d’Appello di Milano emette sentenza con la quale viene confermata la condanna, con riduzione del risarcimento a 540 milioni di euro, oltre a interessi per circa 20 milioni di euro.

Infine, il 17 settembre 2013 la Cassazione ha confermato la condanna al pagamento.