Il Senato USA boccia il CLARITY Act: Bitcoin scende, regolamentazione crypto rinviata al 2027

CLARITY Act respinto al Senato USA: 49 sì e 50 no. Cosa cambia per la regolamentazione crypto, Bitcoin e il mercato degli asset digitali? Ecco l’analisi.

Ieri è arrivato il no del Senato al Clarity ACT. Un provvedimento che si è incamminato verso il no fin dalle prime battute. Su 100 votanti quando i no sono arrivati a 41 è capito che la situazione era ormai scontata. E poi c’è stato il discorso introduttivo della senatrice Warren che ha definito le crypto un “pericolo per la stabilità finanziaria” degli Stati Uniti.

Il Senato USA ha così respinto il voto di sul Digital Asset Market Clarity Act (il CLARITY Act), con 49 voti a favore e 50 contrari. Per avanzare ne servivano 60 quindi undici in meno del minimo, e senza nemmeno una maggioranza semplice.

Il CLARITY Act è il tassello che manca sul fronte normativo americano. Un testo di oltre 600 pagine che avrebbe fissato, per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, un quadro regolatorio federale per il mercato crypto. Cosa prevede? Innanzitutto la divisione dei compiti tra SEC e CFTC, requisiti di registrazione, norme anti-riciclaggio più stringenti, protezioni per gli investitori retail.

In europa c’è il MiCAR e quindi gli exchange devono rispettare determinate normative, negli USA ancora manca una legge.

Il voto del 15 settembre non riguardava il merito. Era solo un voto per la disuccsione. Al centro ci sono i conflitti di interesse legati ai profitti crypto della famiglia Trump. E alla fine, questa controversia ha avuto la meglio su anni di negoziati.

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Cos’è il CLARITY Act e perché era così atteso

Il Clarity Act viene da un lungo lavoro bipartisan avviato nella precedente legislatura. Una versione del testo aveva già superato la Camera dei Rappresentanti nel 2025 con ampio consenso, poi era finita nelle mani del Senato per mesi di negoziati estenuanti.

Il contenuto è molto importante. La legge avrebbe stabilito quale tipo di asset digitale finisce sotto la giurisdizione della SEC, trattato come security, e quale rientra nella CFTC, che avrebbe ricevuto nuovi poteri sui mercati spot crypto.

Avrebbe anche definito r rafforzato le norme contro il riciclaggio e il finanziamento al terrorismo, e coordinato la questione stablecoin con la legge GENIUS Act, approvata con largo consenso bipartisan nel 2025.

Sotto Biden la SEC aveva preso di mira il settore, sotto Trump il presidente dell’agenzia, Paul Atkins, ha invertito la rotta di 180 gradi. L’industria sa che questa alternanza non garantisce la stabilità necessaria per attrarre capitali istituzionali.

Le probabilità di approvazione nel 2026, secondo Polymarket, erano arrivate all’82% a febbraio. Il 15 settembre sera erano crollate al 7%.

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Il risultato del voto: 49 sì, 50 no

Quello di ieri sera è stato un voto sulla mozione di procedere a H.R. 3633. Non un voto di merito, ma il via libera formale per aprire il dibattito. Con il fallimento del cloture, il Senato non ha avuto modo di discutere emendamenti o votare il testo definitivo. Il punto di partenza è diventato il punto di arrivo.

Il risultato ufficiale: 49 favorevoli, 50 contrari. Il senatore Chris Coons (Delaware) non ha partecipato. Servivano 60 voti, undici in più di quelli raccolti.

Tutti i senatori democratici hanno votato no. La senatrice Elizabeth Warren (Massachusetts), la più combattiva oppositrice del CLARITY Act, ha liquidato le ultime concessioni dei Repubblicani come “un debole paravento che non fermerà il prossimo miliardo e quattrocento milioni in profitti crypto” di Trump.

Il nodo politico, lo confermano CNBC, NPR, Axios e CoinDesk, si chiama Trump. Il presidente ha dichiarato oltre 1,4 miliardi di dollari in redditi crypto per il 2025, tra meme coin, token e altri investimenti. Per i democratici questa non è una questione tecnica: il presidente in carica incassa miliardi dallo stesso settore che si vorrebbe regolamentare, e nessuna norma etica aggiuntiva risolve un conflitto di interessi del genere.

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Il 14 settembre i Repubblicani avevano pubblicato un testo “finale” di 630 pagine con 126 modifiche chieste dai Dem e un linguaggio etico rafforzato, affidando l’enforcement ai procuratori generali degli stati. Non è bastato. I Democratici ritenevano che l’applicazione reale delle norme etiche rimanesse nelle mani del Dipartimento di Giustizia di Trump, escludendo stati e privati dalla possibilità di agire.

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La reazione del mercato: Bitcoin sotto $76.000, liquidazioni per $771 milioni

I mercati hanno reagito mentre i senatori ancora votavano. Bitcoin è scivolato dai circa $78.000 delle ultime sedute verso $75.850, un calo del 4,2% nell’arco della giornata. Ecco la reazione delle altre altcoin:

Variazione percentuale dei principali asset crypto e crypto-related nelle ore successive alla bocciatura del CLARITY Act (15 settembre 2026).

Variazione percentuale dei principali asset crypto e crypto-related nelle ore successive alla bocciatura del CLARITY Act (15 settembre 2026).

Le società quotate legate al settore hanno perso ancora di più rispetto a Bitcoin stesso. Coinbase (COIN) ha chiuso in calo dell’8,65% a $174,89: il giorno prima aveva guadagnato il 9% sull’onda dell’ottimismo pre-voto. Circle (CRCL) ha ceduto circa il 10%. Strategy (MSTR), la società di Michael Saylor con le maggiori riserve in Bitcoin, ha lasciato per strada il 5%. Robinhood (HOOD) ha perso oltre il 3%.

L’effetto leva ha amplificato tutto. Nell’ora intorno al voto, circa $289 milioni di posizioni crypto sono state liquidate, il 91% erano scommesse al rialzo. Il totale delle liquidazioni nelle 24 ore ha toccato $771,82 milioni, con oltre 120.000 trader coinvolti. Bitcoin ha avuto la quota singola più alta: oltre $90 milioni di long liquidati.

Gli ETF Bitcoin americani hanno registrato deflussi per circa $450 milioni nella seduta del 15 settembre. Cathie Wood di ARK Invest aveva già anticipato la delusione, vendendo circa $7 milioni di Coinbase il giorno prima del voto, parte di oltre $60 milioni in dismissioni di titoli crypto-related.

Oggi è prevista la riunione del FOMC con una probabilità del 94,5% di un rialzo dei tassi di 25 punti base, secondo il CME FedWatch.

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Cosa succede ora?

Il calendario politico chiude le porte al 2026

Il voto del 15 settembre chiude il ciclo legislativo sulla market structure crypto per il 2026. La Camera è partita per la pausa pre-elettorale. Il Senato lascerà Washington all’inizio di ottobre. Le midterm elections sono il 3 novembre 2026. Chi ha una corsa difficile non tornerà a Washington prima del voto, e dopo gli equilibri in Congresso potrebbero essere molto diversi da quelli attuali.

Cynthia Lummis (Wyoming), la principale sostenitrice del CLARITY Act, aveva detto prima del voto che “è finita” se il cloture fallisce. I sondaggi attribuiscono ai Democratici buone probabilità di riprendere la maggioranza alla Camera, il che porterebbe Maxine Waters alla presidenza della commissione Financial Services, storicamente contraria al settore crypto. Al Senato, un cambio di maggioranza metterebbe Elizabeth Warren alla Banking Committee: la più dura oppositrice dell’industria.

La via alternativa: SEC e CFTC avanti da soli

Senza una legge, la regolamentazione crypto negli USA resta alle agenzie. La SEC ha proposto la Regulation Crypto Assets (Reg Crypto), una norma che permetterebbe ai progetti crypto di raccogliere fino a $75 milioni senza registrarsi. La CFTC ha approvato di recente i primi bitcoin perpetual futures americani.

Il presidente SEC Paul Atkins ha chiarito però che le regole emesse per via amministrativa non hanno la solidità di una legge: una futura amministrazione può azzerarle con la stessa facilità con cui sono state create. Ad agosto aveva dichiarato che la legislazione è “indispensabile” per evitare che il lavoro fin qui svolto venga “disfatto da un futuro regolatore ostile”.

Per gli investitori italiani: cosa cambia (e cosa no)

Per chi investe in crypto dall’Italia, la bocciatura del CLARITY Act non produce effetti immediati. Gli strumenti disponibili sul mercato europeo, come gli ETF continuano a operare come prima. La normativa MiCA dell’Unione Europea offre un quadro normativo autonomo rispetto a quello americano.

Ecco alcuni prodotti disponibili in Europa:

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1 Bitwise Core Bitcoin ETP BTC1.DE 0,05% 100 mln € — — 8.6 Compra →
2 WisdomTree Physical Bitcoin BTCW.SW 0,15% 1,0 mld € — — 8.6 Compra →
3 CoinShares Physical Bitcoin BITC.SW 0,15% 1,2 mld € — — 8.3 Compra →
4 21Shares Bitcoin ETP 2BTC.DE 1,49% 451 mln € — — 7.4 Compra →
5 Bitwise Physical Bitcoin ETP BTCE.DE 2,00% 616 mln € — — 7.4 Compra →
6 VanEck Bitcoin ETN VBTC.DE 1,00% 533 mln € -24,7% +178,3% 7.1 Compra →

Rendimenti in euro dal valore della quota pubblicato da ciascun emittente, al 2 Ottobre 2026. Voto calcolato secondo la nostra metodologia.

Il movimento del 15 settembre è stato amplificato dalle posizioni speculative accumulate nelle settimane precedenti: molti trader avevano già incorporato un esito positivo del voto. Il ribasso ha costretto a chiudere posizioni long in perdita.

Conclusioni

La bocciatura del CLARITY non è una sentenza definitiva. Non cambia nulla. Il Senato non ha avuto modo di discuterlo. È stato lo scontro politico sul conflitto di interessi di Trump nel settore a bloccare tutto.

Bitcoin tutto sommato ha retto, perdendo il 4% nella giornata, le azioni crypto a doppia cifra.

Da qui a fine anno, le regolamentazioni dipenderanno da SEC e CFTC, con norme che possono cambiare a ogni nuova amministrazione. Più avanti, il Congresso potrà riprendere il dossier solo dopo le elezioni di novembre e con un assetto politico ancora da definire.

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Domenico Sacchi

Digital marketing specialist | Blockchain enthusiast | Mi occupo di temi legati alla finanza personale, investimenti e trading sulle criptovalute da oltre 15 anni.