Semestre di presidenza italiana Ue al via

Ha preso ufficialmente il via il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. Un semestre che si preannuncia particolarmente ricco di sfide e che, in effetti, potrebbe tramutarsi in un momento cruciale per traghettare fuori dalle paludi della crisi l’economia del vecchio Continente. I punti di positività, d’altronde, non mancano.

In primo luogo, il nuovo presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, è un popolare piuttosto vicino a una parte delle posizioni di Matteo Renzi, condividendo con lui la necessità di dar seguito a riforme che possano concretamente puntare al rilancio economico, e la ulteriore esigenza di contrastare in modo rigido la disoccupazione giovanile.

In secondo luogo, Angela Merkel ha espresso più volte contenuti di forma e di sostanza piuttosto propositivi nei confronti di Renzi che, pur non essendo il partner ideale (le sue richieste di maggiore flessibilità non saranno facilmente digeribili dai tedeschi) è comunque considerabile come un partner molto attendibile, con la giusta dose di iniziative… “creative”.

In terzo luogo, Renzi prende in mano l’Europa proprio nel momento in cui il sodalizio tra la Francia e la Germania è praticamente giunto al collasso. I tedeschi non si fidano più dei colleghi francesi, e la stessa Merkel non vede affidabilità nel governo di Holland, incapace di avviare qualsiasi processo di cambiamento, e stretto nella morsa di evidente estremismi.

In attesa di scoprire cosa accadrà nel corso del suo semestre, Renzi deve tuttavia incassare le brutte notizie da parte dell’Istat, che aggiorna i suoi dati relativi all’andamento della disoccupazione segnalando come i senza lavoro siano aumentati del 4,1% rispetto al mese di maggio 2013, a quota 3 milioni e 222 mila unità. Il tasso di disoccupazione complessivo sale al 12,6%, mentre quello femminile ha toccato il 14%. Rimane disastroso, infine, il tasso di disoccupazione giovanile, oramai al 43%.

Per quanto attiene l’occupazione, nel mese di maggio si rileva un incremento dello 0,6% tra gli uomini, con un calo dello 0,3% nelle donne. Su base annua l’occupazione registra invece un incremento dello 0,3% tra gli uomini, e un calo dell’1% tra le donne. Il tasso di occupazione maschile è oggi al 64,8%, in rialzo dello 0,3% su base mensile e dello 0,2% su base annua, mentre quello femminile è al 46,3% (in calo dello 0,2% su base mensile e in rialzo dello 0,3% su base annua).